Cassiano di Imola

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Cassiano
Cassiano

Martirio di san Cassiano, 1500 ca, opera di Innocenzo Francucci.
Martire
Nascita 240 circa
Morte 303/305
Venerato da Chiesa cattolica
Santuario principale Cattedrale di Imola
Ricorrenza 13 agosto
Patrono di stenografi dal 1952

San Cassiano di Imola (240 circa – 303/305) fu un martire cristiano, venerato come santo dalla Chiesa cattolica. È patrono principale della diocesi di Imola, e compatrono dell'arcidiocesi di Ferrara-Comacchio e della diocesi di Bolzano-Bressanone.

Indice

[modifica] Agiografia

Stabilitosi a Forum Cornelii, l'odierna Imola, vi insegnò Grammatica e Letteratura. Impartì ad alcuni suoi allievi anche lezioni di ars notoria, la moderna stenografia. Educatore della gioventù, non rinunciò a comunicare la fede cristiana ai discenti. Alcuni cittadini lo denunciarono al Prefetto come "autore di una nuova religione". Processato, gli fu ordinato di rinunciare al proprio credo e di sacrificare agli dei della religione romana. Cassiano rifiutò e fu condannato a morte. Il giudice impose ai suoi studenti, come pena per averlo ascoltato, di eseguire la condanna.

Il martirio di San Cassiano si colloca probabilmente al tempo della persecuzione dei cristiani ordinata dall'imperatore Diocleziano (febbraio 303 - marzo 305). Per lunghi secoli si è pensato che il racconto del martirio fosse una tradizione popolare. Tuttavia, recenti studi, promossi nell'ambito dell'Anno Cassianeo, compiuti da diverse équipe statunitensi ed europee, hanno dimostrato che i fori che si trovano nel cranio del martire sono compatibili con le dimensioni degli stiletti con cui all'epoca gli studenti incidevano le tavole di cera e con cui sarebbe stato compiuto il martirio.

[modifica] Culto

La più antica attestazione della venerazione del martire Cassiano data in Imola dal secolo V: esisteva una chiesa a lui dedicata, e se ne faceva la commemorazione il 13 agosto. Intorno alla metà del secolo è attestato il culto di San Cassiano anche a Milano.

San Pietro Crisologo († 450), vescovo di Ravenna, ebbe una particolare devozione verso questo martire conterraneo, tanto da desiderare di essere sepolto presso le sue spoglie. L'immagine di san Cassiano fu raffigurata a Ravenna nella cappella detta di San Crisologo e nella teoria dei santi in Sant'Apollinare Nuovo.

Papa Simmaco (498-514) dedicò in onore di Cassiano un altare in Roma, nel mausoleo a sinistra della basilica di San Pietro, trasformato nella chiesa di Sant'Andrea [1].

In Tirolo, in particolare a Sabiona, Cassiano fu oggetto di un culto speciale, tanto che gli fu dedicata la cattedrale; quando nel X secolo la sede episcopale fu trasferita a Bressanone, il nuovo Duomo di Bressanone fu dedicata a San Cassiano e a Sant'Ingenuino.

[modifica] Fonti agiografiche

Le notizie più antiche sono riferite dal poeta latino Prudenzio, all'inizio del V secolo (Peristephanon, IX). Nel suo viaggio verso Roma, Prudenzio si fermò a Forum Cornelii. Durante una visita ai luoghi sacri della città racconta di aver visto una pittura raffigurante un uomo nudo circondato da ragazzi che infierivano contro di lui con degli stili; il custode del luogo gli spiegò che si trattava del martire Cassiano. Prudenzio venerò le spoglie del martire, custodite in un sarcofago al di sopra del quale erano raffigurati alcuni episodi del suo martirio.
Andrea Agnello, storico ravennate del IX secolo, ricorda che sopra la tomba di Cassiano fu costruita la prima cattedrale di Imola (oggi non più esistente). Fu eretta fuori città, secondo le usanze della cristianità antica, verso ponente, nella località oggi chiamata Croce Coperta [2]. Attorno ad essa furono innalzate altre costruzioni, tra le quali l'abitazione del vescovo e quella dei canonici che, assieme ad altri fabbricati, costituirono una specie di fortilizio, a cui venne dato il nome di castrum sancti Cassiani. Nel 1175 il castrum fu raso al suolo e le reliquie del martire, riportate all'interno della città, furono deposte nel Duomo di Imola a lui dedicato, dove si trovano tuttora.
Nel secolo XI un anonimo tirolese scrisse una Vita et gesta Cassiani, Ingenuini et Albuini episcoporum, in cui Cassiano era descritto come l'apostolo di Sabina che, catturato dai pagani ed esiliato ad Imola, vi fu costretto ad esercitare la professione di maestro di scuola e vi subì il martirio narrato da Prudenzio [3].
Di Cassiano rimangono due gruppi di Passioni, l'uno dipendente in tutto da Prudenzio, l'altro dai Gesta Sancti Cassiani, Ingenuini et Albuini (BHL 241, 1627, 4273).

[modifica] Note

  1. ^ Nel 1777 la chiesa fu abbattuta per l'erezione della nuova sacrestia.
  2. ^ Secondo un'ipotesi, il luogo prescelto fu il cimitero pagano.
  3. ^ Quando la leggenda tirolese arrivò ad Imola (secolo XIII) ricevette un'ulteriore manipolazione da cui risultò che Cassiano era stato vescovo di Imola.

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[modifica] Collegamenti esterni

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