Stenografia

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Vari metodi stenografici a confronto, rappresentati in una pubblicazione del 1897

La stenografia è un metodo di scrittura veloce tachigrafico, che impiega segni, abbreviazioni o simboli per rappresentare lettere, suoni, parole o frasi. Nacque allo scopo di poter scrivere alla velocità con la quale si parla per fissare immediatamente su carta tutte le informazioni ascoltate.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La stenografia era probabilmente già utilizzata ai tempi di Senofonte e sicuramente i Romani l'adoperavano. Marco Tullio Tirone, il segretario di Cicerone, per trascrivere i discorsi di quest'ultimo aveva infatti inventato quelle che poi furono chiamate notae tironianae, un sistema di circa 4000 simboli che sostituivano le radici verbali o le loro lettere finali: questo sistema fu poi adottato per diversi secoli finché, dopo l'XI secolo, cadde quasi completamente nell'oblio.

La stenografia moderna ha inizio verso la fine del XVI secolo e si sviluppa per circa due secoli con l'invenzione di diversi linguaggi, quali il Taylor e il Pitman (di cui esiste anche un adattamento italiano, il Pitman-Francini), soprattutto in Inghilterra.

In tempi più recenti ha avuto grande diffusione il sistema inventato dal tedesco Franz Xaver Gabelsberger nel 1834. Tale sistema si basa su tre principi: grafico, fonetico e linguistico-etimologico e si ispira al corsivismo. Fu rapidamente adattato a molte lingue, tra cui l'italiano (nel 1863 da Enrico Carlo Noë).

Esempi di caratteri abbreviati nel sistema finnico Neovius-Nevanlinna

Il sistema del Noë si divide in tre parti: la prima riguarda la formazione delle parole; la seconda tratta dell'abbreviazione delle parole; la terza "Abbreviazione logica del periodo", la quale consente la maggior sintesi grafico-concettuale. Altri sistemi, detti "di Stato" (perché parimenti al sistema Gabelsberger-Noe sono ammessi al pubblico insegnamento) sono quelli di Cima (di Giovanni Vincenzo Cima), Meschini (di Erminio Meschini) e Stenital Mosciaro (di Abramo Mosciaro). Esistono altri sistemi stenografici i quali, però, non hanno avuto significativa diffusione.

Nell'ambito dei convegni di studio organizzati ogni due anni dall'Intersteno, nei quali convengono studiosi di stenografia e stenografi pratici da tutto il mondo, si svolgono gare di stenografia alle velocità più elevate in tutte le lingue. Più volte gli stenografi italiani si sono classificati ai primi posti delle graduatorie. Un altro ente operativo nell'ambito della stenografia è l'E.U.S.I. - Ente Unitario del Segretariato Italiano.

Per interessamento di Cavour, la resocontazione stenografica fu introdotta nel 1848 nel Parlamento Subalpino. In Italia la stenografia è stata utilizzata fino al 2000 nel campo della resocontazione parlamentare per verbalizzare le Assemblee della Camera dei deputati (in cui il resoconto sommario vi è dal 1879), mentre al Senato della Repubblica si utilizza la stenotipia (in cui il resoconto sommario vi è dal 1882). Oltre al resoconto sommario, al Parlamento Italiano vi è il resoconto stenografico integrale, che a partire dal 1967 per la Camera dei deputati e dal 1983 per il Senato della Repubblica, tradizionalmente viene pubblicato il giorno successivo alla seduta.

Sistemi di stenografia[modifica | modifica sorgente]

Esistono tanti metodi e sistemi diversi di stenografia: in genere essi sostituiscono i simboli dell'alfabeto latino con segni che, per le loro forme particolari, possono essere riprodotti con maggiore celerità, per esempio linee dritte, cerchi, ecc.

Alcuni sistemi, benché biasimati dai puristi, adoperano inoltre lettere dell'alfabeto comune per essere di più facile apprendimento ai novizi.

Utilizzo contemporaneo[modifica | modifica sorgente]

Ad oggi, comunque, la stenografia è stata in parte soppiantata dalla stenotipia, che si basa su concetti analoghi, ma fa uso di macchine apposite il cui primo esempio in Italia avrebbe dovuto essere il potenografo, o Clavicembalo scrivano, un progetto di Celestino Galli che però non fu realizzato a livello industriale.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • G. Giorgetti - "Stenografia. Secondo il sistema Gabelsberger-Noe.", Edizioni Hoepli
  • Riccardo Bruni - "Stenografia Cima", Edizioni Il capitello
  • Luigi Chiesa - "Compendio di cultura stenografica", Edizioni Alpine - Bergamo 1954
  • Francesco Giulietti - "Storia delle scritture veloci", Giunti e Barbera - Firenze 1968

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