La voce della Luna
La voce della Luna è un film del 1990, l'ultimo diretto da Federico Fellini. È ispirato al romanzo Il poema dei lunatici di Ermanno Cavazzoni.
È stato presentato fuori concorso al 43º Festival di Cannes.[2]
Indice |
Trama [modifica]
È l'ultimo film diretto dal regista Federico Fellini. È un film-testamento del regista. Quasi tutto notturno il film è attraversato dalle vicende del magistrato Gonnella (Paolo Villaggio), paranoico che vede complotti ovunque, e soprattutto di Ivo Salvini, il protagonista interpretato da Roberto Benigni. Salvini e Gonnella percorrono la Pianura Padana, inseguendo sogni ed ascoltando la voce della Luna che sale dai pozzi.
Ivo è un ragazzo ingenuo e poetico, psicologicamente disturbato. Innamorato di Aldina, cerca in ogni modo di avvicinarla con la complicità della sorella Susy. Aldina lo respinge, e quando lo scopre ad osservarla nella sua camera mentre lei dorme, gli tira dietro una scarpa, che Ivo porterà con sé nelle sue peregrinazioni notturne. Durante la festa della Gnoccata, Ivo svuota un piatto di gnocchi sulla testa di un corteggiatore di Aldina e poi fugge inseguito dai compaesani. Incontra Gonnella, che lo coinvolge nelle sue paranoie e lo porta in un rave dove, sostiene, si sta organizzando un complotto ai suoi danni. Ivo, prova la scarpa di Aldina a diverse ragazze concludendo: "siete tutte Aldina". Alla fine della serata Ivo incontra sua sorella con il marito, che lo riporta a casa.
Quando, infine, i paesani catturano "una fetta di Luna" ed organizzano per l'occasione una festa con annessa tavola rotonda televisiva, la realtà dei sogni verrà infranta. Solo Salvini, forse, avrà un'idea più chiara del mondo ("Se tutti facessimo un po' di silenzio, forse potremmo capire" è l'ultima sua frase nel film).
Contesto storico [modifica]
Sono evidenti in questo film elementi di critica alla contemporaneità: la luna che annuncia la pubblicità, la squadra del Milan disegnata alle pareti del ristorante con l'esaltazione di Gullit ma anche il presidente dello stesso Milan, Silvio Berlusconi disegnato sulla porta della cucina a cui i camerieri danno poderosi calci. Il paesaggio è caratterizzato dai fumi neri che escono dalle grosse ciminiere della fabbrica del paese.
Manifesti e locandine [modifica]
La realizzazione dei manifesti e delle locandine del film fu affidata al disegnatore Milo Manara, amico e collaboratore di Fellini.
Note [modifica]
- ^ Nel premio a Nicola Piovani assieme al film di Fellini vengono menzionati anche In nome del popolo sovrano e Il male oscuro.
- ^ (EN) Official Selection 1990. festival-cannes.fr. URL consultato in data 27 giugno 2011.
Bibliografia [modifica]
- Massimo Zambelli, Campane nel pozzo: La voce della luna: il testamento spirituale di Federico Fellini, Rimini: Il cerchio, 1997.
- (EN) Cristina Degli-Esposti, "Voicing the Silence in Federico Fellini's La voce della luna", Cinema Journal Volume 33, n° 2, Winter, 1994.
- (EN) Millicent Joy Marcus, "Fellini's La Voce Della Luna: Resisting Postmodernism", In: Filmmaking by the Book: Italian Cinema and literary Adaptation Baltimore: Johns Hopkins University Press, 1993.
- (EN) Millicent J. Marcus, "Miss Mondina, Miss Sirena, Miss Farina: The Feminized Body-Politic from Bitter Rice to La voce della luna", RLA: Romance Languages Annual, Volume 4, 1992, p. 296-300.
- (EN) Aine O'Healy, "Interview with the Vamp: Deconstructing Femininity in Fellini's Final Films", (Intervista, La voce della luna) In: Federico Fellini: contemporary perspectives a cura di Frank Burke e Marguerite R. Waller, Toronto: University of Toronto Press, 2002, p. 209-32.
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Scheda su La voce della Luna dell'Internet Movie Database
|
|