Sedevacantismo

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Sotto il termine sedevacantisti si indicano una serie di gruppi di cattolici tradizionalisti dissidenti, che hanno sostenuto o sostengono che alcuni Papi contemporanei non sarebbero tali, o per eresia, o per non aver ereditato formalmente il ministero pontificio. In tal caso la sede pontificia sarebbe vacante (da cui il termine).

Il più noto dei gruppi religiosi operanti attualmente in Italia che sono generalmente indicati come sedevacantisti è l'Istituto Mater Boni Consilii con sede a Verrua Savoia, sebbene la posizione di tale gruppo, seguendo la cosiddetta "Tesi di Cassiciacum", elaborata da Mons. Guerard Des Lauriers più precisamente si può definire sedeprivazionismo o sedevacantismo tesista[1], dato che reputa la Sede Apostolica essere occupata, ma solo materialmente, non sostanzialmente (o, secondo la terminologia del tomismo, non formalmente). [senza fonte]

Indice

[modifica] Storia

Non appena nel corso del Concilio Vaticano II, furono approvati documenti che sembravano contraddire il magistero precedente, alcuni gruppi, sia di laici che di preti, un po' di tutto il mondo ma in specie dell'America Latina, cominciarono a parlare di perdita dell'Autorità da parte dei vertici della chiesa cattolica. Vennero al riguardo stampati molti opuscoli e volantini che furono recapitati anche agli stessi Padri Conciliari. Il primo, però, che parla esplicitamente di sede vacante è il gesuita messicano padre Saenz y Arriaga, che così intitola un suo libro del 1973.

[modifica] Caratteristiche generali

L'accusa principale sostenuta dai sedevacantisti è che i pontefici del post-concilio erano tutte persone che, già prima dell'elezione, erano in odore di eresia. In base al magistero di papa Paolo IV (al secolo Giovanni Pietro Carafa), un eretico non è soggetto suscettibile di ricevere autorità. Ne consegue che i pontefici del post-Vaticano II, pur essendo stati eletti da conclavi presunti validi (e non tutti i sedevacantisti li presumono validi) o non sono mai divenuti papi, o hanno perso il pontificato quando hanno compiuto atti di tenore manifestamente eretico. Molti gruppi danno grande valore alla data del 7 dicembre 1965, quando, con la promulgazione del documento Dignitatis humanae, sembra essere stato riconosciuto come diritto - e non come, al massimo, concessione - la Libertà religiosa in foro esterno, concetto che il magistero precedente, seppure con varie sfumature, aveva sempre unanimemente condannato. Le critiche di ordine liturgico mosse ai vertici ecclesiastici del post-concilio, per aver sostituito la Messa tridentina in latino (detta Messa di San Pio V) con quella cosiddetta del Novus Ordo Missae in lingua vernacolare, diversamente strutturata, e con molte aggiunte e sostituzioni rispetto alle vecchie liturgie (per esempio, l'Offertorio, sostituito adesso dal rito della Presentazione dei doni, e nuove Preghiere Eucaristiche in aggiunta all'antico Canone romano), nel pensiero sedevacantista, pur non sottovalutandole (si ricordi che alla riforma liturgica del 1969 presero parte attiva diversi pastori protestanti, chiamati per l'occasione da Paolo VI[senza fonte]) rivestono un ruolo secondario. Concretamente, le autorità romane (o, dal punto di vista sedevacantista, le presunte e sedicenti autorità romane) non sono cattive per aver fatto una liturgia "cattiva", ma tale liturgia è "cattiva" e di efficacia sacramentale dubbia, perché realizzata e/o approvata da persone che credevano, più o meno in buona fede, di avere l'autorità per farlo, ma, in realtà, non la avevano.

[modifica] I "conclavisti"

Tra tali gruppi, uno dei principali argomenti di dibattito (nonché fonte di "distinguo" e divisioni varie) è rappresentato dalle ipotesi su come si risolverà la crisi. In linea generale, la maggior parte si limita ad applicare quanto il diritto canonico prevede per i periodi di Sede vacante. Altri danno grande valore a Rivelazioni private. Altri ancora si limitano a pregare e sperare in una resipiscienza dei chierici "montiniani". Altri reputano necessario che sia al più presto riunito un conclave. Costoro sono detti, appunto "Conclavisti".

