Lago di Piana degli Albanesi

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Lago di Piana degli Albanesi
LagoPianaDegliAlbanesi.JPG
Stato Italia Italia
Regione Sicilia Sicilia
Provincia Palermo Palermo
Coordinate 37°58′22.8″N 13°18′00″E / 37.973°N 13.3°E37.973; 13.3Coordinate: 37°58′22.8″N 13°18′00″E / 37.973°N 13.3°E37.973; 13.3
Altitudine 610 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie 40 km²
Idrografia
Origine artificiale
Immissari principali fiume Gjoni, fiume Ponti i Rrabiët, fiume Lumi i Varfarit, fiume Lumi i Trinjës e alcuni torrenti
Emissari principali affluenti del fiume Belice
Mappa di localizzazione: Italia
Lago di Piana degli Albanesi

Il lago di Piana degli Albanesi (liqeni i Horës së Arbëreshëvet in arbëreshë) è il più antico bacino artificiale della Sicilia, e tra i più grandi, nonché alti, con i suoi 610 m s.l.m. Si estende su un'area di 310 ettari nel territorio comunale di Piana degli Albanesi e di Santa Cristina Gela, in provincia di Palermo. È una delle aree di pregio ambientale e naturalistico affidato al WWF Italia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il lago di Piana degli Albanesi dal punto di vista paesaggistico e turistico costituisce un’importante area naturalistica di circa 310 ettari e, insieme a lingua, rito e costumi, è uno degli elementi simbolo di Piana degli Albanesi[1]. Il lavori per la costruzione dell'invaso iniziarono nel 1921 su progetto dell'ingegnere Aurelio Drago alla sommintà del burrone denominato Honi. L'opera venne inaugurata nel luglio del 1923 mediante lo sbarramento effettuato lungo il corso del fiume Belice Destro (Honë in lingua locale[1]) e si estende su una superficie di 40 km². Il lago così formato si inserisce in modo perfettamente armonico nella storia della città. La ricchezza d’acqua del territorio era stata alla base della scelta originaria del sito, ed è adibito a uso idropotabile, agricolo e idroelettrico. Nel 1999 buona parte del lago di Piana degli Albanesi è diventata oasi WWF per la protezione del patrimonio naturalistico.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il lago è circondato da un'alta e articolata catena montuosa di natura prevalentemente calcarea, le cui cime più alte sono i monti: Pizzuta (1.333 m), Xeravulli (1.246 m), Kumeta (1.233 m), Rossella (1064) e monte Leardo (1016 m)[1]. Si estende su un'area di 310 ettari, con altitudine al massimo invaso di 612 m s.l.m. e volume di 29.81 (m 310.6)[2].

La diga e la centrale[modifica | modifica sorgente]

La diga è stata la prima realizzazione della Sicilia a cavità in muratura di pietrame a secco, sistemata a mano.

Il lago fu creato tra il 1920 e il 1923, per produrre energia elettrica. L'acqua che esce da essa fa un salto di 475 metri fino alla centrale idroelettrica di "Casuzze"[3] presso Palermo. Negli anni sessanta, per l'aumentata richiesta di energia elettrica, l'impianto è stato ristrutturato con la costruzione di una nuova centrale in contrada Guadalami (Guajdhallam in lingua arbëreshë)[4] immediatamente a valle del lago. L’acqua dopo essere stata rilasciata nel serbatoio inferiore di Guadalami, durante le ore notturne viene pompata nuovamente nel lago di Piana degli Albanesi che ha una capacità totale di accumulazione pari a 32.000.000 di metri cubi. L'impianto di Guadalami ha una potenza totale installata di 80.000 KW e una capacità di produzione media annua di 27 milioni di chilowattora, sufficienti al fabbisogno di circa 10.000 famiglie. La prima centrale di Casuzze è sempre in funzione.

L'oasi[modifica | modifica sorgente]

Flora e fauna[modifica | modifica sorgente]

L'Oasi di Piana degli Albanesi è costituita da un terreno di circa 410 ettari, ceduto in gestione, nel 1999, dall'ENEL al WWF[5]. Numerosi sono i prati tipici degli ambienti mediterranei, mentre attigui alle sponde si trovano ricchi pascoli caratterizzati da praterie di graminacee perenni. Varia e molto diffusa è la vegetazione arborea ed arbustiva. In prossimità dei numerosi ruscelli che si riversano nel lago sono presenti veri e propri boschetti, dal salice rosso e bianco al numeroso pioppo nero, alle tamerici e ai vecchi impianti forestali con pino d’Aleppo, insieme alle meno numerose conifere, pioppi, querceti ed eucalipti. Diffusa anche la vegetazione minore dei boschi con il prugnolo e varie specie di rosa. Le eminenze botaniche e zoologiche sono degne di particolarissima attenzione; basti considerare la presenza di boschetti residui di agrifoglio.

La fauna è molto varia: presenti sono le istrici, i ricci, le volpi rosse, le lepri, i conigli selvatici, le rane agile e Pelophylax bergeri. Le acque del lago ospitano, soprattutto nel periodo invernale, numerose specie di uccelli acquatici, come folaghe, cormorani ed anatre e poi moriglioni, altri si aggiungono durante la migrazione primaverile, codoni, marzaiole ed alzavole, più discreta è la presenza degli uccelli nel periodo estivo, quando le folaghe e i germani reali costruiscono il loro nido in prossimità delle sponde e dei salici semisommersi. Altri animali riconoscibili sono le aquile reali, le poiane, i gheppi, i falchi pellegrini, le carpe, i carassi, le tinche e i persici trota.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Ambiente > Il lago e l'Oasi WWF. URL consultato il 28-03-2011.
  2. ^ Il lago e il suo bacino imbrifero > Dati morfometrici. URL consultato il 30-12-2011.
  3. ^ L'impianto (38°4'25"N, 13°21'37"E), costituito da tre gruppi di produzione ha una potenza efficiente pari a 9 MW. (date Enel 2006)
  4. ^ L'impianto, costituito da due gruppi ternari (turbina-pompa) ad asse orizzontale ed un gruppo binario (turbina) anch'esso ad asse orizzontale, ha una potenza efficiente pari a 80 MW. (date Enel 2006)
  5. ^ Lago di Piana degli Albanesi. URL consultato il 10-12-2011.
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