Scorzoneroides autumnalis

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Dente di leone ramoso
Scorzoneroides autumnalis by Danny S. - 003.jpg
Scorzoneroides autumnalis
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hypochaeridinae
Genere Scorzoneroides
Specie S. autumnalis
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hypochaeridinae
Nomenclatura binomiale
Scorzoneroides autumnalis
(L.) Moench, 1794
Nomi comuni

Dente di leone autunnale

Il dente di leone ramoso (nome scientifico Scorzoneroides autumnalis (L.) Moench, 1794) è una specie di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia Asteraceae dall'aspetto simile alle "margherite" di colore giallo.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome generico (Scorzoneroides) è composto dall'unione di due voci: quella del nome del genere botanico Scorzonera L. e la parola greca eidos (= simile di aspetto); significa quindi "simile alla Scorzonera. Il nome specifico (autumnalis) fa riferimento all'epoca della sua fioritura.
Il binomio scientifico di questa pianta inizialmente era Leontodon autumnalis, proposto dal botanico Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione "Species Plantarum" del 1753, modificato successivamente in quello attualmente accettato Scorzoneroides autumnalis proposto dal botanico germanico Conrad Moench (1744-1805) nella pubblicazione "Methodus Plantas Horti Botanici et Agri Marburgensis - 549" del 1794.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'altezza di queste piante varia da 8 a 50 cm (massimo 80 cm). La forma biologica è emicriptofita rosulata (H ros), ossia sono piante perenni, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e con le foglie disposte a formare una rosetta basale.[2][3][4][5]

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono sottili e secondarie da rizoma.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

  • Parte ipogea: la parte sotterranea consiste in un breve rizoma con andamento obliquo.
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto è eretta e ramosa con due o più capolini (ma non molti - massimo 20); in alcuni casi sotto il capolino principale è presente un secondo capolino ridotto subsessile, oppure in individui ridotti è presente un solo capolino. Il fusto è privo di brattee (se sono presenti si trovano sul peduncolo in prossimità del capolino); il fusto può essere tomentoso in prossimità dell'infiorescenza, altrimenti è glabro.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie sono appressate al suolo. La lamina ha un contorno di tipo pennatopartito o raramente il contorno può essere sinuoso-dentellato. Il perimetro della lamina ha una forma da strettamente oblanceolato-spatolata a lineare-spatolata; la larghezza massima si ha verso l'apice della foglia. La superficie è ricoperta da peli semplici oppure è glabra. Dimensione delle foglie : larghezza 1 - 2 cm; lunghezza 5 - 20 cm.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

Il capolino

Le infiorescenze sono composte da capolini eretti già prima dell'antesi. Se i capolini sono molti, allora sono raggruppati in sciolti corimbi. I capolini sono formati da un involucro a forma da più o meno cilindrica a campanulata e composto da brattee (o squame) disposte su parecchie serie all'interno delle quali un ricettacolo fa da base ai fiori tutti ligulati. Le squame si dividono in esterne e in interne; quelle esterne (da 16 a 20) sono da lanceolate a strettamente triangolari, possono essere tomentose; quelle interne (da 18 a 20) a forma da lineare a strettamente lanceolate sono subglabre oppure più o meno ispide. Il ricettacolo è nudo (ossia privo di pagliette a protezione della base dei fiori). Diametro del capolino: 1 - 3 cm. Dimensioni dell'involucro: larghezza 5 mm; lunghezza 10 mm. Lunghezza delle squame interne: 10 - 12 mm.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

I fiori (da 20 a 30) sono tutti del tipo ligulato[6] (il tipo tubuloso, i fiori del disco, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono ermafroditi e zigomorfi.

