Coprinus comatus

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Coprinus comatus
Coprino.jpg
Coprinus comatus
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Coprinaceae
Genere Coprinus
Specie C. comatus
Nomenclatura binomiale
Coprinus comatus
(O.F. Müll.) Gray, 1797
Nomi comuni

Agarico chiomato, Coprino chiomato,
Fungo dell' inchiostro,
Func' i nchiostru (Siciliano)

Caratteristiche morfologiche
Coprinus comatus
Cappello ovoideo disegno.png
Cappello ovoideo
Gills icon.png
Imenio lamelle
Free gills icon2.svg
Lamelle libere
Black spore print icon.png
Sporata nera
Ring stipe icon.png
Velo anello
Immutabile icona.png
Carne immutabile
Saprotrophic ecology icon.png
Saprofita
Commestibile con riserva icona.png
Commestibile con riserva

Coprinus comatus (O.F. Müll.) Gray, Tentamen Dispositionis Methodicae Fungorum: 62 (1797)

Schopftintlinge.jpg

Il Coprinus comatus appartenente alla famiglia delle Coprinaceae, è uno dei pochi funghi commestibili del genere Coprinus.
Il colore bianco del carpoforo, le numerose squame sul cappello, la taglia slanciata e spesso assai sviluppata (se confrontata ai suoi congeneri), ed il gambo leggermente più ingrossato alla base rendono questa specie facilmente identificabile.
Da adulto la carne diventa deliquescente e spesso è possibile osservare del liquido nero che sgocciola dal cappello; per tale motivo questa specie, unitamente al Coprinus atramentarius, viene appellata "fungo dell'inchiostro".

Descrizione della specie[modifica | modifica sorgente]

Coprinus comatus

Cappello[modifica | modifica sorgente]

5–20 cm x 3–7 cm, prima ovoidale, poi conico-campanulato, non molto carnoso.

Cuticola
inizialmente bianca e sericea, presto si frammenta in squame filamentose da biancastre a bruno-chiaro su fondo bianco, con disco centrale unito ed ocraceo.
Margine
prima involuto, presto revoluto, arricciato, fessurato, di colore nerastro e deliquescente.

Lamelle[modifica | modifica sorgente]

Dettaglio di Coprinus comatus - Lamelle

Sottili, ineguali, molto fitte, alte, tipicamente parallele, libere al gambo, prima bianche, poi passano, a partire dal filo, gradatamente a una colorazione rosa e infine viola-nerastra diventando deliquescenti.

Gambo[modifica | modifica sorgente]

10-20 x 1-2,5 cm, bianco, sericeo, separabile dal cappello, liscio, cavo, cilindrico, attenuato all'apice e lievemente ingrossato alla base, radicante, decorato con sottili fibrille concolori.

Anello[modifica | modifica sorgente]

Dettaglio di Coprinus comatus - Anello

Mobile, membranoso, esile e fugace, mediano o situato alla base, bianco, a volte nerastro in maturità per il deposito delle spore.

Carne[modifica | modifica sorgente]

Esigua, acquosa e tenera nel cappello, presto fibrosa nel gambo, bianca negli esemplari giovani, deliquescente negli esemplari meno giovani.

  • Odore: caratteristico, complesso, non ben definibile, comunque gradevole. Leggermente aromatico negli esemplari essiccati oppure in quelli più esposti al sole.
  • Sapore: non particolare ma gradevole.

Microscopia[modifica | modifica sorgente]

Spore
da ellissoidali a ovoidali, nerastre in massa, lisce, con poro germinativo centrale, 10-14 x 6,5-8,5 µm.
Basidi
tetrasporici, 28-43 x 10-13 µm.
Pleurocistidi
assenti.
Cheilocistidi
40-110 x 15-40 µm, ellissoidali, ovoidali, oblunghi, utriformi o subcilindrici.

Habitat[modifica | modifica sorgente]

Specie comune, fruttifica dalla primavera all'autunno, isolato o a gruppi numerosi, nei campi, orti, in terreni di riporto o comunque sciolti, sabbiosi e ricchi di sostanze organiche; predilige piccoli frammenti di legno in decomposizione, trucioli e segatura.

