Michail Nicolaevič Savojarov

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Michail Nicolaevič Savojarov

Michail Nicolaevič Savojarov (Solov'ëv), meglio noto come M. N. Savoyarov (in russo: Михаил Николаевич Савоя́ров (Соловьёв)?; Mosca, 30 novembre 1876Mosca, 4 agosto 1941) è stato un compositore, cantante e poeta russo.

Nella prima parte del XX secolo era l'interprete popolare delle proprie canzoni e strofette. Il culmine della sua fama ha coinciso con i primi anni della prima guerra mondiale, quando ha ricevuto il nome artistico di una "Re d'eccentricità".[1] Anche Aleksandr Blok stimava tanto Savojarov.[2] Considerando il periodo della sua fama, Savojarov può essere chiamato l'artista di Pietrogrado.

Note biografiche[modifica | modifica wikitesto]

Michail Savojarov nacque a Mosca, il 30 novembre 1876. Alla fine del 1890 venne a San Pietroburgo per fare il violinista all'opera privata, e in seguito al Teatro Palas. Il suo debutto sul palcoscenico fu nel ruolo di un semplice tenore di operetta. Essendo di carattere indipendente, non ha tardato a lasciare l'attività teatrale. Dall'anno 1905 ci si è fatto vadere come partecipante delle libere imprese musicali.[2]

Nello stesso tempo Savojarov ha cominciato ad interpretare delle proprie stroffette. In generale, il suo repertorio consisteva delle canzoncine con l'accompagnamento di pianoforte e violino, delle danze, pantomime e l'interpretazione attoriale eccentrica che ad un certo punto arrivava alle buffonerie e pagliacciate.[3] È significativo il fatto che la sua maniera artistica coincideva con il suo cognomen Savojarov che si traduce dal francese come "savoyar" – il musicista vagabondo della Savoia.

Michail Savojarov, una cartolina postale di 1912

Nel 1907 Savojarov aveva successo alla fiera Nizhegorodskaya, dove interpretava assieme alla sua prima moglie Ariadna. Interpretavano delle scene satiriche con delle canzoncine, danze e travestimenti in due lingue (come un duo franco-russo).[2]

Nel 1914 Savojarov ha pubblicato a Pietroburgo il suo primo libro di poesie ed è entrato nella Società degli scrittori drammatici e musicali. All'età di quarant'anni ha scritto le sue migliori canzoni ed ha raggiunto il culmine della sua fama. Il personaggio prediletto di Savojarov era il fannullone di alta società, l'elegantone col cilindro sgualcito, con un bastoncino nella mano e un crisantemo all'occhiello.[3] Talvolta Savojarov usava anche il personaggio del criminale e per tali casi scriveva apposta la musica della malavita.

La fama più grande Savojarov l'ha ricevuta negli anni 1916—1917. Le strofette comiche “Kisan’ka” (“Gattina”), “Pogulyal” (“Dopo una festa”), “Blagodaryu pokorno” (“Grazie tante”), “Iz-za dam” (“Dalle donne”)[4] sono state moltissime volte pubblicate, citate e diventate aforismi, e la scena eccentrica “Luna, luna, neuzhto ti piana?” (“Oh, luna, luna, per caso sei bevuta”) la cantava tutta Pietrogrado.[2] Tanto tempo avevano successo le stroffette interminabili “Nascia cultura” (“La nostra cultura”). Sono entrate nel repertorio di tanti artisti. Il ritornello ironico di questa canzoncina (“Eccovi i frutti dell’illustazione, eccovi la nostra cultura!”) era usato da tanti autori fino agli anni 20 nelle versioni rinnovate.[2]

A quel periodo si riferisce la conoscenza di Savojarov con Aleksandr Blok, che negli anni 1914—1918 tante volte ha visitato i suoi concerti nei cinema e café chantant.[5] Nell'anno 1918 portava sua moglie Liubov Mendeleeva-Blok ad ascoltare e vedere Savojarov per "imparare" la maniera eccentrica (per interpretazione del poema I Dodici dal palcoscenico).

