Salix

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Salice
Salix alba11.jpg
Salix alba
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Salicales
Famiglia Salicaceae
Genere Salix
L.
Specie

Il genere Salix L. appartiene alla famiglia delle Salicaceae. Originario dell'Europa, Asia e Nord America, comprende circa 300 specie di alberi, arbusti e piante perenni legnose o fruticose, generalmente a foglia caduca; le specie arboree arrivano ai 20 metri di altezza.

Indice

[modifica] Specie spontanee in Italia

Le specie spontanee della nostra flora sono poco più di 30, molte di difficile identificazione grazie alla notevole facilità con cui si formano ibridi con caratteristiche intermedie, tra le più note ricordiamo:

  • il S. alba L., noto volgarmente col nome di Salice da coliche o Salice bianco;
  • il S. caprea L., noto col nome di Salicone o Salcio di montagna;
  • il S. myrsinites L., arbusto dalle ridotte dimensioni in genere non supera i 50 centimetri, con rami contorti e nodosi prostrati o eretti, i rami giovani come le gemme sono vellutate, successivamente diventano lisci, le foglie quasi prive di picciolo, sono ovoidali-ellittiche quasi lanceolate e acute all'apice, con margine intero o dentato, percorse da nervature fittamente reticolate, di colore verde, lisce o lanuginose, gli amenti peduncolati sono di forma cilindrica e allungata, con i singoli fiori portati all'ascella di piccole squame vellutate di colore porpora scuro, fiori con due stami liberi con antere violaceo-porporino o brunastre, il frutto è una capsula conica, pelosa o liscia, quasi sessile, contenente numerosi semi pelosi minuscoli, S. aurita diffuso dalle Alpi alla pianura padana;
  • il S. helvetica Vill., diffuso sui pendii sassosi e sulle morene lungo le rive dei torrenti alpini, quasi esclusivamente su suoli silicei, ha foglie bislunghe o ellittico-lanceolate, a margine debolmente seghettato, glabre superiormente, amenti sessili con antere giallicce o brunastre, ovario tomentoso, raramente più alte di 1 metro;
  • il S. herbacea L., è uno dei più minuscoli del gruppo dei salici nani, vegeta nelle zone silicee delle valli nivali, dove forma saliceti compatti alti 1-8 centimetri, ha foglie quasi rotonde e seghettate, nervature reticolate, rami striscianti nello strato superficiale del suolo, sottili e fragili;
Salici bianchi in inverno - Filicaja - Montaione (FI)
  • il S. reticulata L., pianta pioniera, deve il nome della specie alla disposizione delle nervature fogliari, molto rilevate sulla pagina inferiore, che formano anastomizzandosi continuamente, un caratteristico reticolo, le foglie bollose a forma ellittica o ovoidale-arrotondata, lungamente picciolate, di colore verde cupo, i fiori unisessuali, riuniti in amenti apicali, dei rami di 2 o più anni, sono cilindrici, peduncolati e provvisti di squame pelose, con 2 nettari, i fiori maschili hanno 2 stami liberi con antere di colore violaceo;
  • il S. retusa L., comune sulle rupi e i pascoli di alta montagna fino ai 3.000 metri di altitudine, è un'importante pianta colonizzatrice di pendii instabili, ha portamento prostrato e strisciante, con ramificazioni del fusto legnose e robuste, foglie ovoidali-lanceolate, dal margine liscio e percorse da nervature parallele, i fiori unisessuali riuniti in amenti brevemente peduncolati, fiori maschili provvisti di 2 nettari, quelli femminili uno solo, gli stami sono 2, e le antere inizialmente di colore giallastro assumono successivamente una colorazione rossastra, il frutto è una capsula conica peduncolata;
  • il S. purpurea L., chiamato volgarmente Salice rosso o Brillo è una specie colonizzatrice spontanea lungo i greti dei corsi d'acqua, viene coltivato nelle numerose varietà come pianta ornamentale e per la produzione dei vincastri o utilizzati per realizzare cesti, stuoie, oggetti vari; arbusto a portamento cespuglioso, che a volte raggiunge anche i 6 metri di altezza, ha rami robusti, lisci e lucenti, le foglie di colore verde chiaro lucente, sono quasi prive di picciolo, lanceolate con margine finemente dentellato, i fiori unisessuali provvisti di una sola ghiandola nettarifera, sono riuniti in amenti sessili, cilindrici, densi e lunghi 15 centimetri, i fiori maschili hanno 2 stami a volte saldati tra loro, con antere di colore rosso o porpora (da cui il nome della specie); il frutto è una capsula ovoidale-conica sessile e pelosa.
  • il S. cinerea L., chiamato volgarmente salice cinerino è una pianta diffusa nelle zone umide e lungo i fiumi, dove forma intricate boscaglie, dalla pianura fino ai 1000 metri di quota. Essa si presenta sotto forma di piccoli alberi alti fino a 10 metri. Il tronco è ramificato fin dalla base e la chioma è rada e irregolare, i rami presentano costolature molto accentuate e sporgenti. Gli amenti maschili possono essere lunghi fino a 4 cm e quelli femminili fino a 9 cm alla maturità. Il salice cinerino fiorisce nel periodo che va da marzo ad aprile prima dell'emissione delle foglie

