Alidosi

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Alidosi
Alidosi.jpg
Stato Imola
Titoli Signori di Imola
Fondatore Alidosio Malaparte
Data di fondazione XII secolo
Etnia italiana

La nobile famiglia Alidosi è originaria della valle del Santerno in Romagna; di essa si hanno notizie a partire dal VII secolo (Alidux).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il primo documento che cita la famiglia risale al 1152; in atti successivi gli Alidosi sono menzionati come vassalli del vescovo di Imola (quando ancora la sede episcopale era Castrum Sancti Cassiani).

Nei primi decenni del XIII secolo gli Alidosi ottennero dall'imperatore Ottone IV la Signoria rurale di Castel del Rio, sull'Appennino imolese.

Gli Alidosi conquistarono il controllo della città più importante della valle del Santerno, Imola, nel 1292. Persero e ripresero la Signoria di Imola più volte nel corso del tardo Medioevo. Nel 1341 assunsero il titolo di vicario papale.

Dopo la definitiva perdita di Imola, avvenuta nel 1424 ad opera dei Visconti di Milano, la famiglia si ritirò nel feudo di Castel del Rio. Nel 1638 papa Urbano VIII privò la famiglia anche di quest'ultimo feudo.

Tra gli esponenti più celebri della famiglia si ricordano:

Albero genealogico essenziale[modifica | modifica sorgente]

Albero genealogico
  • Alidosio (*XIII sec., † post 1311) capitano del popolo di Imola dal 1290 al 1293 e nel 1302
    • Lippo (II) (* XIV sec., † post 1351), 1° Signore di Imola
      • Roberto (* XIV sec., † 1362), 2° Signore di Imola
        • Azzo (* XIV sec., † 1372), 3° Signore di Imola
        • Bertrando (* XIV sec., † ante 1391) 4° Signore di Imola
          • Ludovico (* XIV sec., † Roma, 1430) 5° Signore di Imola

Ramo di Castel del Rio[modifica | modifica sorgente]

Un ramo della famiglia, staccatosi da quello principale, diede vita nel XIV secolo agli Alidosi di Castel del Rio, che durò sino al 1638 con Mariano Alidosi (?-1645), al quale papa Urbano VIII tolse il feudo.

Un altro celebre esponente di questo ramo fu il cardinale Francesco Alidosi (1455-1511), che grazie all'amicizia con papa Giulio II fece una rapida carriera ecclesiastica ed ottenne la porpora nel 1505.

Un importante segno della loro presenza a Castel del Rio è il Ponte degli Alidosi.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sanzio Bombardini Fatti e misfatti degli Alidosi di Castel del Rio Imola: Edizione Cars, 1983.
  • Cesare Quinto Vivoli Gli Alidosi e Castel del Rio: splendore e tramonto di una signoria, con un saggio di Lorenzo Raspanti, Imola: Santerno, 2001.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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