Sedevacantismo

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La basilica, stemma della Santa Sede durante la sede vacante.

Il sedevacantismo è una posizione teologica sostenuta da alcuni gruppi di cattolici tradizionalisti che ritengono valido come ultimo pontefice Pio XII, per cui i successori non sarebbero tali: o per eresia manifesta, o per non aver ereditato formalmente il ministero pontificio. La sede pontificia, pertanto, sarebbe vacante (da cui il termine).[1][2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I padri conciliari in piazza San Pietro il giorno dell'apertura del Concilio.
Sáenz Arriaga nel marzo 1966.
Ritratto di Paolo IV.

Non appena nel corso del Concilio Vaticano II (1962-1965) furono approvati documenti che sembravano contraddire il magistero precedente, alcuni gruppi, sia di laici che di sacerdoti, un po' di tutto il mondo ma in specie dell'America Latina, cominciarono a parlare di perdita dell'autorità da parte dei vertici della Chiesa cattolica. Vennero al riguardo stampati molti opuscoli, volantini e il libro Complotto contro la Chiesa che furono recapitati anche agli stessi padri conciliari.[3] Il primo, però, a parlare esplicitamente di sede vacante fu il gesuita messicano padre Joaquín Sáenz Arriaga[4] (scomunicato nel 1972), che così intitolò nel suo libro del 1973 Sede Vacante. Paulo VI no es legittimo Papa.[5][6]

Magistero della Chiesa cattolica in cui si basano i sedevacantisti[modifica | modifica wikitesto]

L'accusa principale sostenuta dai sedevacantisti è che i pontefici del post-concilio siano tutti in odore di eresia già da prima dell'elezione, oppure abbiano sostenuto eresie pubblicamente durante il pontificato. Queste tesi sono state espresse da alcuni autori, che portano a loro sostegno alcuni documenti della Chiesa cattolica o considerazioni scritte da alcuni Santi, teologi e Dottori della Chiesa nei secoli scorsi, ad esempio:

  • La bolla pontificia Cum ex apostolatus officio del 15 marzo 1559 di papa Paolo IV (al secolo Giovanni Pietro Carafa), sostiene che un eretico non è suscettibile di ricevere autorità: Paolo IV intendeva aggiungere al diritto canonico la clausola che nessun eretico manifesto può legittimamente sedere sulla cattedra di san Pietro: «Aggiungiamo che, se mai dovesse accadere in qualche tempo che un vescovo, anche se agisce in qualità di arcivescovo o di patriarca o primate od un cardinale di Romana Chiesa, come detto, od un legato, oppure lo stesso Romano Pontefice, che prima della sua promozione a cardinale od alla sua elevazione a Romano Pontefice, avesse deviato dalla fede cattolica o fosse caduto in qualche eresia (o fosse incorso in uno scisma o abbia questo suscitato), sia nulla, non valida e senza alcun valore (nulla, irrita et inanis existat), la sua promozione od elevazione, anche se avvenuta con la concordanza e l’unanime consenso di tutti i cardinali; neppure si potrà dire che essa è convalidata col ricevimento della carica, della consacrazione o del possesso o quasi possesso susseguente del governo e dell’amministrazione, ovvero per l’intronizzazione o adorazione (adoratio) dello stesso Romano Pontefice o per l’obbedienza lui prestata da tutti e per il decorso di qualsiasi durata di tempo nel detto esercizio della sua carica, né essa potrebbe in alcuna sua parte essere ritenuta legittima, e si giudichi aver attribuito od attribuire una facoltà nulla, per amministrare (nullam ... facultatem) a tali persone promosse come vescovi od arcivescovi o patriarchi o primati od assunte come cardinali o come Romano Pontefice, in cose spirituali o temporali; ma difettino di qualsiasi forza (viribus careant) tutte e ciascuna (omnia et singula) di qualsivoglia loro parola, azione, opera di amministrazione o ad esse conseguenti, non possano conferire nessuna fermezza di diritto (nullam prorsus firmitatem nec ius), e le persone stesse che fossero state così promosse od elevate, siano per il fatto stesso (eo ipso) e senza bisogno di una ulteriore dichiarazione (absque aliqua desuper facienda declaratione), private (sint privati) di ogni dignità, posto, onore, titolo, autorità, carica e potere (auctoritate, officio et potestate)».[7]
San Roberto Bellarmino Vescovo, Cardinale e dottore della Chiesa.