Ricostruire l'habitat per la coltivazione è abbastanza semplice in quanto è sufficiente ammassare legname sul terreno; la decomposizione della legna crea le condizioni ideali alla crescita di questa specie.

Crescita[modifica | modifica sorgente]

La foto sulla sinistra mostra un esemplare maturo. Invece sulla destra si riporta lo stesso carpoforo 24 ore dopo: è possibile osservare l'inchiostro che "sgocciola" dalle lamelle.
Questo a conferma della facile deperibilità della carne di questa specie.

Albin Schmalfuß,
disegno di C. comatus (1897)

Commestibilità[modifica | modifica sorgente]

Ottimo commestibile quando tutto il carpoforo è ancora bianco, ovvero quando il fungo è giovane, immaturo e freschissimo.

Senza valore quando inizia a diventare deliquescente, vivamente sconsigliato.

Note[modifica | modifica sorgente]

  • Tra i migliori funghi commestibili finché le lamelle sono candide, ma da cucinare subito dopo averlo raccolto, in quanto il colore delle lamelle muta in pochissimo tempo per effetto della produzione delle spore. Per rallentare questo processo si consiglia di staccare il gambo, mediante rotazione, al momento della raccolta.
  • Si presta ad essere cotto con burro, sale e pepe, togliendolo non appena inizia a indorarsi.
  • Si raccomanda di non consumare gli esemplari cresciuti in prossimità delle strade cittadine perché assorbono le sostanze inquinanti.
  • Secondo voci non confermate, questo fungo sarebbe edule anche da crudo; a mero scopo cautelativo ed in attesa di conferme certe, questa pratica viene vivamente sconsigliata.
Attenzione
può risultare tossico se consumato assieme a bevande alcoliche, anche a distanza di ore in quanto contiene modiche quantità di Coprina, micotossina presente anche in altre specie del genere Coprinus (in particolare Coprinus atramentarius) e responsabile della cosiddetta sindrome coprinica (non letale ma potenzialmente pericolosa per soggetti debilitati da altre patologie).

Coltivazione della specie[modifica | modifica sorgente]

Il Coprinus comatus viene a tutt'oggi coltivato, oltre che per scopi alimentari, anche per fini terapeutici in quanto trattasi di specie con proprietà officinali.

Si consiglia il consumo di questa specie ai diabetici per il suo effetto ipoglicemizzante.

Numerosi i siti che commercializzano la specie in questione unitamente ad altre specie più blasonate (es. Pleurotus o Champignon): il kit di coltivazione è generalmente rappresentato da una porzione di terreno contenente il micelio che deve essere mantenuto a temperatura ed umidità costante per un determinato numero di giorni, fino allo sviluppo dei carpofori.

Il Coprinus comatus var. ovatus (Muell. Ex Fr.) Gray è una specie selvatica piuttosto comune in Cina, dove appare dalla primavera all'autunno; sembra che la stessa venga tradizionalmente adoperata per calmare il mal di testa e per lenire disturbi gastro-intestinali. Un'accurata analisi chimica ha rivelato che questa varietà contiene 8 tipi di amminoacidi essenziali per l'uomo, quali l'Aspartato, l'Asparagina e la Glutammina.

Proprietà mediche[modifica | modifica sorgente]

Sono stati realizzati studi scientifici per verificare il potenziale ruolo del C. comatus come modulatore antiandrogenico nella terapia delle malattie alla prostata.[1]

Attività antitumorale[modifica | modifica sorgente]

Studi scientifici hanno isolato nel C. comatus composti con potenziali effetti antitumorali per il cancro al seno. L'estratto acquoso di questo fungo, infatti, ha inibito la crescita delle cellule tumorali mammarie ER + e ER-, ha indotto a morire sia le cellule ER + che le ER- (apoptosi) ed ha inibito la formazione di colonie tumorali in vitro.[2]

Una proteina alcalina denominata y3, estratta e purificata da corpi fruttiferi di C. comatus, ha mostrato la capacità di inibire una linea cellulare del cancro gastrico con una IC50 di 12 mg/mL.[3]

Una ricerca cinese ha dimostrato che le soluzioni di polisaccaridi estratti da C. comatus e somministrate a ratti hanno la capacità di aumentare l'attività del lisozima sierico, fortificando le risposte del sistema immunitario. [4]

