Lingue lechitiche
| Lingue lechitiche | |
|---|---|
| Classifica | non nelle prime 100 |
| Filogenesi | Lingue indoeuropee Lingue slave Lingue slave occidentali |
Il termine lingue lechitiche indica il gruppo settentrionale delle lingue slave occidentali, in cui gli studiosi hanno riscontrato caratteristiche comuni a livello grammaticale e fonetico, come la conservazione delle vocali nasali non presenti negli altri idiomi slavi. A questo gruppo, conosciuto anche come gruppo polacco-pomerano-polabo, appartengono le seguenti lingue:
Le lingue appartenenti a questo gruppo sono o erano parlate nell'attuale Polonia (polacco, casciubo e slovinzio) e Germania, principalmente in Brandeburgo e Meclemburgo-Pomerania Occidentale (polabo). L'etimologia della parola lechitico deriva dal nome Lech, mitico fondatore del popolo polacco, termine col quale gli slavi orientali della Rus' di Kiev chiamavano i polacchi (sg. Ljach, pl. Ljachove).
Le caratteristiche delle lingue lechitiche sono:
- Mutazione di ě, e, ę proto-slave in a, o, ą, ǫ prima di consonanti alveolari.
- Continuazione di dj, gě, gi proto-slave come dz [ʒ], dze [ʒe], dzy [ʒy].
- Mancanza del cambiamento g → h.
- Conservazione delle vocali nasali.
- La cosiddetta quarta palatalizzazione delle velari in polacco e casciubo.
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