Nicomaco (filosofo)

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Nicomaco (in greco: Νικόμαχος) (... – ...) è stato un filosofo greco antico vissuto alla fine del IV secolo a.C., figlio di Aristotele. Secondo la Suda fu un filosofo, allievo di Teofrasto[1] e amante di quest'ultimo, come riporta Aristippo[1].

L'Etica Nicomachea, celebre raccolta aristotelica di lezioni di etica, ha questo titolo perché venne dedicata da Aristotele al figlio o forse perché fu divulgata successivamente da Nicomaco stesso.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Originario di Stagira come il padre, ebbe lo stesso nome del nonno e sembra abbia composto un commento sulle lezioni di fisica di suo padre[2]. Sappiamo che la madre di Nicomaco fu Herpyllis, una schiava non meglio identificata, e che, alla morte di Aristotele, il giovane Nicomaco fu affidato ad alcuni tutori, che furono poi sostituiti da Nicanor, figlio adottivo di Aristotele[3].

Si pensa che gli antichi possano aver operato una sorta di "fusione" tra le opere etiche di Aristotele e i commenti che Nicomaco scriveva su di esse[3]. Fonti antiche indicano che Nicomaco morì in battaglia in giovane età[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Come conferma anche Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, V 39
  2. ^ Suda On Line, nu,398
  3. ^ a b William Maxwell Gunn, Nicomachus in William Smith (a cura di), Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology, 1867, pag. 1194
  4. ^ Jonathan Barnes, Roman Aristotle, in Gregory Nagy, Greek Literature, 2001, vol. 8, n. 249, Routledge, pag. 176