Gaspard Dughet

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Veduta del monastero di Camaldoli presso Frascati, 1670 ca. (Fondazione Cariplo)

Gaspard Dughet (Roma, 1615Roma, 27 maggio 1675) è stato un pittore italiano, di origine francese, detto anche Gaspard Poussin per la parentela con Nicolas Poussin.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un cuoco parigino e di madre italiana, originaria di Paliano.

La sua inclinazione verso l'arte fu affermata quando la sorella maggiore, Anna, si sposò con il celebre pittore Nicolas Poussin, ed a lui venne data l'occasione di abitare per qualche anno assieme al maestro. Questo fatto, unito alla forte e decisiva influenza apportata dal maestro ha spesso inficiato il giudizio critico dell'opera artistica di Dughet e solamente studi storici avviati recentemente hanno rivalutato la carriera di Dughet cercando di recuperare, o meglio riscrivere, la cronologia delle opere, pressoché assente.[1]

Intorno agli anni 1635-1637, il giovane Dughet soggiornò in varie località italiane, da Perugia, a Napoli e a Firenze, sviluppando un suo stile, parzialmente staccato da quello del maestro, come attestato dalla serie di dipinti denominati Silver Birch Master, caratterizzati dalla presenza dell'albero di betulla.

I molti anni trascorsi a contatto con la natura, la grande passione per la caccia lo instradarono verso la pittura paesaggistica, espresse, talvolta, con un libertà compositiva e di forme, che scavalcò le tendenze, i gusti e le atmosfere del secolo.[1]

Dopo il suo rientro a Roma, una delle prime opere ufficiali fu La predica di un eremita agli animali, di soggetto anacoretico seguita dagli affreschi presso la chiesa di S.Martino ai Monti. Intensa fu la sua attività presso i palazzi delle più prestigiose casate romane, come i Pamphili, i Colonna, i Borghese.

Alcuni dei suoi lavori, come Sacrifice of Abraham, è esposto alla National Gallery Londinese.

Lavorò assieme a Pier Francesco Mola, Francesco Cozza, e Mattia Preti a Palazzo Pamphili in Valmontone.

Dughet morì a Roma il 27 maggio 1675.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Le Muse, De Agostini, Novara, 1966, Vol.IV, pag.280

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F.Arcangeli, L'ideale classico del Seicento e la pittura di paesaggio, Bologna, 1962, pag.256-289
  • M.R.Waggingham,The Dugher problem in Paragone, 161m paggio, 1963, pag.37-54
  • Domenico Sedini, Gaspard Dughet, catalogo online Artgate della Fondazione Cariplo, 2010, CC-BY-SA.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Opere di Dughet raffiguranti la città di Tivoli [1]

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