Lo chiamavano Tresette... giocava sempre col morto
| Lo chiamavano Tresette... giocava sempre col morto | |
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I tre fratelli siciliani |
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| Titolo originale | Lo chiamavano Tresette... giocava sempre col morto |
| Paese | Italia |
| Anno | 1973 |
| Durata | 100 min |
| Colore | colore |
| Audio | sonoro |
| Genere | commedia/western |
| Regia | Giuliano Carnimeo |
| Soggetto | Tito Carpi |
| Sceneggiatura | Tito Carpi |
| Produttore | Vittorio Martino |
| Fotografia | Stelvio Massi |
| Montaggio | Attilio Vincioni, Mario Cinotti |
| Musiche | Bruno Nicolai |
| Scenografia | Giacomo Calò Carducci |
| Interpreti e personaggi | |
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| « Lui, venderebbe la madre anche a rate! » | |
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(Bamby, parlando di Tresette)
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Lo chiamavano Tresette... giocava sempre col morto è un film western del 1973 diretto da Giuliano Carnimeo.
Indice |
[modifica] Trama
Tresette, fenomenale quanto pacifico pistolero, arriva a "Mela Bacata" dove viene a sapere che cercano un uomo coraggioso per trasportare un milione di dollari in oro attraverso una valle infestata dai banditi. Insieme al falso sceriffo Bamby, una sua vecchia conoscenza, accetta di trasportare lui l'oro a Dallas. Camuffando la diligenza come un carrozzone da venditore ambulante riesce sempre a sfuggire agli agguati dei banditi, anche se non sempre senza sporcarsi le mani.
La prima banda (caratterizzati dal forte accento sardo) lo lascia passare scambiandolo per un venditore ambulante; anche la seconda banda (dall'accento napoletano) si lascia gabbare (acquistando anche un forte lassativo!) mentre gli uomini della terza banda (dall'accento barese) riconoscono Tresette, ma vengono ugualmente sopraffatti nel corpo a corpo. Resta solo l'ultima banda, quella di Aureola Joe e dei suoi uomini, (finti frati dall'accento romano) ma anche loro, dopo aver provato a gabbare Tresette, le prendono di santa ragione. Arrivati a Dallas però, Tresette e Bamby rischiano l'impiccagione, perché l'oro è solo piombo cosparso di porporina.
Fuggiti di prigione, capiscono di essere stati truffati dal banchiere McPearson e, rubando i vestiti a dei poveri invitati, si introducono nei saloni d'un ballo in maschera organizzato proprio dal banchiere. Entrando di nascosto nello studio di McPearson, Tresette scopre dei loschi traffici del banchiere con Miss Marlene, la proprietaria del Saloon nonché di una pasticceria in città. È proprio nascondendo l'oro nei pacchi della pasticceria che McPearson riesce a far uscire l'oro dagli Stati Uniti per farlo arrivare in Messico. Venuti a conoscenza dei fatti allora, Tresette e Bamby si recano alla pasticceria, dove si stanno ultimando i preparativi per la spedizione dei pacchi e, dopo l'ennesima scazzottata, riescono a prendere l'oro e a scappare via.
Per tutto il film Tresette è inseguito dal suo acerrimo e incapace nemico, Veleno, che per 6 volte sfida a duello Tresette, e ogni volta viene umiliato in malo modo.
[modifica] Curiosità
- Tresette si porta dietro per quasi tutto il film un carillon di cui ascolta la melodia, come Douglas Mortimer (Lee Van Cleef) in Per qualche dollaro in più in tutto il film ha un orologio a catena di cui ascolta ossessivamente il ritornello d'apertura. Nel duello finale di Per qualche dollaro in più, l'Indio (Gian Maria Volontè), antagonista di Mortimer, avvia il carillon e, tenendolo in mano, intima all'avversario di sparare nel momento in cui la musica termina. In Lo chiamavano Tresette invece, c'è una scena simile dove Tresette avvia il carillon, lo poggia a terra e dice a Veleno: "Come ti muovi, ti fulmina!" e va via, lasciando il povero Veleno solo, con la paura che davvero il carillon possa fulminarlo.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Lo chiamavano Tresette... giocava sempre col morto dell'Internet Movie Database
- Recensione del DVD
- (FR) Recensione del film
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