Guidantonio Arcimboldi

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Guidantonio Arcimboldi
arcivescovo della Chiesa cattolica
IMG 4618 - Milano - Duomo - Tomba di Giovanni, Guido A. e Giovanni Angelo Arcimboldi (1555) - Foto Giovanni Dall'Orto 28-jan-2007.jpg
Tomba degli Arcimboldi nel Duomo di Milano. A destra il ritratto di Guidantonio Arcimboldi.
Stemma.GuidantonioArcimboldi.JPG
Incarichi ricoperti Arcivescovo di Milano
Nato 1428, Milano
Elevato arcivescovo 1488, Duomo di Milano
Deceduto 18 ottobre 1497

Guidantonio Arcimboldi (Parma, 1428Milano, 18 ottobre 1497) è stato un arcivescovo cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Guidantonio Arcimboldi nacque a Parma nel 1428, primogenito dal nobile Nicolò e dalla nobildonna Orsina Canossa; era il fratello minore del suo predecessore alla carica di Arcivescovo di Milano, Giovanni e come lui fu inizialmente avviato alla carriera delle leggi.

Trascorse la sua giovinezza coltivando una particolare amicizia col futuro duca Galeazzo Maria Sforza da cui fu poi largamente favorito. Ambasciatore sotto l'episcopato del fratello, nel 1468 contrasse un matrimonio con Margherita, una nobildonna milanese di cui non ci è dato sapere il casato. Il matrimonio fu possibile dal momento che all'epoca Guidantonio era ancora un laico e ricopriva anche il ruolo di Cameriere ducale. Da questa unione nacque un figlio, Nicola, il quale divenne, per volontà dello zio Giovanni, cardinale di Santa Romana Chiesa a soli 5 anni, creato da papa Sisto IV.

Nel 1467 ottenne in feudo Pandino d'Adda, città che vendette nel 1470 alla Camera Ducale, ottenendo diversi altri possedimenti dell'Oltrepò pavese e ottenendo nel 1484 il feudo di Arcisate.

Nel 1476 compì un pellegrinaggio in Terrasanta col celebre condottiero milanese Gian Giacomo Trivulzio, dal quale si separò alla fine dell'anno, facendo ritorno in Italia il 23 novembre di quello stesso anno. Il 6 gennaio 1477 venne nominato membro del Consiglio segreto. L'anno successivo, per ordine della duchessa Bona di Savoia, venne inviato presso l'imperatore Federico III come messo per ottenerne l'investitura di Milano in favore di Gian Galeazzo. Svolse quindi degli incarichi diplomatici presso Innocenzo VIII, a Napoli, a Venezia ed in Ungheria presso re Mattia Corvino. In ricordo di quest'ultima missione egli fece costruire a Milano un avilla detta "la Bicocca" (in onore della celebre battaglia vinta da Prospero Colonna) ove fece dipingere alcuni affreschi celebrativi delle sue imprese che ancora oggi si possono ammirare.

Nel 1483 l'Arcimboldi rappresentò il duca di Milano nella stipulazione di una lega contro Venezia; tra il 1484 ed il 1497 ottenne il comando militare dei castelli di Trezzo e Pavia.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Dell'Arcimboldi si sa che ebbe un figlio maschi, Filippo, che venne accudito in gioventù da un certo Rampine "de Putheo", oltre ad una figlia, Caterina, tutti avuti prima dell'inizio della carriera ecclesiastica.

Arcivescovo a Milano[modifica | modifica wikitesto]

Guidantonio venne eletto arcivescovo di Milano alla morte del fratello Giovanni che quasi ancora in vita lo aveva designato a suo successore e così appariva essere. Il 23 gennaio 1489 da Roma vennero spedite le bolle per la nomina dell'Arcimboldi alla cattedra arcivescovile di Milano ma già il 13 gennaio Guidantonio aveva fatto il suo ingresso trionfale in città. Il 2 aprile successivo ottenne il pallio.

Già dal 28 marzo 1489 emanò un editto per l'esecuzione più puntuale dei lasciti legati agli ospedali cittadini ed ai luoghi pii, oltre ad emanare decreti per un maggiore osservanza della clausura da parte delle monache, oltre a vietare severamente ai sacerdoti di prendere parte ai giochi proibiti ed a rifuggire la bestemmia. Effettuò delle visite pastorali in Duomo, nella parrocchia di Santo Stefano in Brolo, nella Pieve di Gorgonzola e nella chiesa di Sant'Andrea di Melzo. Durante il suo episcopato favorì la diffusione dei gerolamiti e dei serviti (di cui uno importante a Vigevano). Tra il 1493 ed il 1497 fece anche ampliare il palazzo arcivescovile grazie ad una donazione di terreno ricevuta direttamente dal duca di Milano, lasciando però i lavori incompleti (saranno terminati solo da San Carlo Borromeo).

Nel 1494 ottenne l'incarico di accompagnare in Germania la nipote di Ludovico il Moro, duca di Milano, la quale andava in sposa all'imperatore. Con il Moro, l'Arcimboldi ebbe stretti legami anche perché dagli scritti che ci ha lasciato abbiamo di lui un'immagine mondana: povero di spirito religioso, era invece amante della caccia, della villeggiatura e della buona mensa. In una lettera autografa datata all'8 settembre 1493 ed indirizzata a Ludovico il Moro, l'Arcimboldi scriveva che al posto che recarsi a Milano per celebrare la messa, molto più gli sarebbe piaciuto che "questa solenne festa... fosse stata questo mese de agosto passato perché questi me pareno dì da essere golduti fora al piacere". Pare addirittura che il Moro si fosse adoperato per concedere all'Arcimboldi la porpora cardinalizia, ma che questi fosse morto prima di poterla ottenere.

Perseguitò il predicatore dei minori osservanti Giuliano d'Istria che dal 1492 ispirò le sue prediche a quelle del Savonarola di Firenze, sottoponendolo a processo come voluto dal generale del suo ordine monastico, ma trovandolo infine innocente delle accuse che gli venivano accreditate.

Rimase alla cattedra episcopale sino al 18 ottobre 1497, giorno della sua morte.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Immagine Blasonatura
Ornements extérieurs Archevêques.svg
Coat of arms of the House of Arcimboldi.svg
Guidantonio Arcimboldi
Arcivescovo di Milano

D'oro alla banda di rosso, carica di tre stelle a sei punte, del campo (Arcimboldi). Lo scudo, accollato a una croce astile patriarcale d'oro, posta in palo, è timbrato da un cappello con cordoni e nappe di verde. Le nappe, in numero di venti, sono disposte quindici per parte, in cinque ordini di 1, 2, 3, 4.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Abate Commendatario di San Dionigi di Milano Successore Prepozyt.png
Giovanni Arcimboldi 1487 - 1488  ?
Predecessore Arcivescovo di Milano Successore ArchbishopPallium PioM.svg
Giovanni Arcimboldi 1488-1497 Ottaviano Arcimboldi