[modifica] I nuovi antipapi

Alcuni non si sono limitati a teorizzare i Conclavi ma li hanno riuniti, stabilendo così dei propri pontefici a rimpiazzare quelli che hanno rigettato. Questi vengono talvolta chiamati antipapi, anche se va notato che, a differenza degli antipapi storici, il numero dei loro seguaci è nettamente inferiore. Altri si sono autoproclamati papi in virtù di asserite apparizioni divine. Ne consegue che vengono inclusi nella lista dei "sedevacantisti". Tale inclusione tuttavia è da ritenersi impropria poiché, appunto, non considerano "vacante" la "sede" di Roma, ma occupata da loro stessi.

Tra i moderni "antipapi" del ventesimo e ventunesimo secolo troviamo:

[modifica] Chiesa Rinnovata

  • Michel Collin (antipapa Clemente XV) autoproclamatosi dal 1950 al 1974. Nel 1968, la maggior parte dei suoi fedeli del Canada, rompe con lui e segue il movimento di Jean-Gaston Tremblay (Antipapa Gregorio XVII). Michel-Auguste-Marie Collin (1905-1974) nel 1950, durante una notte di preghiera, in una chiesetta di Sorrento ricevette rivelazioni divine che a suo dire gli conferivano una consacrazione episcopale "mistica"ed un'autorità pari a quella pontificale. L'anno dopo il Sant'Uffizio lo ridusse allo stato laicale e nel 1960 fu scomunicato. Alla morte di papa Giovanni XXIII nel 1963 Collin annunziò che era stato nominato Papa da Dio e si incoronò pontefice in presenza dei suoi seguaci a Clémery con il nome di Clemente XV. Il 23 ottobre 1966, per ottenere l'episcopato in forma canonica, si fece consacrare dal vescovo vagante di rito siro-antiocheno (della linea di successione apostolica di mons. Joseph Villatte) Cyprien Damgé de Lannoy. Il movimento venne chiamato “Chiesa del Cristo Rinnovata” e, alla morte di Collin nel 1974, contava un collegio cardinalizio con quattro membri francesi, cinque italiani, cinque tedeschi, due olandesi, uno svizzero, un americano e un canadese.Il movimento ebbe un momento di notorietà, quando vi aderirono, sia pur per breve tempo, i duchi Melzi d'Eryl. La dottrina dell'antipapa col tempo inglobò riferimenti agli alieni (avrebbe compiuto viaggi a bordo di dischi volanti e, a dire di alcuni sui seguaci, Collin era capace d'arrampicarsi sui muri, in modo non diverso da quello del fumettistico Spider-man) ed un fortissimo culto della Madonna spinto fino alla vera e propria mariolatria. Negli ultimi anni di vita, aprì il sacerdozio alle donne e, a titolo onorifico, ai defunti. Dopo la morte dell'antipapa nel 1974 si ebbero svariate scissioni e divisioni. Il motivo principale di tali eventi, fu che non tutti i suoi seguaci, in specie tra i cardinali, accettarono una sua profezia. Si era identificato nel Pietro II della Profezia di San Malachia e, quindi, aveva annunziato che alla sua morte, Gesù avrebbe ripreso direttamente la guida della Chiesa. Fino a quando eventi prodigiosi (e/o la Fine del mondo, che lui reputava imminente) non renderanno esplicita tale guida diretta, la Chiesa avrebbe adottato una direzione collegial-sinodale, simile a quello della Chiesa Episcopaliana degli USA.
  • Jean-Gaston Tremblay (Antipapa Gregorio XVII) successe a Clemente XV nel 1968 in Canada. Nel 1968 il gruppo canadese di seguaci di Clemente XV ruppe con lui e proclamò papa Gaston Tremblay, fondando la chiesa degli Apostoli dell'Amore Infinito (noti anche come Chiesa Cattolica degli Apostoli degli Ultimi Tempi); si sono diffusi in numerosi paesi, con particolare successo nelle Antille Francesi. Pubblicano la rivista "Magnificat", la quale non fa tanto una polemica contro il Concilio Vaticano II bensì spinge ad una devozione alla Madonna e al Sacro Cuore e agli episodi meravigliosi delle vite dei santi.

[modifica] Chiesa Cattolica Palmariana

[modifica] Chiesa Cattolica Apostolica Rimanente

[modifica] Note

  1. ^ www.sodalitium.it

[modifica] Collegamenti esterni

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