Sant' Alfonso Maria de' Liguori Vescovo e dottore della Chiesa: scrittore, poeta, pittore, musicista.
Codex Iuris Canonici (1917).
  • Il cardinale dottore della Chiesa san Roberto Bellarmino scrisse nel De Romano Pontifice: «un papa che sia eretico manifesto, per quel fatto cessa di essere papa e capo, poiché a causa di quel fatto cessa di essere un cristiano e un membro del corpo della Chiesa. Questo è il giudizio di tutti gli antichi Padri, che insegnano che gli eretici manifesti perdono immediatamente ogni giurisdizione». San Roberto Bellarmino, 30 in De Romano Pontifice, II.[8][9]
  • Il vescovo Dottore della Chiesa Sant' Alfonso Maria de' Liguori nel libro Verità della Fede scrisse, con riferimento a quanto scritto dallo stesso Bellarmino: «Che poi alcuni pontefici siano caduti in eresia, taluni han cercato di provarlo, ma non mai l'han provato, né mai lo proveranno; e noi chiaramente proveremo il contrario nel fine del cap X. Del resto, se Dio permettesse che un papa fosse notoriamente eretico e contumace, egli cesserebbe d'essere papa, e vacherebbe il pontificato. Ma se fosse eretico occulto, e non proponesse alla chiesa alcun falso dogma, allora niun danno alla chiesa recherebbe; ma dobbiamo giustamente presumere, come dice il cardinal Bellarmino, che Iddio non mai permetterà che alcuno de' pontefici romani, anche come uomo privato, diventi eretico né notorio né occulto».[10]
  • Il teologo e filosofo Giovanni di San Tommaso (1589-1644) ha dichiarato che:«un Papa non può essere deposto o perdere pontificato, ma quando due condizioni, vale a dire: in primo luogo, che l'eresia non sia nascosta, ma pubblico e 'legalmente' noto; e in secondo luogo, di essere incorreggibile e ostinato in eresia[11]
  • Alcuni sedevacantisti citano il Canone 188, §4, del C.J.C. del 1917 di papa Benedetto XV: «Qualsiasi ufficio sarà vacante ipso facto [per il fatto stesso] per tacita rinuncia e senza che sia richiesta alcuna dichiarazione, ... §4 per pubblica defezione dalla Fede Cattolica;... (Ob tacitam renuntiationem ab ipso iure admissam quaelibet officia vacant ipso facto et sine ulla declaratione, si clericus: … 4. A fide catholica publice defecerit;...)».[12]

Ne consegue che, in base a questi assiomi, per i sedevacantisti i pontefici del post-Vaticano II, pur essendo stati eletti da conclavi presunti validi (sebbene non tutti i sedevacantisti li presumano validi),[senza fonte] o non sarebbero mai divenuti papi, o avrebbero perso il pontificato compiendo atti di tenore manifestamente eretico.

Critiche alla Chiesa contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

  • Molti gruppi danno grande valore alla data del 7 dicembre 1965, quando, con la promulgazione del documento Dignitatis humanae, sembra essere stato riconosciuto come diritto (e non come, al massimo, concessione) la libertà religiosa in foro esterno: concetto che il magistero precedente, aveva sempre unanimemente condannato.[13][14]
Pagina in latino di un messale di rito tridentino del 1956 con il testo della consacrazione del pane e del vino nel canone della messa.
  • Le critiche di ordine liturgico mosse ai vertici ecclesiastici del post-concilio sono di aver sostituito, attraverso la riforma liturgica, la Messa tridentina in lingua latina (detta "Messa di San Pio V") con quella cosiddetta del Novus Ordo Missae in lingua vernacolare, diversamente strutturata, con molte aggiunte e sostituzioni rispetto alle vecchie liturgie: per esempio, l'Offertorio, sostituito dal rito della Presentazione dei doni, e le nuove Preghiere Eucaristiche in aggiunta all'antico Canone romano. Nel pensiero sedevacantista, pur non sottovalutandole (alla commissione Consilium ad exsequendam Constitutionem de Sacra Liturgia del 1969 presero parte attiva sei pastori protestanti[15], chiamati per l'occasione da papa Paolo VI;[16][17][18] Max Thurian, della Comunità di Taizé, affermò senza mezzi termini: «Uno dei frutti del nuovo Ordo sarà forse che le comunità non cattoliche potranno celebrare la santa cena con le stesse preghiere della Chiesa cattolica. Teologicamente è possibile»[19]), tali riforme rivestono un ruolo secondario. Le autorità romane non sarebbero diventate "cattive" per aver fatto una liturgia "cattiva", ma tale liturgia sarebbe "cattiva" e di efficacia sacramentale perlomeno dubbia, perché realizzata e/o approvata da persone che credevano, più o meno in buona fede, di avere l'autorità per farlo, ma in realtà, non l'avrebbero avuta. Infine essi obiettano anche che il Novus Ordo missae contraddirebbe la bolla pontificia Quo primum tempore di papa Pio V, in cui si vieta in perpetuo di apportare modifiche al Missale Romanum.

