Oddone di Bayeux

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Oddone di Bayeux
vescovo della Chiesa cattolica
Incarichi ricoperti Vescovo di Bayeux (1049-1097)
Nato ca. 1036
Deceduto 1097
Oddone (a sinistra) conversa con il duca Guglielmo e suo fratello Roberto di Mortain (a destra) dopo lo sbarco a Pevensey.

Oddone di Bayeux chiamato anche Odone di Conteville, in francese Odon de Conteville dit Odon de Bayeux (Normandia, 1036 circa – Palermo, 2 gennaio 1097) è stato un vescovo cattolico normanno, vescovo di Bayeux dal 1049, e conte del Kent dal 1068. Nel regno d'Inghilterra fu il secondo in ordine di ricchezza dopo il fratellastro, Guglielmo davanti al fratello, Roberto.

Oddone, ordinato chierico, pur essendo un vescovo, è più noto come guerriero ed uomo di stato. Oltre che per l'arazzo di Bayeux viene ricordato per aver sponsorizzato la prima versione della Chanson de Roland.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Sia secondo il monaco e cronista normanno Guglielmo di Jumièges, autore della sua Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, che secondo il monaco e cronista inglese, Orderico Vitale, Oddone era il figlio primogenito del cavaliere Erluino di Conteville (ca. 1001-ca. 1066) e di una donna di umili origini, Herleva o Arletta di Falaise[1][2] (ca. 1010-ca. 1050), che, sempre secondo Guglielmo di Jumièges era figlia di Fulberto o Herberto, un cameriere del duca (Herleva Fulberti cubicularii ducis filia)[1] e della moglie Duda o Duwa, come ci conferma la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium[3]. Di entrambi i genitori di Arletta non si conoscono i nomi degli ascendenti[4]; secondo lo storico britannico, William John Corbett, professore a Cambridge era la figlia del conciatore Fulberto di Falaise[5], che secondo la professoressa britannica, Elisabeth M. C. van Houts pare fosse preparatore di salme[6] o come lo chiameremmo al giorno d'oggi, «impresario di pompe funebri».
Erluino di Conteville, di cui, dagli scritti dei cronisti a lui contemporanei non si conoscono i suoi ascendenti[7], solo da fonti successive sappiamo che era figlio di Giovanni di Conteville[8], mentre sia il nome che gli ascendenti della madre ci sono sconosciuti, era un nobile di modesta importanza, che aveva una piccole signoria vicino alla foce della Senna che era leale al duca Roberto[9].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sua madre Herleva era stata sposata, secondo il more danico o uso vichingo quindi pagano, in prime nozze, al giovane (circa suo coetaneo) conte di Hiesmois, Roberto[1], figlio maschio secondogenito di Riccardo II il Buono, duca di Normandia, e, quando aveva sposato Erluino, nel 1035, come ci confermano sia Guglielmo di Jumièges[1], che Orderico Vitale[2] ed anche il cronachista, priore dell'abbazia di Bec e sedicesimo abate di Mont-Saint-Michel, Robert di Torigny,[10], era già madre di un bambino, nato da quell'unione, Guglielmo, futuro duca di Normandia e re d'Inghilterra, che sarà famoso col soprannome di Conquistatore, che come sostiene il The Chronicles of Florence of Worcester with two continuations (London), Oddone e suo fratello Roberto erano fratelli di Guglielmo solo per parte di madre[11].
Qualcuno ipotizza addirittura che fu Roberto I il Magnifico a donare Arlette al Cavaliere, Erluino di Conteville, prima della sua partenza per Gerusalemme, come Guglielmo di Malmesbury, monaco benedettino dell'abbazia di Malmesbury, nel Wiltshire (Wessex), nel suo de Gestis Regum Anglorum libri quinque, afferma che il matrimonio fu celebrato quando Roberto era ancora in vita[12].

Oddone nacque in Normandia, probabilmente verso il 1036, ma non si conosce la data precisa.
Dopo che il suo fratellastro, il duca di Normandia, Guglielmo ebbe stabilizzato la situazione del ducato di Normandia, secondo Guglielmo di Jumièges, nel 1047, Oddone fu nominato vescovo di Bayeux, come successore di Ugo II di Bayeux[13]. Data la giovane età di Oddone la cosa fece non poco rumore, ma data la buona educazione e la preparazione ricevute da Oddone, al fine fu ordinato chierico ed accettato. Oddone continuò l'opera, intrapresa dal predecessore, Ugo II, di riordinare la diocesi di Bayeux, collaborando col fratellastro Guglielmo[13].

Sua madre Arletta morì verso il 1050 e suo padre, Erluino, si sposò, in seconde nozze con Fredesenda, di cui non si conoscono gli ascendenti, che gli dette tre figli[12].

