Ercole Ferrata

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Monumento funebre a Giulio Del Corno, Chiesa di Gesù e Maria, Roma
Cuius principatus super humerum ejus, Ponte Sant'Angelo, Roma

Ercole Ferrata (Pellio Intelvi, 1610Roma, 10 luglio 1686) è stato uno scultore italiano, tra i massimi esponenti del barocco romano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Allievo inizialmente a Genova di Tomaso Orsolino, si trasefrì a Roma dove seguì gli insegnamenti di Alessandro Algardi, insieme al condiscepolo Domenico Guidi collaborò col maestro alla realizzazione della Visione di san Nicola da Tolentino, per la chiesa di San Nicola da Tolentino agli Orti Sallustiani di Roma.

Ferrata si distaccò progressivamente dal classicismo dell'Algardi e di Francois Duquesnoy per avvicinarsi allo stile più espressivo di Gian Lorenzo Bernini. Attorno al 1660 realizzò, per la chiesa di Sant'Agnese in Agone, una Sant'Agnese sul rogo ed un Martirio di santa Emerenziana: sotto la guida del Bernini, realizzò l'Angelo con la Croce per il Ponte Sant'Angelo e collaborò alla realizzazione dell'elefante dell'obelisco di fronte alla chiesa di Santa Maria sopra Minerva[1].

Nella chiesa di San Giovanni dei Fiorentini realizzò per il monumento funebre del cardinale Lelio Falconieri la rappresentazione della Fede. Fu anche attivo a Napoli con Cosimo Fanzago e Giuliano Finelli; realizzò la statua di Santa Caterina da Siena per la cappella Chigi nel Duomo di Siena e, insieme a Francesco Aprile, la statua di Sant'Anastasia per l'omonima chiesa di Roma, ispirata alla Beata Ludovica Alberoni del Bernini.

L'obelisco dell'elefante in piazza della Minerva

Nel 1673 il granduca di Toscana Cosimo III lo pose a capo dell'accademia di Villa Madama a Roma (insieme allo scultore Ciro Ferri). Fu anche restauratore di opere antiche: operò sul torso rinvenuto durante i lavori per la chiesa di Santa Maria in Vallicella e, secondo alcune fonti, realizzò il braccio della Venere de' Medici.

Suoi allievi furono Melchiorre Cafà e Giovanni Battista Foggini.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Spiriti, 2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Andrea Spiriti (a cura di), Artisti del laghi in Sardegna, atti del congresso internazionale, Cagliari 2009; Idem, Artisti e architetti svizzeri a Torino. Le ragioni della continuità, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Torino nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal Cinquecento ad oggi, «Arte&Storia», anno 11, numero 52, ottobre 2011, Edizioni Ticino Management, Lugano 2011, 56-65; Idem, Artisti dei Lagni, 2011, in corso di preparazione.

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