Le correnti[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei principali argomenti di dibattito - nonché fonte di "distinguo" e divisioni varie - è rappresentato dalle ipotesi su come si risolverà la crisi. In linea generale, la maggior parte si limita ad applicare quanto il diritto canonico prevede per i periodi di Sede vacante, altri danno grande valore a rivelazioni private, altri ancora si limitano a pregare e sperare in una resipiscenza dei chierici "montiniani", altri reputano necessario che sia al più presto riunito un conclave (costoro sono detti, appunto "conclavisti").

  • I "sedevacantisti simpliciter", definiti fino agli anni novanta del XX secolo "barbaristi", dal loro rappresentante più illustre, l'abbé Noël Barbara (1910-2002); tale posizione è rappresentata in Italia dalla rivista Nuovo Osservatore Cattolico: si basano sulla bolla pontificia Cum ex apostolatus officio di papa Paolo IV, secondo cui un eretico non è suscettibile di essere eletto validamente in un conclave, e reputando che i papi del postconcilio siano tutti personaggi già in odore di eresia prima dell'elezione, considerano tale elezione nulla e mai avvenuta. Pertanto applicano quanto il diritto canonico prescrive per i periodi di sede vacante.[28]La Congregazione di Maria Regina Immacolata il cui superiore è Mark Pivarunas della linea episcopale di Pierre Martin Ngô Đình Thục. Un altro gruppo è Società San Pio V fondata da Clarence Kelly consacrato dal vescovo Alfredo Méndez-Gonzalez.[29]
  • La posizione teologica dell'Istituto Mater Boni Consilii non è sedevacantista in senso stretto: essi ritengono papa Pio XII l'ultimo papa autentico, ma seguono la cosiddetta "tesi di Cassiciacum" elaborata dal teologo domenicano Guérard des Lauriers, secondo la quale, senza entrare nel merito circa Giovanni XXIII, Paolo VI avrebbe accettato l'elezione al pontificato con la riserva mentale di non volerne le responsabilità. Di conseguenza lui, ed i suoi successori solidali con lui, si troverebbero nella condizione di "eletti del conclave", ma fin quando non rimuoveranno tale riserva mentale, il loro pontificato sarà materiale, ma non formale. Secondo la terminologia del tomismo, sono dei papi materialiter, ma non formaliter. Gli specialisti ritengono che tale posizione più che sedevacantista sia da definirsi sedeprivazionista.[30][31][32]
  • Il gruppo legato all'abbé Georges de Nantes (1924 -2010), al momento senza rappresentanti ufficiali in Italia: stampano il giornale Contro-réforme catholique e dal 1973, ogni dieci anni, inviano al Pontefice un Liber accusationis nel quale chiedono di processare sé stesso per eresia,[33] scisma e scandalo. In pratica si appellano a "Pietro", affinché processi "Simone".