Oltre che essere stato nominato vescovo di Bayeux, suo fratellastro, Guglielmo il Bastardo, aveva donato ad Oddone, diversi feudi[14].

Oddone, con il bastone di comando in mano, alla battaglia di Hastings, incoraggia le truppe dopo la ritirata.

Nel 1066, Guglielmo, appena apprese la notizia dell'incoronazione di Aroldo II d'Inghilterra, inviò messaggeri in Inghilterra per ricordare allo stesso Aroldo la promessa fattagli[15] e poi in tutta Europa per denunciare lo spergiuro, e, con l'approvazione del Papa Alessandro II, progettò l'invasione dell'Inghilterra.
Alla riunione (concilio di Lillebonne) in cui fu decisa la spedizione in Inghilterra partecipò anche Oddone, che si impegnò di contribuire alla spedizione procurando delle navi; secondo gli Scriptores rerum gestarum Willelmi Conquestoris, Oddone fu tra coloro che contribuirono alla spedizione per la conquista dell'Inghilterra, della quale Guglielmo il Bastardo divenne sovrano, nel 1066, specificando che fornì 100 navi per l'impresa (Ab Odone episcopo de baiocis 100 naves)[16].
Oddone accompagnò il fratellastro in Inghilterra e anche se non prese parte attivamente alla battaglia di Hastings, nelle retrovie incitava i normanni al combattimento, come risulta dall'arazzo di Bayeux.

Dopo la vittoria e l'incoronazione di Guglielmo fu tra i principali collaboratori del fratellastro, nel governo del nuovo regno, e mentre Guglielmo ed il fratello di Oddone, Roberto, erano impegnati nella sottomissione del regno d'Inghilterra (periodo 1066-1069)[17], Oddone governò. Nel 1067, tra marzo e dicembre, Oddone, come ci confermano Orderico Vitale ed il Florentii Wigorniensis monachi Chronicon, Tomus II, fu reggente del regno d'Inghilterra, assieme a Guglielmo FitzOsborn, primo conte di Hereford[18][19], in quanto Guglielmo tornò in Normandia accompagnato da Edgardo Aetheling e da altri nobili inglesi[18][19], e, con il tesoro depredato in Inghilterra (da distribuire tra le chiese normanne), celebrò il suo trionfo[20]. In quel periodo Oddone ebbe da combattere contro Eustachio II di Boulogne, per la piazzaforte di Dover, che riuscì a conquistare espellendone Eustachio II[20].
Per tutto ciò il fratellastro prima lo nominò conte del Kent, come ci viene confermato a pagina 126 del volume VII del Complete Peerage[21](non consultato)[22], ed inoltre lo ripagò con una notevole quantità di feudi in diverse contee inglesi[23] (nel 1086, nella compilazione del Domesday Book, a Oddone risultarono assegnate 439 manors (signorie), in diverse contee[24]). Praticamente Oddone governava buona parte del sud est dell'Inghilterra.

Oddone è il terzo personaggio partendo da destra.

Oddone fu con molta probabilità il committente dell'Arazzo di Bayeux, che descrive gli avvenimenti che precedettero la conquista, poi l'invasione e la conquista dell'Inghilterra da parte dei normanni.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Arazzo di Bayeux.

Oddone rimase fedele a suo fratellastro Guglielmo, agendo sempre in sintonia con lui. Nel 1074, come sostiene il The Chronicles of Florence of Worcester with two continuations, Oddone si oppose ad una ribellione di conti radunando un esercito di normanni ed inglesi, che spaventò i ribelli, che rinunciarono ai loro intenti[25].Nel 1080, Guglielmo affidò ad Oddone la missione di pacificare e punire gli abitanti del Northumberland che si erano ribellati[26].

Ma, nel 1082, sorse una disputa che si risolse con l'arresto di Oddone, che, per ordine di Guglielmo, fu rinchiuso in carcere, a Rouen[26]. Le ragioni della disputa non sono note, qualcuno disse per l'ambizione di Oddone che pur godeva della piena fiducia del fratellastro (secondo Orderico Vitale, Oddone faceva ingenti donazioni a Roma, con l'ambizione di essere eletto papa[27]); altri dissero che all'origine della disputa vi fosse l'ostilità che Oddone provava per l'Arcivescovo di Canterbury, Lanfranco[26]; ma altri ancora dissero per la cupidigia di Guglielmo che da quel momento pose sotto sequestro[28] le grosse rendite inglesi di Oddone, che da quando era conte del Kent, la più ricca delle contee inglesi, era diventato molto ricco e potente, secondo solo al fratellastro Guglielmo (sempre Orderico Vitale, in un altro passo sostiene che era geloso della ricchezza del fratellastro[23]) e, dapprima, lo fece relegare sull'isola di Wight[27][23].
Pare che il fratello di Oddone, Roberto, ottenne la liberazione di Oddone, quando, nel 1087, Guglielmo era sul letto di morte. E in quella stessa occasione perorò la causa del nipote, Roberto II il Corto, che era in esilio, per fargli avere la contea di Normandia (il The Chronicles of Florence of Worcester with two continuations (London), conferma che Oddone, con tanti altri che erano stati incarcerati, furono liberati, per ordine di Gugliemo il Conquistatore, che dispose che il figlio primogenito, Roberto, ottenesse il titolo di duca di Normandia, mentre il regno d'Inghilterra andasse al secondogenito, Guglielmo II il Rosso[25]).

