Operazione Cicero

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Operazione Cicero
Operazione Cicero.png
Titolo originale Five Fingers
Paese di produzione USA
Anno 1952
Durata 108 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere spionaggio, drammatico
Regia Joseph L. Mankiewicz
Soggetto L.C. Moyzisch
Sceneggiatura Michael Wilson
Fotografia Norbert Brodine
Montaggio James B. Clark
Musiche Bernard Herrmann
Scenografia George W. Davis, Lyle R. Wheeler, Thomas Little e Walter M. Scott
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Operazione Cicero (Five Fingers) è un film del 1952 diretto da Joseph L. Mankiewicz, basato su una storia veramente accaduta e romanzata da L. C. Moyzisch in Operation Cicero.

Si tratta della vicenda dell'agente segreto albanese Elyesa Bazna, una delle spie più famose che operò durante la seconda guerra mondiale. Lavorò per i nazisti nel periodo 19431944, mentre era impiegato come cameriere dell'ambasciatore inglese presso il governo turco Sir Hughe Montgomery Knatchbull-Hugessen ad Ankara.

Il suo nome in codice era Cicero. Egli fotografava documenti segreti inglesi, trasmettendo poi i rullini all'ambasciatore tedesco ed ex-cancelliere Franz von Papen, tramite l'addetto commerciale dell'ambasciata tedesca, certo Moyzisch. Bazna pubblicò nel 1962 la sua versione dei fatti nel libro I was Cicero[1].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda guerra mondiale la Turchia è uno stato neutrale. Tuttavia i servizi segreti alleati come quelli dell'Asse si danno da fare per portare dalla propria parte il governo turco. Una sera del 1944 l'ambasciatore tedesco Franz von Papen ed il collega inglese Sir Frederic si intrattengono con la contessa Anna Staviska, vedova di un conte filotedesco. La contessa è in miseria, cosicché offre segretamente i suoi servigi come spia a von Papen, ma questi declina l'offerta.

Nella stessa notte vengono offerte all'addetto commerciale tedesco Moyzisch alcune fotografie di documenti segreti inglesi. Il misterioso offerente pretende in cambio 20.000 sterline. In un primo momento Moyzisch si rifiuta ma l'uomo gli pare così sicuro di sé che l'addetto promette di parlarne con l'ambasciatore, l'uomo misterioso acconsente e rientra all'ambasciata inglese. Egli è in realtà Ulisse Diello, il maggiordomo dell'ambasciatore Sir Frederic (precedentemente lo era stato della contessa Staviska).

Von Papen ottiene l'autorizzazione ad acquistare le fotografie e Moyzisch incontra nuovamente Diello, cui affibbia il nome in codice Cicero. L'addetto si mostra sorpreso che nelle fotografie compaiano i protocolli della Conferenza interalleata di Teheran.

Diello riceverà 15.000 sterline per ogni rullo fotografico che consegnerà a Moyzisch. Egli si reca poi dalla contessa portandole 5.000 sterline, le promette altro denaro, purché lei lo tenga celato e quindi le dichiara il suo amore. La contessa appare turbata dalle avances del Diello ma non rifiuta il suo denaro.

Moyzisch viene richiamato a Berlino: il generale Josef Kaltenbrunner ed il capitano von Richter non sono convinti dell'autenticità delle fotografie e desiderano attendere un bombardamento indicato nei documenti di cui alle foto in questione. Il bombardamento ha luogo, con successo, come descritto nei documenti e von Papen si mostra molto contrariato del fatto che la popolazione colpita non sia stata potuta avvertire in tempo. Moyzisch acquista altre fotografie da Diello: i documenti relativi sono stati prelevati da quest'ultimo nella cassaforte dell'ambasciatore, da lui fotografati e poi riposti nuovamente ove si trovavano.

Intanto il Ministero degli Esteri turco sospetta von Papen di spionaggio e gli inglesi inviano ad Ankara il loro esperto di controspionaggio Colin Travers. Ma anche i tedeschi incominciano ad insospettirsi: temendo che Diello faccia il doppio gioco, mandano von Richter perché lo tenga d'occhio.