  • I "Catholic home alone" (così chiamati in inglese), riconoscono come ultimo papa valido Pio XII, e quindi nulli tutti gli atti di coloro che hanno occupato posteriormente la Sede Vaticana. Non considerano nessun ministro dei tradizionalisti perché nessuno di loro, secondo come essi interpretano il Codice di diritto canonico (1917), è stato istituito nel rispetto dei canoni. A causa di questo riconoscono come unici sacramenti possibili il battesimo, il matrimonio contratto secondo il canone 1098 e l'eventuale confessione in punto di morte data dai ministri tradizionalisti che abbiano gli ordini validi (canone 882). Al di fuori di questo caso ritengono invalida la confessione di questi ministri perché non possiedono giurisdizione necessaria alla validità di questo sacramento. Sono detti "home alone" proprio perché, non avendo ministri , pregano a casa da soli, e non frequentano sacramenti in nessun luogo di culto pubblico.[34][35][36] comportamento simile agli Catholic home alone, ovvero l'astensione dalla frequenza ai sacramenti, è spesso attuato, per necessità, anche da fedeli di altre tendenze tradizionaliste, quando, per motivi logistici, si trovano nell'impossibilità di frequentare sacramenti celebrati secondo i riti tridentini. Gli altri gruppi tradizionalisti si appellano allo stato di necessità e secondo la loro interpretazione del Codice autorizza a violare la lettera della legge rispettandone lo spirito in base alla norma sovrana: "Salus animarum, prima et suprema lex", e prendendo atto che, nell'attuale mondo secolarizzato, il rischio di morte, quanto meno "spirituale" è presente più spesso che in passato..[37]
  • I "conclavisti" o il "conclavismo" oltre a non riconoscere i papi eletti dopo il Concilio Vaticano II, propugnano la necessità di eleggerne altri. Taluni conclavisti hanno riunito conclavi e nominato degli antipapi moderni.[38][39][40][41][42]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Emanuele Dal Medico, All'estrema destra del padre: tradizionalismo cattolico e destra radicale, Ed. La Fiaccola, 2004, p. 88.:«Il sedevacantismo è la posizione teologica dei cattolici tradizionali che credono nel papato, nell'infallibilità e nel primato del pontefice, e tuttavia non riconoscono l'attuale vicario di Cristo come vero papa. Il termine "sedevacantismo" è composto da due parole di origine latina che significano "la Sede (apostolica) è vacante" e si riferisce al periodo della cosiddetta «Sede vacante» del Vaticano alla morte di un pontefice; i sostenitori di tale tesi disconoscono gli ultimi quattro papi del secolo scorso che non risulterebbero «validi»: Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II. I sedevacantisti riconoscono soltanto come ultimo Sommo Pontefice regolarmente eletto Pio XII Pacelli; quelli che dal 1958 seguirono sul trono di Pietro, altro non sarebbero che «abusivi».»
  2. ^ Il Sedevacantismo di S.E. Mons. Mark A. Pivarunas, CMRI. Url consultato il 25 aprile 2014.
  3. ^ Sodalitium N.56 Numero Speciale: risposta al Dossier sul Sedevacantismo anno 2003 pag. 12-13 «Faccio allusione al libro ' ' Complotto contro la Chiesa' ', pubblicato sotto lo pseudonimo di Maurice Pinay; la sua prima edizione - quella italiana - data del 1962 e fu distribuita a tutti i Padri Conciliari nell'ottobre dello stesso anno, dopo 14 mesi di lavoro da parte degli autori».
  4. ^ Sodalitium N.56 anno 2003 pag.38 nota 19 «[...] Padre Saènz dottore in filosofia e teologia, faceva parte del gruppo che editò il libro Complotto contro la Chiesa. Il suo "sedevacantismo" fu quindi "preventivo"!».
  5. ^ Joaquín Sáenz y Arriaga, Sede Vacante: “Paulo VI no es legítimo papa”, Editores Asociados S. de R.L.Colección “Actualidad Político Social”, 1973.
  6. ^ Con testi di Mons Guèrard des Lauries, Introduzione al problema dell'autorità don Francesco Ricossa IV. Il problema dell'autorità: storia, posizioni e soluzine in Il problema dell'Autorità e dell'episcopato, Centro Librario Sodalitium, 2005, p. 21 23.: «Nello stesso tempo, ma nel Messico dei "Cristeros" si leva la voce del Padre Joaquìn Sàenz y Arriga, gesuita e fondatore della "Union Catolica Trento". Anch'egli rifiuta l'insegnamento del Vaticano II e scrive nel 1966:"La Noeva Iglisia Montiniana" a cui farà seguito, nel marzo 1973, un libro voluminoso e dal titolo eloquente: "Sede Vacante. Paulo VI no es legittimo Papa". L'autore vi sostiene che Paolo VI (G.B. Montini) non è Papa legittimo ma antipapa, o perché al momento dell'elezione svoltasi canonicamente non era soggetto capace per precedere eresia o perché, realmente eletto, ha perso il pontificato per la sua personale eresia, specialmente approvando il Concilio e la nuova messa».
