Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto

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Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto
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Mariangela Melato e Giancarlo Giannini in una scena del film.
Titolo originale Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1974
Durata 125 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85 : 1
Genere drammatico
Regia Lina Wertmüller
Soggetto Lina Wertmüller
Sceneggiatura Lina Wertmüller
Produttore Romano Cardarelli per Medusa Film
Distribuzione (Italia) Medusa Film
Fotografia Giulio Battiferri, Giuseppe Fornari, Stefano Ricciotti
Montaggio Franco Fraticelli
Musiche Piero Piccioni
Interpreti e personaggi
Premi
« Sciacquetta, brutta bottana industriale e socialdemocratica »
(Gennarino rivolgendosi alla Pavone Lanzetti)

Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto è un film del 1974 scritto e diretto da Lina Wertmüller.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Raffaella Pavone Lanzetti passa le sue vacanze su uno yacht in mezzo al mar Mediterraneo assieme ai suoi ricchi e viziati amici. Durante la crociera non fa altro che rimarcare il proprio elevato rango sociale, umiliando i suoi sottoposti, tra cui Gennarino Carunchio, rozzo marinaio siciliano, fervente comunista, che nutre sentimenti di insofferenza e disprezzo verso i ricchi turisti, che deve suo malgrado servire per sopravvivere.

Gennarino si ritrova a dover soddisfare le richieste della "padrona", fino a che, per un guasto al motore di un gommone, i due si ritroveranno soli in mare aperto. Approdati su un'isola deserta, i ruoli si invertono e la Pavone Lanzetti diventerà giocoforza schiava del marinaio, che sfoga su di lei antiche frustrazioni sessuali e sociali, facendo nascere una forte passione tra i due. Dopo che, in un'occasione, Raffaella evita di farsi notare da una barca apparsa in lontananza, non chiamando quindi soccorso per non infrangere quello che entrambi vivono come un magnifico sogno ad occhi aperti, in una seconda occasione, Gennarino, nonostante l'opposizione di Raffaella, decide di farsi trarre in salvo, in modo da mettere alla prova l'amore di lei.

Ma, tornati nella civiltà, anche se il loro amore si conserva, il differente rango sociale li separa bruscamente; alla fine, Gennarino cerca di convincere l'amata a tornare insieme a lui sull'isola, ma Raffaella all'ultimo non se la sente e scappa in elicottero col marito. A Gennarino non resta che tornare con la moglie (che, nel frattempo, ha capito tutto).

Remake[modifica | modifica wikitesto]

Del film è stato realizzato un remake dal titolo Travolti dal destino (titolo originale Swept Away) diretto dal regista Guy Ritchie ed interpretato da Madonna e da Adriano Giannini, figlio di Giancarlo.

Luoghi[modifica | modifica wikitesto]

Gli scenari del film sono scorci della Sardegna. Il film è stato girato lungo la Costa orientale sarda, nella provincia di Nuoro. La spiaggia dello sbarco dei due naufraghi è Cala Fuili, nel comune di Dorgali-Cala Gonone. La spiaggia di Cala Luna è stata set di un'altra buona parte delle riprese. Il rifugio di Carunchio e le scene più sensuali sono state girate nelle dune di Capo Comino, località del comune di Siniscola. Nonostante nel film sembra che i naufraghi percorrano un'unica spiaggia, in realtà questi lidi sono distanti tra di loro parecchi chilometri. La scena finale della partenza dell'elicottero è invece ambientata nel porto di Arbatax, in Ogliastra. Gli stessi luoghi sono stati scelti anche per il remake "Swept away" di Guy Ritchie.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

La canzone che si sente in sottofondo durante la telefonata tra Gennarino e Raffaella quasi al termine del film è la celebre Signora mia cantata da Sandro Giacobbe, grande successo dell'estate 1974.

A un certo punto, quando finalmente scoppia l'amore tra i due, Raffaella recita alcuni versi del poeta Sandro Penna, "Oh non ti dare arie di superiorità...", apostrofando così Gennarino, il quale, naturalmente, non comprende né apprezza. Alla fine del film, deluso e ubriaco, Gennarino si rivolge al "mare traditore" dicendo: "Mare traditore, che mi fosti amico un tempo e poi mi camminasti sopra il cuore". Con queste parole Lina Wertmüller mette in bocca all'incolto e rozzo Gennarino una parafrasi dei versi finali del famoso Epodo di Strasburgo, bellissima poesia della lirica greca arcaica, attribuita ad Archiloco o ad Ipponatte, nella mirabile traduzione di Salvatore Quasimodo: "Questo vorrei vedere che tu soffra, / tu che m'eri amico un tempo / e poi mi camminasti sopra il cuore."

Come ha avuto modo di raccontare la stessa Melato ha fatto molta fatica a recitare in questo film in quanto le location erano molto belle ma anche molto scomode se si è lì per recitare e non per le vacanze, inoltre in quel periodo si era anche ferita ad un piede con i pezzi di vetro di una bottiglia e per molta parte del film ha recitato da ferma avendo difficoltà a camminare.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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