Paniassi

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Paniassi (in greco antico Πανύασις, traslitterato in Panýasis; Alicarnasso, V secolo a.C.Alicarnasso, 457 a.C.) è stato un poeta greco antico, elencato nel Canone alessandrino dei poeti epici.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene Duride di Samo affermasse che Paniassi fosse nato a Samo, si accetta l'autorità del lessico bizantino Suda secondo il quale Paniassi era nato ad Alicarnasso ed era cugino di Erodoto, lo storico: il padre di Paniassi, Poliarco, sarebbe stato fratello di Lisso, padre di Erodoto[1]. I dati della Suda sono confermati anche da Pausania[2] e da Clemente Alessandrino[3].

Paniassi ed Erodoto erano avversi a Ligdami, tiranno di Alicarnasso che godeva dell'appoggio del "gran Re". Paniassi, accusato da Ligdami di aver preso parte a congiura di aristocratici intesa a eliminarlo, fu messo a morte; Erodoto riuscì invece a fuggire a Samo, città aderente alla Lega delio-attica antipersiana[4].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo gli antichi, Paniassi era autore della Herakleia o Herakleias (Ἡράκλεια o Ἡρακλείας), un poema epico in 14 libri, per complessivi 900 versi, sulle imprese di Eracle, di cui ci sono giunti circa 25 frammenti[5].

Il poema era molto apprezzato dagli antichi, che consideravano Paniassi il secondo poeta dopo Omero nel Canone alessandrino dei poeti epici.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Suda, Πανύασις. π 248, 4.24-25
  2. ^ Pausania il Periegeta, Descrizione della Grecia X, 8, § 5 ; traduzione di Antonio Nibby, Roma: Poggioli, 1817, vol. IV, pp. 23 (on-line)
  3. ^ Clemente Alessandrino, Stromateis VI, 2 § 52
  4. ^ Suda, Πανύασις
  5. ^ Gottfried Kinkel, Epicorum graecorum Fragmenta, collegit disposuit commentarium criticum adiecit Godofredus Kinkel. Coll. Bibliotheca scriptorum Graecorum et Romanorum Teubneriana. Lipsiae : in aedibus B.G. Teubneri, 1877

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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