Dopo l'incoronazione (26 settembre 1087[29]) a re d'Inghilterra del nipote Guglielmo II il Rosso, Oddone, rientrato in Inghilterra, nella sua contea del Kent, fu a capo della ribellione dei baroni che, nel 1088, si ripromettevano di portare sul trono d'Inghilterra l'altro nipote di Oddone, Roberto II il Corto[29], come conferma anche il The Chronicles of Florence of Worcester with two continuations (London)[30]. Secondo il Corbett, i favori della nobiltà andavano a Roberto Cosciacorta o il Corto, perché ritenuto di carattere più debole del fratello, Guglielmo II il Rosso e quindi migliore per gli interessi e le ambizioni della nobiltà[29].
Forse Oddone, ritenendo l'Arcivescovo di Canterbury, Lanfranco responsabile delle sue disgrazie e volendo vendicarsi, sposò la causa dei rivoltosi, in quanto Lanfranco e la maggioranza del clero si erano schierati con Guglielmo II[31], così come i baroni dell'est e del nord dell'Inghilterra[31]. Guglielmo il Rosso comunque, riuscì a chiamare a raccolta gli inglesi (i nativi che fornirono i combattenti a piedi) e a sconfiggere, nel corso del 1088, la ribellione, forte soprattutto nel Kent e nel Sussex, organizzata intorno a Oddone e suo fratello, Roberto di Mortain[31], anche perché Roberto Cosciacorta o il Corto, come sempre a corto di denaro non si fece vivo in Inghilterra a sostenere i suoi seguaci[31].
Sempre secondo il The Chronicles of Florence of Worcester with two continuations (London), Oddone, avendo fortificato Rochester, aveva richiesto l'intervento del nipote, Roberto, che dalla Normandia, aveva inviato un piccolo corpo di armati, promettendo di arrivare al più preso in aiuto di Oddone[32]; ma Guglielmo II, con l'aiuto di Lanfranco, reagì e riuscì ad avere ragione dei rivoltosi prima dell'intervento di Roberto[32].

Dopo essere stato sconfitto, Oddone fu bandito dal regno d'Inghilterra[31], la contea del Kent gli venne confiscata e fu costretto a rientrare in Normandia, a Bayeux, dove era ancora vescovo, si mise al servizio del nipote, il duca, Roberto il Corto, divenendo il capo dei suoi consiglieri, come ci viene confermato a pagina 129 del volume VII del Complete Peerage[21](non consultato)[33].

Nel settembre del 1096, Roberto partì per la Terra Santa con la Prima Crociata, accompagnato dallo zio Oddone di Bayeux e da Edgardo Atheling[34], ultimo discendente del Casato dei Wessex e re d'Inghilterra, per poche settimane, prima di Guglielmo il Conquistatore. Roberto che fu uno dei capi della crociata, per il numero di nobili normanni e Anglo-normanni che lo avevano seguito[35], iniziò il viaggio di trasferimento in compagnia del cugino, il conte delle Fiandre, Roberto II.
Secondo il cronista e monaco benedettino dell'abbazia di Malmesbury, nel Wiltshire (Wessex), Guglielmo di Malmesbury, i Crociati guidati da Roberto incontrarono il papa Urbano II a Lucca e proseguirono per Roma[36], invece Orderico Vitale, sostiene che, passando per Roma, Oddone rese visita a papa Urbano II[37].
Proseguirono per la Puglia, dove Roberto delle Fiandre si imbarcò in dicembre, per svernare in Epiro[38], mentre il duca di Normandia, Roberto II, Oddone ed Edgardo Atheling, con il cognato di Roberto II, Stefano II di Blois ed il conte di Boulogne, Eustachio, fratello di Goffredo di Buglione, svernarono in Italia.
In attesa di imbarcarsi a Brindisi, nella primavera successiva furono ospiti dei Normanni del ducato di Puglia e proprio, durante questa sosta, Oddone morì all'improvviso, a Palermo, nel mese di febbraio del 1097[37], mentre faceva visita al conte di Sicilia, Ruggero I. Oddone fu inumato nella cattedrale di Palermo[39]. L'Ex obituario Gemmeticensi riporta il giorno della morte di Oddone: il 2 gennaio[40].