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[7]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: la corolla è colorata di giallo-chiaro. Le corolle dei fiori periferici sono arrossate (o più scure) nella parte abassiale. Lunghezza della corolla: 10 - 15 mm.
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo.[8] La base delle antere è acuta.
  • Gineceo: lo stilo filiforme è giallo e peloso sul lato inferiore; gli stigmi dello stilo sono due divergenti. L'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Gli stili hanno un colore verdastro che poi si trasforma in nero alla disseccazione.
  • Fioritura: da giugno a novembre

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

I frutti sono degli acheni con pappo piumoso. Gli acheni a forma cilindrica o fusiforme sono ristretti all'apice, ma privi di becco; la superficie è brevemente rugata in modo trasversale; sotto l'inserzione del pappo sono presenti dei brevi peli riflessi. Il pappo ha un colore bianco-sporco ed è formato da setole disposte su una sola serie. Le setole sono piumose per la presenza di peli secondari persistenti fino alla maturità dell'achenio. Lunghezza dell'achenio: 4 - 7 mm. Lunghezza delle setole: 5 - 8 mm.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[9] – Distribuzione alpina[10])
  • Habitat: l'habitat tipico per questa specie sono i prati falciati (fertili e concimati), i pascoli e i tappeti erbosi calpestati. Il substrato preferito è calcareo ma anche siliceo con pH basico, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido.[10]
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da 100 fino a 2600 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano e subalpino.

Fitosociologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:[10]

Formazione: delle comunità delle macro- e megaforbie terrestri
Classe: Molinio-Arrhenatheretea
Ordine: Arrhenatheretalia elatioris
Alleanza: Cynosurion

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza del Scorzoneroides autumnalis (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale e comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[12] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[13]). Il genere Scorzoneroides comprende una trentina di specie, sei delle quali sono presenti nella flora spontanea italiana.
Il basionimo per questa specie è: Leontodon autumnalis L.. [11]
Il numero cromosomico di S. autumnalis è: 2n = 12, 24. [5]

Sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

Per questa entità è riconosciuta solamente una sola sottospecie (a parte la sottospecie autumnalis): Scorzoneroides autumnalis subsp. borealis (Ball) Greuter[14][15] Questa sottospecie è caratterizzata da squame involucrali con setole scure o nere (la sottospecie autumnalis ha le squame con setole chiare). La distribuzione è relativa alla sola Europa (è presente soprattutto nella fascia centrale). Nella Flora d'Italia di Sandro Pignatti questa sottospecie è denominata Leontodon autumnalis subsp. pratensis (Link) Arcang. ed è considerata la stirpe più diffusa. Pignatti descrive anche la sottospecie palustris Ball (con squame involucrali glabre, colorate di verde-nerastro e con capolini più piccoli) che attualmente è considerata sinonimo di autumnalis.[16]

Ibridi[modifica | modifica wikitesto]

Con la specie Scorzoneroides montana (Lam.) Holub, 1977 la pianta di questa voce forma il seguente ibrido interspecifico:

Scorzoneroides × lannesii ( Rouy ) B.Bock, 2012.[1]

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[11]

  • Apargia autumnalis (L.) Hoffm.
  • Apargia autumnalis (L.) Hoffm. subsp. autumnalis
  • Apargia autumnalis (L.) Hoffm. subsp. vulgaris Csongor
  • Apargia autumnalis (L.) Hoffm. var. autumnalis
  • Apargia pratensis Link (sinonimo della sottospecie borealis)
  • Apargia pratensis Hornem. (sinonimo della sottospecie borealis)
  • Apargia taraxaci (L.) Willd. (sinonimo della sottospecie borealis)
  • Apargia taraxaci Hornem.
  • Hedypnois autumnalis (L.) Huds.
  • Hedypnois taraxaci (L.) Vill. (sinonimo della sottospecie borealis)
  • Hieracium taraxaci L. (sinonimo della sottospecie borealis)
  • Leontodon autumnalis L.
  • Leontodon autumnalis L. subsp. borealis Ball (sinonimo della sottospecie borealis)
  • Leontodon autumnalis L. subsp. pratensis (Less.) Arcang. (sinonimo della sottospecie borealis)
  • Leontodon autumnalis L. var. autumnalis
  • Leontodon brachyglossus Peterm.
  • Leontodon brachysiphon Peterm.
  • Leontodon contortus Dumort.
  • Leontodon glaber Gilib.
  • Leontodon gutzulorum V.N.Vassil. (sinonimo della sottospecie borealis)
  • Leontodon linkii Wallr.
  • Leontodon nivalis Hegetschw. (sinonimo della sottospecie borealis)
  • Leontodon oligocephalus Schur
  • Leontodon pinnatifidus Hegi
  • Leontodon pratensis (Link) Rchb. (sinonimo della sottospecie borealis)
  • Leontodon taraxaci (L.) Loisel. (sinonimo della sottospecie borealis)
  • Leontodon taraxaci (L.) Loisel. var. taraxaci (sinonimo della sottospecie borealis)
  • Leontodon validus Peterm.
  • Oporinia autumnalis (L.) D.Don
  • Oporinia pratensis (Link) Less. (sinonimo della sottospecie borealis)
  • Oporinia runcinata Kitt.
  • Picris autumnalis (L.) All.
  • Picris taraxaci (L.) All. (sinonimo della sottospecie borealis)
  • Scorzonera autumnalis (L.) Lam.
  • Scorzoneroides autumnalis subsp. pratensis (Hornem.) Elven (sinonimo della sottospecie borealis)
  • Scorzoneroides autumnalis subsp. pratensis (Link) Holub (sinonimo della sottospecie borealis)
  • Scorzoneroides autumnalis var. autumnalis
  • Virea autumnalis (L.) Gray
  • Virea autumnalis (L.) Gray var. autumnalis
  • Virea autumnalis (L.) Gray var. pratensis House (sinonimo della sottospecie borealis)