Attività antiossidante[modifica | modifica sorgente]

Nel 1957 fu isolata dal C. comatus l'ergotioneina, un tiolo metabolita con proprietà antiossidanti[5]; l'attività antiossidante è stata poi confermata da Badalyan nel 2003.[6]

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Genere
dal greco κόπρος ("kópros") = sterco, letame, per l'habitat che prediligono le specie di funghi appartenenti a questo genere.
Specie
dal latino "comatus" = dotato di chioma, per via delle squame filamentose sul cappello che gli conferiscono l'aspetto di una "chioma".

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Sinonimi e binomi obsoleti[modifica | modifica sorgente]

  • Agaricus comatus O.F. Müll., Fl. Danic.: tab. 834 (1767)
  • Agaricus cylindricus Sowerby, Coloured figures of English Fungi or Mushrooms (London): tab. 189 (1799)
  • Agaricus fimetarius Bolton, Hist. fung. Halifax 1: pl. 44 (1788)
  • Agaricus ovatus Schaeff., Icones: tab. 7 (1762)
  • Coprinus ovatus (Schaeff.) Fr., Epicrisis systematis mycologici (Uppsala): 242 (1838)

Specie simili e varietà[modifica | modifica sorgente]

Filatelia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ N. Dotan, S.P. Wasser, J. Mahajna, The culinary-medicinal mushroom Coprinus comatus as a natural antiandrogenic modulator in Integrative Cancer Therapies (impact factor: 2.14), vol. 10, nº 2, Kiryat Shmona, Israele, MIGAL-Galilee Technology Center, dicembre 2012, pp. 148-159, DOI:10.1177/1534735410383169.
  2. ^ Y. Gu, J. Leonard, In vitro effects on proliferation, apoptosis and colony inhibition in ER-dependent and ER-independent human breast cancer cells by selected mushroom species in Oncol Rep., vol. 15, nº 2, 2006, pp. 417-423.
  3. ^ (ZH) L. Wu, Z. Wu, Q Lin, L. Xie, Purification and activities of an alkaline protein from mushroom Coprinus comatus in Wei Sheng Wu Xue Bao, vol. 43, nº 6, 2003, pp. 793-798.
  4. ^ S. Li, L An, H. Zhang, Effects of polysaccharide from Coprinus comatus on activity of serum lysozyme in Kunming mouse, China in Edible Fungi of China, vol. 20, nº 4, 2001, pp. 30-38.
  5. ^ (DE) P.H. List, Occurrence of ergothioneine in shaggy-mane, Coprinus comatus in Arch Pharm Ber Dtsch Pharm Ges., 290/62, nº 11, 1957, pp. 517-520.
  6. ^ (RU) C.M. Badalyan, A.V. Gasparyan, N.G. Garibyan, Investigation of the antioxidant activity of some basidial macromycetes in Mikol Fitopatol., vol. 37, nº 5, 2003, pp. 63-68.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Pace, L'atlante dei funghi, Arnoldo Mondadori, 1975.
  • Antonio Testi, Il libro dei funghi d'Italia, Demetra, 1995, ISBN 88-7122-636-4.
  • Carlo Papetti, Giovanni Consiglio e Giampaolo Simonini, Atlante fotografico dei Funghi d'Italia Vol.I, Associazione Micologica Bresadola, 1999.
  • Antonio Testi, Funghi d'Italia, Giunti, 1999, ISBN 88-440-1405-X.
  • (EN) Charles L. Fergus, Charles Fergus, Common Edible & Poisonous Mushrooms of the Northeast, Stackpole Books, 2003, ISBN 0-8117-2641-X.
  • (EN) L. J. L. D. van Griensven, Science and Cultivation of Edible Fungi, CRC Press, 2000, ISBN 90-5809-143-0.
  • Riccardo Mazza, I Funghi, Sonzogno, 2000, ISBN 88-454-0991-0.
  • Ewald Gerhardt, Guida ai Funghi, Zanichelli, 2005, ISBN 88-08-19068-4.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Disegno di C. comatus

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


micologia Portale Micologia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di micologia