  7. ^ Bolla di Papa Paolo IV Cum ex apostolatus ufficio (punto 6 - Nullità della giurisdizione ordinaria e pontificale in tutti gli eretici), dal sito sedevacantista osservatorecattolico.com. Url consultato il 18 maggio 2014
  8. ^ (EN) On the Roman Pontiff an extract from St Robert Bellarmine, De Romano Pontifice, lib. II, cap. 30. Url consultato 1 maggio 2014.
  9. ^ (EN) Sede Vacante St. Robert Bellarmine, On the Roman Pontiff, Book 2, Chapter 30. Url consultato il 17 maggio 2014.
  10. ^ S. Alfonso Maria de Liguori - Verità della Fede - IntraText CT. Url consultato il 25 aprile 2014.
  11. ^ Giovanni di San Tommaso, Cursus theologicus
  12. ^ PII Pontificis Maximi Benedicti Papae XV, Pars Prima. De Clericis in Genere. Caput II De amissione officiorum ecclesiasticorum in Codex Iuris Canonici, Romae, Types Polyglottis Vaticanis, MCMXVIII, p. 39.
  13. ^ Con testi di Mons Guèrard des Lauries, Secondo articolo (Sodalitim N° 13)Intervista a Mons. Guérard des Lauriers o.p Intervista in Il problema dell'autorità e dell'episcopato nella Chiesa, Centro Librario Sodalitium, 2005, pp. 35,36.: «Ora, il 7 dicembre 1965, il Cardinal Montini ha prolungato, impegnando almeno [cf.(3)] il Magistero ordinario universale, una proposizione concernente la "libertà religiosa" che sostiene l'opposizione di contraddizione con la dottrina infallibilmente definita da Pio IX nell'enciclica "Quanta cura legata al "Syllabus" [08 XII 1864]»
  14. ^ Gli Errori Dottrinali di “Dignitatis Humanae”. Url consultato il 16 maggio 2014.
  15. ^ Con testi di Mons Guèrard des Lauriers, Primo articolo (Sodaltium N°13) Introduzione al problema dell'autorità don Francesco Ricossa II. Sviluppo o contraddizione? Il Novus Ordo Missae e la Dottrina Cattolica in Il problema dell'autorità e dell'episcopato nella Chiesa, Centro Librario Sodalitium, 2005, pp. 35,36.:«La nocività della riforma liturgica è sotto gli occhi di tutti i suoi effetti, ed è ancor una messa ancor della causa finale, vale a dire lo scopo "ecumenico". È cosa risaputa che accanto alla commissione che elaborò il nuovo messale collaborò attivamente (13) un gruppo di sei membri, definiti "osservatori delle comunità ecclesiali non cattoliche". Paolo VI volle riceverli in udienza il 10 aprile 1970 ed un celebre fotografia immortala i 6 pastori protestanti, collaboratori nella Riforma liturgica, al fianco di Paolo VI.»
  16. ^ Articolo sulla liturgia di Anthony CeKada. Url consultato il 25 aprile 2014.
  17. ^ Aimé Georges Martimort (ed.), La Chiesa in preghiera. Introduzione alla Liturgia, I: Principi della Liturgia, Brescia, Queriniana, 1987, 2009, p. 99.
  18. ^ Xavier Basurko, Historia de la liturgia, Barcellona, Centre de Pastoral Litúrgica, 2006, p. 565.
  19. ^ La Croix, 30 maggio 1969.
  20. ^ (EN) Cremazione? No per i cattolici (CRMI). Url consultato 11 maggio 2014.
  21. ^ Sodalitium N.60 anno 2007 pag.53 (Nota)«Naturalmente, i cremazionisti citano (per convincere i cattolici) le parole con le quali vien detto che la cremazione non è cattiva in sé, e non è più proibita in ogni caso. Omettendo invece le altre parole del testo dove viene ancora ricordato che la Chiesa si è sempre studiata di inculcare la inumazione dei cadaveri, sia circondando tale atto con riti destinati a mettere in risalto il significato simbolico e religioso, sia comminando pene canoniche contro coloro che agissero contro una sì salutare prassi (...). Deve essere usata ogni cura perché sia fedelmente mantenuta la consuetudine di seppellire i cadaveri dei fedeli; perciò gli ordinari con opportune istruzioni ed ammonimenti cureranno che il popolo cristiano rifugga dalla cremazione dei cadaveri (...). Parole al vento, e lo si poteva e doveva prevedere! Tutto quello che è rimasto del decreto del 1963, è, come si dice, che 'la Chiesa non proebisce più la cremazione'! Il colpo era preparato da tempo: ne dà testimonianza una lettera del vescovo Bruno B. Heim, collaboratore a suo tempo del nunzio Angelo Giuseppe Roncalli (futuro Giovanni XIII) alla nunziatura di Parigi, il quale scrive che il barone Marsaudon, amico di Mons. Roncalli, venne (a trovarlo) per proporre la soppressione del divieto della cremazione; a suo dire ciò non aveva più nulla a che vedere con l'ideologia massonica (in Controrivoluzione, n°67-68/2000, p. 28). Ah, peccato che Marsaudon fosse Ministro di Stato del Supremo Consiglio di Francia del Rito Scozzese Antico e Accettato...».