Michail Savojarov nel ruolo di un criminale – una cartolina postale di 1915
« «...Finalmente, Liuba ha visto Savojarov, che faceva una tournée “nelle miniature” vicino a noi. – Perché dobbiamo misurare nelle oncie i talenti degli aleksandrinzi*, che interpretano sempre dopo il panzo e prima della cena, quando esiste la vera arte “nelle miniature...»[6]
— (20 marzo 1918, Aleksandr Blok, i taccuini). »

Specialmente per il famoso ospite dei suoi concerti Savojarov ha composto alcune canzoncine parodistiche che con una “leggera ironia” contraffavano le famose righe di Blok.[7] – Sapendo che Blok era presente nella sala, Savojarov ogni volta le cantava tali stroffette. “Il dialogo vivo” dei due artisti durante il concerto suscitava l'esito nel pubblico.

Il colpo di 7 novembre del 1917 ha tracciato una linea conclusiva nella biografia di Michail Savojarov, terminando la sua carriera artistica proprio al suo culmine.

Così come Aleksandr Blok, nei primi anni della “rivoluzione proletaria” Savojarov cercava di collaborare con il nuovo potere. Tre anni capeggiava l'unione degli artisiti di Pietrogrado. Però dopo è stato spinto dai “naturali” artisti proletari.

Negli anni 20 Savojarov cercava di essere attuale, continuava a comporre ed interpretare. La sua “Pesenka proletarki” (“La canzoncina di una donna proletaria”) e la romanza-parodia “Vi vsio ta zhe” (“Lei è sempre la stessa”), che derideva le intonazioni decadenti di Vertinskij, ha avuto successo.[2] Fino all'anno 1930 Savojarov continuava a dare dei concerti nell'URRS.

Nei tempi di Stalin l'attivita di Savojarov è stata interrotta. La situazione politica nel paese si gela, si creano delle nuove associazioni artistiche socialistiche e vengono vietati “dei concerti liberi”. Il partito di bolscevichi non approva nessun eccentricità, soprattutto quella satirica.

Nel 1933 Savojarov si è trasferito da Leningrado a Mosca, dove ha vissuto i suoi ultimi 7 anni. Un mese e mezzo dopo l'inizio della guerra, il 4 agosto 1941 Savojarov è morto dall'insulto cardiaco durante un bombardamento, in un portone della casa numero 43 in via Lesnaya.

Influsso artistico[modifica | modifica wikitesto]

Michail Savojarov, una cartolina postale di 1916

Savojarov, per la prima volta in Russia ha introdotto alla scena musicale lo stile eccentrico dell'interpretazione d'autore, che era lontano da quello circense o teatrale. Negli anni 1910 il suo successo ha influito “i concerti musicali” di Igor Severjanin, e le poesie accompagnate di Michail Kuzmin.

Però l'impatto più grande dello stile eccentrico dell'artista ha subito Aleksandr Blok. Si vede soprattutto nella sua attività artistica del 1918. Secondo l'opinione di accademico Viktor Shklovskij, il poema “Dvenadzat” (“I Dodici”) è stata capita da pochi, e tutti hanno criticato Blok, perché tutti si sono abituati a prenderlo solo sul serio.[8] In quel ritratto di Pietrogrado, la città dei banditi, che Shklovskij ha paragonato con Il cavaliere di bronzo di Pushkin, sono apparse delle immagini nuove per Blok:

« «I Dodici» è un'opera ironica. Nemmeno è scritta nello stile delle stroffette, pero delle canzoni della malavita. In quello stile delle stroffette di strada, come quelle di Savojarov».[9]
(Viktor Shklovskij «Il conto di Hamburgo»: articoli, memorie, saggi)»

Shklovskij parla di Savojarov e delle sue stroffette del genere strappato”, nel vestito e trucco di un criminale. Il coreografo George Balanchine ha ricordato per sempre come Savojarov con delle smorfie nel viso cantava le sue famose stroffette della malavita...[8] Proprio quell'atmosfera criminale avvolge la nevosa e gelata città di Pietrogrado del poema “I dodici”. Aleksandr Blok considerava quel poema la sua opera migliore.[7]

Negli anni trenta (a Leningrado e a Mosca) tanti artisti prendevano lezioni di Savojarov, tra i quali c'erano: Arkadij Raikin e Aleksandr Menaker. Però la più evidente influenza artistica ha esercitato verso suo nipote – il compositore, l'insignito di Oscar europeo di 1988[10] e premio russo “Nika1989., che adesso sta lavorando sotto il nome di Jurij Khanon.

