Tommaso Crudeli
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Tommaso Crudeli (Poppi, 21 dicembre 1703 – Poppi, 27 marzo 1745) è stato un poeta italiano.
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[modifica] Biografia
Naque a Poppi, nel Casentino, nel 1703 (in realtà, per un diverso computo del calendario, alla fine del 1702), da una facoltosa famiglia di giuristi. Si laureò in legge a Pisa nel 1723, ma decise di non esercitare la professione e di dedicarsi alle lettere e all’insegnamento. Contrariamente ai costumi dell'epoca, rinunciò al maggiorascato a favore dei fratelli. Dopo un soggiorno a Venezia presso i conti Contarini si stabilì a Firenze, dove intrecciò stretti rapporti con il mondo culturale inglese, assieme ad un gruppo di fraterni amici. Spinto da un pensiero eterodosso e da un agile eloquio nel 1733 lesse a Santa Croce (Cappella de' Pazzi) un'ode funebre per Filippo Buonarroti, che determinò la sua futura condanna da parte della Chiesa. Nel maggio 1735 fu ammesso alla loggia massonica di Firenze, la prima in Italia, fondata dagli inglesi. Il 9 maggio 1739 fu arrestato a Firenze e rinchiuso nelle carceri della Santa Inquisizione a Santa Croce. Dopo sedici mesi trascorsi in condizioni durissime, fra i molteplici, cruenti tentativi di estorsione da parte del Sant'Uffizio, nell'agosto del 1740 Tommaso Crudeli fu condannato per eresia e confinato nella propria casa a Poppi; ma il suo fisico era già definitivamente segnato. Nei quattro anni di relegazione raccolse e dettò, tra i gravi postumi della carcerazione, la gran parte delle sue poesie e prose, nonché la narrazione della detenzione e del processo ad opera del Sant'Uffizio, che venne stampata anonima da Francesco Becattini (1782) e ritrovata manoscritta, con le chiose autografe del poeta, nella Biblioteca Estense di Modena. Il 27 marzo del 1745 si spense a Poppi. La condanna per eresia non ebbe termine: la sua opera letteraria fu posta all'Indice e i suoi fratelli dovettero misconoscere ogni opera del congiunto. Dopo il martirio del Crudeli il Granducato della Toscana fece chiudere il Tribunale del Sant'Uffizio, nel 1743, provvisoriamente, e nel 1782, definitivamente, con l'abbattimento materiale dell'edificio.
Compose delle poesie, che vennero pubblicate postume nel 1746[1], quattro delle quali[2] erano delle favole che, pur essendo dei rifacimenti in italiano di alcune favole di Jean de La Fontaine, per la vivacità e l'umorismo sono giudicate originali. L'opuscolo libertino, l'Arte di piacere alle donne[3], viene a torto attribuito a Tommaso Crudeli, in realtà non si tratta di una sua opera.
[modifica] Note
- ^ Tommaso Crudeli. Raccolta di poesie del dottor Tommaso Crudeli dedicata all'illustrissimo signore Orazio Mann, ministro in Toscana di S.M. Britannica. Napoli, NN, 1756. [1]
- ^ Il contadino ed il signore; La reggia leonina; Il lupo pien d'umanità; La donnola ed il coniglio
- ^ Tommaso Crudeli. L' arte di piacere alle donne ed alle amabili compagnie. Opera del dottore Tommaso Crudeli. Edizione seconda con l'aggiunta di alcuni leggiadrissimi componimenti poetici. Parigi, presso Giorgio Remond, 1769.
[modifica] Bibliografia
- Bruno Maier. Lorenzo Pienotti e i favolisti del Settecento in Vittore Branca (a cura di) Dizionario critico della letteratura italiana. Torino, UTET, 1973. vol. III, 49-53
- Renzo Rabboni. Monsignor / il Dottor Mordigraffiante. Le rime inquisite di Tommaso Crudeli (Prefazione di Baldassarri G.). Udine, Del Bianco, 2000.
- Renzo Rabboni (a cura di) Crudeli T., Corsi L., Il Calamaio del Padre Inquisitore. Istoria della carcerazione del Dottor Tommaso Crudeli di Poppi e della processura formata contro di lui nel tribunale del S.Offizio di Firenze. Udine, Del Bianco, 2003.