  22. ^ Sodalitium N.64 Il puzzole ecumenico anno 2010 pag.2-3«Innanzitutto, Ratzinger non ha corretto ma ha anzi portato avanti - fedele a questa nuova ortodossia e nuova tradizione conciliare - il dialogo interreligioso approvato dal concilio nella dichiarazione Nostra Ætate. Non è stato sconfessato "lo spirito di Assisi", come lo dimostrano tra l'altro le visite compiute da Ratzinger alle moschee maomettane come alle sinagoghe israelite. [...] In secondo luogo, Razinger ha confermato e persino accelerato il movimento ecumenico nato nel protestantesimo, condannato dall'enciclica Mortalium animos di Papa Pio XI, e fatto proprio dal Vaticano II».
  23. ^ Sodalitium N.56 Numero Speciale: risposta al Dossier sul Sedevacantismo anno 2003 pag.16 «La rivista Itinèraires (diretta da Jeam Madiran) era la più prestigiosa rivista francese che avesse preso posizione contro i nuovi catechismi e contro la nuova messa».
  24. ^ Sodalitium N.56 Numero Speciale: risposta al Dossier sul Sedevacantismo anno 2003 pag.27 «L'abbè de Nantes e P. Barbara nel 1968 a Parigi ad un conferenza sul nuovo catechismo».
  25. ^ Luigi Villa, - Capitolo VI in La "Nuova Chiesa" di Paolo VI, Editrice Civiltà - Brescia, 2003, p. 268.: «Esempi di scandalose chiese post-conciliari. La chiesa di Emmaus di Wöls, in Tirolo. La nuova chiesa, che è vicina a quella vecchia, manca di un qualsiasi segno di riconoscimento del sacro».
  26. ^ Con testi di Mons Guèrard des Lauries, Introduzione al problema dell'autorità don Francesco Ricossa II Sviluppo o contraddizione? Il nuovo Codice di Diritto Canonico in Il problema dell'Autorità e dell'episcopato, Centro Librario Sodalitium, 2005, p. 17.:« La Riforma del codice di diritto canonico, preparato sotto Pio X e prolungato nel 1917 da Benedetto XV, fu annunciata da Giovanni XXIII il 25 gennaio 1959 assieme alla convocazione di un sinodo romano e del futuro Concilio Ecumenico. Dopo il Vaticano II si applicano alle leggi le decisioni prese fintantoché, con la Costituzione Apostolica Sacrae disciplinae leges del 25 gennaio 1983, Giovanni Paolo II non "prolungò" il nuovo codice di diritto canonico che, secondo una sua stessa espressione nella Costituzione appena citata, doveva tradurre in linguaggio canonistico l'ecclesiologia conciliare.Si possono fare pertanto sul nuovo codice le stesse osservazioni rivolte al Vaticano II e tirare le stesse conclusioni. Mi basti attirare l'attenzione del lettore su alcuni punti in contrasto con l'insegnamento tradizionale: - l'attribuzione della suprema e piena potestà sulla Chiesa universale, anche al di fuori del Concilio Ecumenico, non solo al Papa ma anche al collegio episcopale (collegialità): can.336.- L'attribuzione a tutto il "popolo di Dio" (cioè a tutti i fedeli) della missione data da Dio ai suoi Apostoli ed ai loro successori (cioè la Gerarchia) di santificare, insegnare e governare: can. 204.- La soppressione della distinzione (se non l'inversione) tra fine primario e fini secondari del Matrimonio: can. 1055 da confrontare col Can. 1013 del Codice del 1917.- L'autorizzazione, in certi casi, a dare i sacramenti di penitenza, eucarestia ed estrema unzione ai non-cattolici ed a riceverli da essi: can. 844 par. 2,3,4; il che è oggettivamente un orribile sacrilegio (conforme col can. 731 del codice del 1917). Non oltrepassiamo i limiti del nostro studio!»