Lo stile artistico di Savojarov era riconosciuto per il fascino personale dell'interpretazione “molto vivace”, la musicalità naturale, la plasticità, la grande portata alle trasformazioni, la capacità di mostrare il testo e anche senso recondito, completando il canto con la danza e la scena mimica.[2] Tale tipo di interpretazione ha un solo difetto – deve essere visto e ascoltato personalmente. Negli archivi non sono rimaste ne fonografie, ne cineprese. Tutto il patrimonio di Savojarov consiste nelle note, fotografie e poesie pubblicate.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Michail Savoiarov, «La luna bevuta», (la copertina delle note) Pietrogrado, 1915
  • Aleksandr Blok. Opere compplete in sei volumi. – Leningrado: Belle lettere (Khudozhestvennaya Literatura), 1982. ru
  • Aleksandr Blok. Opere compplete in otti volumi. – Leningrado: Belle lettere, 1962. ru
  • Dmitrij Gubin, « Igra v dni zatmenia » («Il gioco nel eclissi»), «Ogoniok» («Il lumicino» ) №26, giugno 1990. ru
  • SovLit: Poeticeskaya kniga (Libro poetico), 1900-1955. ru
  • Vladimir Orlov. La vita di Blok. Mosca, Centrpoligraf. 2001. ru
  • Solomon Volkov, tr. Bouis, Antonina W., St. Petersburg: A Cultural History (New York: The Free Press, 1995). ISBN 0-02-874052-1. (EN)
  • Michail Savoiarov, Сanzoni e strofette di autore-interprete. Evterpa, Pietrogrado, ed.1,2, 1914-1915.
  • Michail Savoiarov, Сanzoni: strofette, parodie, duetti. Evterpa, Pietrogrado, ed.3, 1915.
  • Michail Savoiarov, Blagodaryu pokorno (Grazie tante), Evterpa (note), Pietrogrado, 1916.
  • Michail Savoiarov, Iz-za dam (Dalle donne), Economic (note), Pietrogrado, 1914.
  • Michail Savoiarov, Nascia cultura (La nostra cultura), Evterpa (note), Pietrogrado, 1916.
  • Michail Savoiarov, Luna-piana (La luna bevuta). Evterpa (note), Pietrogrado, 1915.
  • Viktor Shklovskij, «Il conto di Hamburgo»: articoli, memorie, saggi. Lo scrittore sovietico, 1990. ru
  • L'enciclopedia del varietà della Russia, secolo XX, (in redazione di Uvarova). ru

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dmitrij Gubin, Igra v dni zatmenia («Il gioco nel eclissi»), Ogoniok (« Il lumicino» ) №26, giugno 1990, pag.26-27, ISSN 0131-0097 in russo
  2. ^ a b c d e f g in redazione di Uvarova L’enciclopedia del varietà della Russia. secolo XX. (edit. «Rospen», [[Mosca (Russia)|]], 2000, in russo)
  3. ^ a b L’enciclopedia di varietà, circo e cinema, in russo Ñàâîÿðîâ Ì. Í. - Â ÌÈÐÅ ÖÈÐÊÀ È ÝÑÒÐÀÄÛ
  4. ^ SovLit Poeticeskaya kniga (Libro poetico) 1900-1955, ru ÑîâËèò - SovLit - Ñîâåòñêàÿ ëèòåðàòóðà: Ïîýòè÷åñêàÿ êíèãà 1900-1955 ãã.
  5. ^ Aleksandr Blok, Opere compplete in otti volume (vol.8-agg pag.260) – [[Mosca (Russia)|]], Belle lettere (Khudozhestvennaya Literatura), 1962
  6. ^ Aleksandr Blok Opere compplete in sei volume (vol.5 pag.247) – Leningrado Belle lettere, 1982
  7. ^ a b Orlov V.N. La vita di Blok (pag.544), Mosca, Centrpoligraf, 2001, isbn=5-227-01463-9
  8. ^ a b Solomon Volkov, La storia della cultura di San Pietroburgo, pag.305-306. [[Mosca (Russia)|]], EKSMO, 2008, ISBN 978-5-699-21606-2.
  9. ^ Шкловский В. Б. Письменный стол // Шкловский В. Б. Гамбургский счёт: Статьи — воспоминания — эссе (1914—1933). М.: Советский писатель, 1990. С. 175. - Google Êíèãè Viktor Shklovskij «Il conto di Hamburgo»: articoli, memorie, saggi. Lo scrittore sovietico (1914-1933), Mosca, «Sovetsky Pisatel» (“Soviet Writer”) publisher, 1990. ISBN 5-265-00951-5, ISBN 978-5-265-00951-7.
  10. ^ (EN) European Film Awards nov.1988