Benvenuto da Imola

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Benvenuto da Imola, (in latino Benvenutus Imolensis), o Benvenuto Rambaldi (Benvenutus de Rambaldis) (Imola, 1330Ferrara, 1388), è stato un letterato e docente italiano. Fu uno dei primi commentatori della Divina Commedia di Dante.

Cenni biografici[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del notaio Anchimbene di Rambaldo, apparteneva a una famiglia ghibellina. Nel 1365 Benvenuto fu scelto dal comune di Imola, insieme ad altri quattro probiviri, per recare un'ambasciata a papa Urbano V. Nei documenti venne indicato come magister (ovvero libero docente che teneva una scuola). I rappresentati si recarono ad Avignone per presentare al pontefice le lamentele degli imolesi sul governo cittadino. Bertrando e Azzo Alidosi, vicari pontifici in Imola, vennero definiti "lupi rapaces et praedones". L'ambasceria non ebbe successo e da allora Benvenuto non rimise più piede nella città natale, trasferendosi a Bologna, dove aprì una nuova scuola. Successivamente conobbe Giovanni Boccaccio ed ebbe modo di ascoltare a Firenze le sue famose lezioni sulla Commedia dantesca.

A Bologna Benvenuto rimase dieci anni, durante i quali scrisse quasi tutto il Comentum, la sua opera più nota. Successivamente si trasferì a Ferrara, signorilmente ospitato dal marchese Niccolò d'Este, conosciuto ad Avignone e alla cui corte restò fino alla morte. Nella quiete ferrarese il magister completò il commento dantesco e curò le chiose alle Bucoliche e alle Georgiche di Virgilio.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

L'opera principale di Benvenuto è il Comentum super Dantis Aldigherij Comœdiam. Nel suo monumentale studio, Benvenuto si rifece direttamente alla propria cultura letteraria, che peraltro seguiva quella di Dante stesso. Egli, infatti, rilevò del viaggio ultraterreno del sommo poeta i richiami classici alla nèkyia omerica (libro XI dell'Odissea) e alla catabasi di Enea (libro VI dell'Eneide), come anche al libro VI del Bellum civile di Lucano.

Degne di considerazione anche le opere minori del nostro commentatore, tra le quali il Romuleon, robusto compendio della storia di Roma dalla fondazione a Diocleziano; l'Augustalis Libellus, stringato e succoso riassunto delle vite degli imperatori romani, da Giulio Cesare fino al contemporaneo Venceslao; un commento al Pharsalia di Marco Anneo Lucano ed infine il Valerii Maxiimi dictorum et factorum memorabilium in nove libri.

Fonti storiche[modifica | modifica wikitesto]

La data di nascita, il 1330, si deduce principalmente da una lettera di Coluccio Salutati del 1379, in cui l'umanista fiorentino consola Benvenuto delle debolezze e degli acciacchi della vecchiaia. Si può legittimamente supporre che il nostro fosse almeno verso la cinquantina.
Per la data di morte, fa fede un atto notarile in cui sono citati gli heredes quondam magistri Benvenuti il 13 agosto 1388.

Intitolazioni[modifica | modifica wikitesto]

A Benvenuto Rambaldi è intitolato il liceo classico statale di Imola.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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