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Di Oddone si conosce un figlio illegittimo[41]:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VII, cap. III, pag 268
  2. ^ a b (LA) Historia Ecclesiastica, vol. III, liber VII, cap. XV, pag 246
  3. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1032, Pag 784
  4. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: duchi di Normandia - HERLEVE (ROBERT)
  5. ^ William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'inghilterra", cap. I, vol. VI, pag. 17
  6. ^ Elisabeth M. C. van Houts, in «The Origins of Herleva, Mother of William the Conqueror», dal The English Historical Review, vol. 101, n°399 (aprile 1986), p. 399-404.
  7. ^ Hollister, C. Warren (1987). "The Greater Domesday Tenants-in-Chief". Domesday Studies; Novocentenary Conference: Papers. Boydell & Brewer. p. 235
  8. ^ Brian Golding, « Robert, count of Mortain (d. 1095) », Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, 2004.
  9. ^ Brian Golding, « Robert of Mortain », Anglo-Normans Studies : XIII. Proceedings of the Battle Conference, édité par Marjorie Chibnall, Boydell & Brewer Ltd, 1990, p. 119
  10. ^ (LA) Chronique de Robert de Torigni, abbé du Mont-Saint-Michel, vol. II, pagine 201 e 202
  11. ^ (EN) The Chronicles of Florence of Worcester with two continuations, anno 1088, pag. 186
  12. ^ a b (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: nobiltà normanna - HERLEVE (HERLUIN)
  13. ^ a b (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VII, cap. XVII, pag 275 e 276
  14. ^ William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI, pag. 23
  15. ^ Aroldo II d'Inghilterra, anni prima, quando si trovava in Normandia, era stato forzato a promettere al duca, Guglielmo II, che avrebbe accettato lui come re d'Inghilterra, alla morte di Edoardo il Confessore.
  16. ^ (LA) Scriptores rerum gestarum Willelmi Conquestoris, pag 22
  17. ^ William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI, pagg. 33 e 34
  18. ^ a b (LA) Historia Ecclesiastica, vol. II, liber IV, pag 167
  19. ^ a b (LA) Florentii Wigorniensis monachi Chronicon, Tomus II, pag 1
  20. ^ a b William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI, pag. 33
  21. ^ a b Il Complete Peerage of England, Scotland, Ireland, Great Britain and the United Kingdom, extant, extinct and dormant by G. E. C, revised edition 1910-59, Vols. I to XIII, sono una raccolta di notizie delle più influenti famiglie britanniche
  22. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: nobiltà del Kent - EUDES (Odo)
  23. ^ a b c (LA) Historia Ecclesiastica, vol. III, liber VII, pag 246
  24. ^ William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI, pag. 38
  25. ^ a b (EN) The Chronicles of Florence of Worcester with two continuations, anno 1074, pag. 178
  26. ^ a b c William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI, pag. 54
  27. ^ a b (LA) Historia Ecclesiastica, vol. III, liber VII, pag 189
  28. ^ Da quel momento il re Guglielmo il conquistatore assunse il controllo diretto della contea del Kent estromettendo Oddone, lasciandolo però alla guida della diocesi di Bayeux.
  29. ^ a b c William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 56
  30. ^ (EN) The Chronicles of Florence of Worcester with two continuations, anno 1088, pag. 186
  31. ^ a b c d e William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 57
  32. ^ a b (EN) The Chronicles of Florence of Worcester with two continuations, anno 1088, pag. 187 -190
  33. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: Vescovi di Bayeux - EUDES (Odo)
  34. ^ William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 64
  35. ^ William B. Stevenson, "La prima crociata", cap. XX, vol. IV, pag. 728
  36. ^ (EN) Chronicle of the Kings of England: From the Earliest Period to the Reign, of king William's children, pagg. 366 e 367
  37. ^ a b (LA) Historia Ecclesiastica, vol. IV, liber X, pag. 17
  38. ^ (EN) Chronicle of the Kings of England: From the Earliest Period to the Reign, of king William's children, pag. 372
  39. ^ (LA) Historia Ecclesiastica, vol. IV, liber X, pagg. 17 e 18
  40. ^ (LA) Rerum gallicarum et francicarum scriptores, tomus XXIII, Ex obituario Gemmeticensi, pag. 417
  41. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: nobiltà di Normandia - EUDES (Odo)
  42. ^ (LA) Historia Ecclesiastica, vol. III, liber VIII, pag. 264
  43. ^ (LA) Historia Ecclesiastica, vol. III, liber VIII, pag. 265

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

  • William B. Stevenson, "La prima crociata", cap. XX, vol. IV (La riforma della chiesa e la lotta fra papi e imperatori) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 718-756.
  • William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'inghilterra", cap. I, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 5–55.
  • William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 56–98.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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