Nel frattempo i rapporti fra la contessa, che si è ritirata in una villa, e Diello si fanno sempre più stretti e l'improvviso benessere della prima allarma Travers, mentre anche i tedeschi concentrano la loro attenzione su di lei.

Diello incontra Richter e gli spiega che si tratta solo di denaro e che tutti i documenti fotografati nelle ultime sei settimane sono autentici. Appena von Richter se ne è andato, Diello dichiara alla contessa la sua intenzione di trasferirsi in Sudamerica e lei gli promette che lo seguirà colà.

Nelle successive cinque settimane Diello riesce a farsi beffe dei suoi sorveglianti ed a vendere altre fotografie di documenti segreti inglesi ai tedeschi. Ma costoro vogliono ancora metterlo alla prova: Von Richter gli chiede di fornirgli informazioni su una imminente operazione alleata segreta denominata Operazione Overlord. Diello, che ha fotografato tutti i documenti sui quali compare la scritta Top Secret, promette di indagare.

Travers intanto ha acquisito la convinzione che la contessa ha a che fare con un caso di spionaggio. Viene intercettata una comunicazione tedesca dalla quale emerge chiaramente che la spia lavora presso l'ambasciata inglese e quindi Travers installa un nuovo sistema di allarme nella cassaforte dell'ambasciatore. Diello, assillato da un sinistro presentimento, sospende la sua attività, lascia cadere l'appuntamento con von Richter e con la contessa si dà da fare per procurarsi biglietti ferroviari e passaporti falsi.

Il mattino previsto per il viaggio Diello scopre che la contessa gli ha rubato tutto il suo denaro ed è fuggita in Svizzera. Inoltre ella ha lasciato una misteriosa lettera indirizzata all'ambasciatore sir Frederic della quale egli si impadronisce. Diello allora promette a von Richter di fotografare i documenti sulla Operazione Overlord e di consegnarglieli ad Istanbul.

Staccato l'interruttore generale in modo che il sistema di allarme della cassaforte dell'ambasciatore non sia operante, Diello la apre e comincia a fotografare i documenti quando la donna delle pulizie riattacca ignara l'interruttore e la sirena collegata alla cassaforte si mette a suonare. Diello fugge, riconosciuto da Travers che, udito l'allarme, è subito accorso. Quest'ultimo, con i suoi uomini, insegue Diello fino ad Istanbul, ove pensa di ucciderlo prima che possa consegnare i documenti ai tedeschi. Ma anche von Richter progetta di eliminarlo prima che cada in mano inglese.

Diello legge durante il viaggio la lettera che la contessa ha lasciato per sir Frederic, nella quale quest'ultima lo accusa presso l'ambasciatore di attività spionistica a favore dei tedeschi.

Furioso, Diello riesce a seminare i suoi inseguitori ed a vendere ai tedeschi le fotografie dei documenti sulla Operazione Overlord per 100.000 sterline, ma si accorge che costoro vorrebbero farlo fuori, e che pure questo è l'intendimento di Travers. Nel frattempo l'ambasciatore tedesco riceve una lettera dalla contessa, nella quale questa accusa Diello di essere un agente al soldo degli inglesi.

Ma Diello riesce a sfuggire ad entrambi i servizi segreti e ad imbarcarsi per Rio de Janeiro. Qui, depositate le sue centomila sterline in banca, si sistema in una lussuosa villa. Ma poche sere dopo, mentre sulla terrazza della sua villa si gode il panorama della città in attesa di cenare, riceve la visita del direttore della banca ove ha depositato i quattrini, accompagnato da un poliziotto. Il funzionario della banca lo informa che il suo denaro è stato confiscato dalle autorità: le banconote che ha versato sono false, così come è già successo in Svizzera ad una donna, aggiunge il funzionario. Un'amara risata di Diello, mentre viene tratto in arresto, chiude la vicenda.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha ricevuto due nomination ai Premi Oscar 1953 (miglior regista e migliore sceneggiatura non originale) e ha vinto il Golden Globe per la migliore sceneggiatura.

Nel 1952 il National Board of Review of Motion Pictures l'ha inserito nella lista dei migliori dieci film dell'anno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bazna Elyesa con Hans Nogly, I Was Cicero, Harper & Row, New York, 1962

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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