Settimana Sociale dei Cattolici Italiani

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La Settimana Sociale dei Cattolici Italiani è un appuntamento fisso della Chiesa cattolica italiana, a cadenza pluriennale. Vi partecipano politici, vescovi, militanti ed intellettuali del mondo cattolico che si riuniscono per discutere insieme su un tema comune. La prima edizione si è svolta a Pistoia nel 1907.

Origini[modifica | modifica sorgente]

La Settimana sociale fu proposta dall'economista Giuseppe Toniolo (protagonista del movimento cattolico italiano tra XIX e XX secolo), assieme al cardinale Pietro Maffi nel 1907 con il motto: “Ispirare cristianamente la società”. Nel 1905 in Francia si era già tenuta un'esperienza simile, sulla scia dell'enciclica di papa Leone XIII Rerum Novarum (“Delle cose nuove”).

La prima Settimana sociale si tenne dal 23 al 28 settembre 1907 a Pistoia, con alcune sessioni anche a Pisa (dove insegnava Toniolo). Erano gli anni del non expedit, il divieto papale rivolto ai fedeli di partecipare alla politica; l'Opera dei Congressi era stata sciolta da poco (1904), limitando di fatto il peso del mondo cattolico nella vita pubblica. La nuova iniziativa fu una reazione a queste difficoltà. Nelle Settimane sociali si cercava di applicare la dottrina sociale della Chiesa a temi concreti come i contratti di lavoro e la condizione delle popolazioni rurali.

A partire dal 1927 l'Università Cattolica del Sacro Cuore assunse un ruolo cruciale nell'organizzazione delle Settimane, che allo stesso tempo sperimentarono però la crescente repressione del regime fascista. Le Settimane sociali ebbero sempre più difficoltà: l'edizione del 1931 saltò per indisponibilità dell'Azione Cattolica, poi nel 1934 ci fu un'interruzione, che durò fino alla fine della Seconda guerra mondiale.

Il secondo dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

La Settimana sociale del 1946 vide la partecipazioni di importanti personalità del mondo culturale e politico cattolico: Guido Gonella, Ferruccio Pergolesi, Camillo Corsanegro, Amintore Fanfani, Egidio Tosato, Antonio Amorth, Giorgio La Pira. Fu offerto un contributo di rilievo alla redazione del testo della nuova Costituzione, in discussione all'Assemblea costituente. Vista la centralità che assume il partito della Democrazia cristiana nello schieramento politico italiano, anche le Settimane sociali si celebrano su temi che coniugano vita ecclesiale ed impegno sociale e politico.

Alla fine degli anni sessanta il mondo cattolico italiano era attraversato da dissensi, segnato dagli abbandoni da parte di sacerdoti e religiosi, dal conflitto tra Azione Cattolica e movimenti. Mancarono le condizioni affinché si verificasse una reazione analoga a quella d'inizio secolo. Le Settimane sociali furono lasciate cadere nel 1970.

La ripresa venne decisa nel 1988 con una Nota pastorale della CEI. Da allora si sono svolte le seguenti edizioni:

  • 1991 a Roma su "I cattolici italiani e la nuova giovinezza dell'Europa"
  • 1993 a Torino su "Identità nazionale, democrazia e bene comune"
  • 1999 a Napoli su "Quale società civile per l'Italia di domani?"
  • 2004 a Bologna su "Democrazia: nuovi scenari, nuovi poteri"
  • 2007: Settimana sociale 2007 a Pistoia e Pisa (stesse sedi del 1907) su "Il bene comune oggi: un impegno che viene da lontano"
  • 2010: a Reggio Calabria su "Cattolici nell'Italia di oggi. Un'agenda di speranza per il futuro del Paese"
  • 2013: a Torino su "Famiglia, speranza e futuro per la società italiana"

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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