Lione Pascoli

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Ritratto di Lione Pascoli, Pinacoteca comunale di Deruta

Lione Pascoli (Perugia, 1674Roma, 1744) è stato uno scrittore e collezionista d'arte italiano. Alessandro Pascoli era suo fratello minore. A sedici anni si trasferisce a Roma dove si laurea in diritto canonico e civile.

Compose la sua attività di erudito dividendosi tra la storiografia dell'arte e l'economia politica. Inaugurò la serie dei cronisti artistici del XVIII secolo scrivendo le Vite de' pittori, scultori ed architetti moderni, pubblicato in Roma nel 1730, lasciandoci un'importante fonte cognitiva sul tardo barocco romano.

Redasse pure Le vite de' più celebri artisti viventi, tuttora presenti nelle copie originali nella collezione Mariotti a Perugia.

Le teorie economiche di Lione Pascoli propugnavano abolizioni delle tasse interne, facilitavano la libera esportazione dei prodotti agricoli, il divieto di esportare materie prime e d'importare prodotti industriali. Visione tutto sommato protezionistica, soltanto un po' addolcita da qualche concessione per il mercantilismo.

La sua opera precedette le riforme attuate da Pio VI, ma soprattutto da Pietro Leopoldo di Toscana.

Agli interessi giuridici affiancò una grande passione per l'arte nella duplice veste di collezionista e scrittore. Raccolse infatti una ricca collezione d'arte, comprendente oltre trecento opere, tra le quali erano largamente rappresentati i cosiddetti "generi minori" delle nature morte, delle battaglie, delle bambocciate.

La collezione, in seguito ai numerosi passaggi ereditari, è stata smembrata. L'ultimo nucleo ancora oggi esistente comprende circa quaranta tele conservate nella Pinacoteca Comunale di Deruta (PG).

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Vite de pittori, scultori, ed architetti moderni. Rossi, Roma 1730 digital