  27. ^ Sodalitum N.54 anno 2002 pag.5 «La Chiesa degli Stati Uniti: il defunto card. O'Connor tra due "fratelli massoni" con tanto di grembiulino massonico.»
  28. ^ Le ragioni del sedevacantismo. Consultato all'url il 23 gennaio 2014.
  29. ^ (EN) Bishop Clarence Kelly. Url consultato il 28 maggio 2014.
  30. ^ Tesi di Cassiciacum Il Papato Materiale S.E.R. Mons. Donald J. Sanborn Url consultato il 25 aprile 2014.
  31. ^ Con testi di Mons Guèrard des Lauries, Secondo articolo (Sodalitim N° 13) Intervista a Mons. Guérard des Lauriers o.p Intervista in Il problema dell'autorità e dell'episcopato nella Chiesa, Centro Librario Sodalitium, 2005, pp. 35,36.: «Ora, il 7 dicembre 1965, il Cardinal Montini ha prolungato, impegnando almeno [cf.(3)] il Magistero ordinario universale, una proposizione concernente la "libertà religiosa" che sostiene l'opposizione di contraddizione con la dottrina infallibilmente definita da Pio IX nell'enciclica "Quanta cura legata al "Syllabus" [08 XII 1864]»
  32. ^ Emanuele Dal Medico, All'estrema destra del padre: tradizionalismo cattolico e destra radicale, Ed. La Fiaccola, 2004, p. 98.:«[...] l'istituto retto da don Francesco Ricossa sostengono, basandosi sugli studi del domenicano Guérard des Lauriers, che la Chiesa - dal pontificato di Paolo VI in poi - non è rappresentata adeguatamente dal pontefice in carica, che sarebbe tale solo materialmente e non formalmente, ponendosi così in una posizione di "sedevacantismo moderato"..»
  33. ^ Sodalitium N.56 Numero Speciale: risposta al Dossier sul Sedevacantismo anno 2003 pag.15 «[...] Con questo scopo, il 10 aprile 1973 fece pervenire a Paolo VI un ' "Liber accusator" ' ove Giovanni Battista Montini venne accusato di apostasia, eresia e scisma»
  34. ^ (EN) Blog in inglese dei Catholic home alonen. Url consultato il 25 aprile 2014.
  35. ^ (FR) Forum in francese dei Catholic home alonen. Url consultato il 25 aprile 2014.
  36. ^ Gli antipapi. Storie e segreti. Url consultato il 6 dicembre 2014.
  37. ^ In Difesa della mia Consacrazione Episcopale (CMRI) Url consultato il 25 aprile 2014.
  38. ^ La Chiesa cattolica e i suoi scismi - Antipapi e pretendenti a un futuro Papa nel sito del CESNUR. Url consultato il 26 aprile 2014.
  39. ^ Si veda 2 - Elenco degli Antipapi - 4 - Sedevacantisti. Url consultato il 26 aprile 2014.
  40. ^ Antipapa - si veda sezione Antipati contemporanei. Url consultato il 26 aprile 2014.
  41. ^ Vatican Insider. Quegli antipapi fai da te. Url consultato il 17 maggio 2014.
  42. ^ Gli antipapi. Storie e segreti. Url consultato il 6 dicembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Con testi di Mons Guèrard des Lauries, Il problema dell'Autorità e dell'episcopato, Centro Librario Sodalitium, 2005, ISBN 88-89596-11-2.
  • Emanuele Dal Medico, All'estrema destra del padre: tradizionalismo cattolico e destra radicale, Ed. La Fiaccola, 2004.
  • Elena Percivaldi, Gli antipapi. Storia e segreti, Newton compton Editori, 2014.
  • Xavier Basurko, Historia de la liturgia, Barcellona, Centre de Pastoral Litúrgica, 2006.
  • Sodalitium N. 56, settembre 2003. (Url consultato il 25 aprile 2014). Numero speciale (Risposta al Dossier sul Sedevacantismo) rivista ufficiale dell'Istituto Mater Boni Consilii in seguito alla pubblicazione della Tradizione Cattolica N. 52 (Speciale sul sedevacantismo - pag. 5: Il sedevacantismo: una falsa soluzione a un vero problema), rivista ufficiale italiana della Fraternità Sacerdotale San Pio X.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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