Nomi obsoleti[modifica | modifica wikitesto]

L'elenco seguente indica alcuni nomi della specie di questa voce non ritenuti più validi:[11]

  • Scorzoneroides autumnalis var. alpina (Gaudin) Dostál
  • Scorzoneroides autumnalis var. cinerascens (Briq.) P.D.Sell
  • Scorzoneroides autumnalis var. coronopifolia (Lange) P.D.Sell
  • Scorzoneroides autumnalis var. dentata (Holuby ex Schur) P.D.Sell
  • Scorzoneroides autumnalis var. latifolia (Schur) P.D.Sell
  • Scorzoneroides autumnalis var. nigrolanata (Fr.) P.D.Sell
  • Scorzoneroides autumnalis var. pinnatifida (Schur) P.D.Sell
  • Scorzoneroides autumnalis var. pratensis (Hornem.) P.D.Sell
  • Scorzoneroides autumnalis var. salina (Aspegren) P.D.Sell
  • Scorzoneroides autumnalis var. simplex (Duby) P.D.Sell

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

In genere questa specie si distingue dalle altre dello stesso genere in quanto è ramosa. Può eventualmente essere confusa con la specie Scorzoneroides muelleri (Sch. Bip.) Greuter & Talavera . Quest'ultima comunque si differenzia in quanto gli acheni esterni hanno un pappo nullo.

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

Il Dente di leone autunnale in altre lingue è chiamato nei seguenti modi:

  • (DE) Herbst-Milchkraut, Herbst-Löwenzahn
  • (FR) Liondent d'automne
  • (EN) Autumn Harwkbit

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b The International Plant Names Index. URL consultato il 7 dicembre 2012.
  2. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 243
  3. ^ Motta 1960, Vol. 2 - pag. 652
  4. ^ Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 197
  5. ^ a b eFloras - Flora of North America. URL consultato l'8 dicembre 2012.
  6. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 12
  7. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  8. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 1
  9. ^ Conti et al. 2005, pag. 119
  10. ^ a b c Aeschimann et al. 2004, Vol. 2 - pag. 630
  11. ^ a b c d Global Compositae Checklist. URL consultato il 9 dicembre 2012.
  12. ^ Judd 2007, pag. 520
  13. ^ Strasburger 2007, pag. 858
  14. ^ (basionimo = Leontodon autumnalis subsp. borealis Ball). EURO MED - PlantBase. URL consultato l'8 dicembre 2012.
  15. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato l'8 dicembre 2012.
  16. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato l'8 dicembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • Norbert Kilian, Birgit Gemeinholzer and Hans Walter Lack, Cichorieae – Chapter 24 in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 3, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 243, ISBN 88-506-2449-2.
  • D. Aeschimann, K. Lauber, D.M. Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 630.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F. Conti, G. Abbate, A. Alessandrini, C. Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, pag. 119, ISBN 88-7621-458-5.
  • Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales. Pag 197, Berlin, Heidelberg, 2007.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume 2, 1960, pag. 652.

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