[modifica] Specie naturalizzate in Italia

Numerose specie esotiche si sono acclimatate in Italia:

  • il S. viminalis L., albero o arbusto alto fino a 3,5 metri, originario dell'Europa centrale e dell'Asia, inselvatichito in molte zone d'Italia, è coltivato nell'Italia centro-settentrionale per la produzione dei vimini utilizzati per realizzare panieri, stuoie e oggetti vari, conosciuto col nome volgare di vetrice o vimine, porta foglie lanceolate-lineari lungamente acuminate, verdi superiormente e argentato-sericeo inferiormente, fiori primaverili, con ovario tomentoso quasi sessile, con stilo di pari lunghezza, filamenti degli stami liberi e glabri;
  • il S. babylonica L., noto col nome comune di Salice piangente.

[modifica] Uso

Salice nell'aspetto invernale
  • Come pianta ornamentale nei giardini o per decorare grandi vasche, stagni e le rive dei corsi d'acqua.
  • I vinchi vengono impiegati in agricoltura per legare le viti, mentre i vincastri sono utilizzati per realizzare cesti, stuoie, oggetti vari.
  • Il legno bianco rosato, tenero, leggero, pieghevole, poco resistente, si presta per realizzare casse da imballaggio, attrezzi e sculture, per la produzione di truciolati e cellulosa, utilizzato come combustibile (apprezzato soprattutto nella fase di accensione) e per fornire un carbone per la preparazione della polvere pirica.
  • La corteccia di quasi tutte le specie contiene:
    • tannini che vengono utilizzati per la concia del pellame;
    • salicina (v. sotto).
  • Le foglie come foraggio per gli ovini.

[modifica] Proprietà medicinali

Avvertenza
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono né da prescrizione né da consiglio medico. Wikipedia non dà consigli medici: leggi le avvertenze.

Le foglie e la corteccia del salice sono menzionati in antichi testi medici egizi del II millennio a.C. (papiro Ebers, papiro Edwin Smith). Il celebre medico greco Ippocrate ne descrisse nel V secolo a.C. le proprietà antidolorifiche e antinfiammatorie, ribadite e ulteriormente studiate da altri medici antichi, come Dioscoride e Plinio[1].

In modo meno documentato, le foglie e la corteccia del salice furono usati da molti popoli, anche primitivi, come gli Indiani d'America e gli Ottentotti, nonché dalla medicina popolare medioevale.

La Scuola medica salernitana, come già Dioscoride, attribuiva al salice proprietà antiafrodisiache.

Nel 1763 il reverendo inglese Edward Stone studiò le proprietà antimalariche della corteccia di salice. Benché fosse in errore nell'attribuire affinità tra il salice e il chinino, i suoi risultati dimostrarono inequivocabilmente le proprietà antifebbrili della corteccia di salice.

Nell'Ottocento i progressi della chimica permisero di isolare il principio attivo contenuto nella corteccia del salice: la salicina, isolata allo stato puro per la prima volta da Henri Leroux nel 1828. (Rimandiamo alla voce acido acetilsalicilico per la storia dell'aspirina, chimicamente molto affine alla salicina.)

Attualmente vengono utilizzate a scopo medicinale le specie S. alba, S. caprea, S. purpurea, S. aurita e S. nigra.

  • Lo sciroppo, il decotto, il vino medicato, la polvere ricavata dall'essiccazione della corteccia di ramoscelli di 2-3 anni, hanno proprietà astringenti, curative del reumatismo cronico, antisettiche e febbrifughe;
  • Il decotto per uso esterno viene utilizzato per irrigazioni, impacchi e bagni antireumatici;
  • Il decotto degli amenti fioriti raccolti in marzo-aprile ha proprietà calmanti e anafrodisiache;
  • Il carbone vegetale ricavato dal legno ha proprietà assorbenti e carminative.

[modifica] Metodi di coltivazione

Sono piante rustiche di facile ambientazione, e a rapida crescita, gradiscono terreno fertile ed umido.

La moltiplicazione avviene con la semina, per talea e con la margotta.

[modifica] Curiosità

Il Viminale, uno dei sette colli di Roma, probabilmente deve l'origine del suo nome proprio ai salici: sembra infatti che una fitta selva di questi alberi ricoprisse in tempi lontani le sue pendici.

[modifica] Note

  1. ^ Storia dell'aspirina. URL consultato il 09-12-2009.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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