Classe Francesco Caracciolo

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Classe Francesco Caracciolo
Caracciolo class.jpg
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tipo nave da battaglia
Classe Francesco Caracciolo
Proprietario/a Regia Marina
Ordinata 1914
Cantiere Ansaldo e Odero (Genova)
Orlando (Livorno)
Castellammare di Stabia (NA)
Impostata 1914
Varata 1920
Completata mai completata
Destino finale demolizione di tutte le unità nel 1921
Caratteristiche generali
Dislocamento 34.000
Lunghezza 212 m
Larghezza 29,6 m
Altezza 9,5 m
Propulsione vapore, 20 caldaie, 4 turbine e 4 eliche, per una potenza complessiva di 105.000 hp
Velocità stimati 28 nodi
Autonomia 8.000 n.mi. a 10 nodi
Capacità di carico 1.800 tonnellate di nafta
Equipaggio 1.480
Armamento
Artiglieria
  • Principale: 8 cannoni da 381 mm/40 Modello 1914
  • Secondario: 12 cannoni da 152/45
  • Antiaereo: 12 cannoni da 40/39
Corazzatura
  • Verticale: 300 mm.
  • Orizzontale: 51 mm.
  • Artiglierie: 400 mm.

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Le navi da battaglia classe Francesco Caracciolo[1] furono progettate per la Regia Marina tra il 1912 ed il 1913 dal generale Ferrati, in risposta alle austroungariche classe Ersatz Monarch. Delle quattro unità in costruzione, nessuna venne mai completata.

Indice

Sviluppo [modifica]

Le Francesco Caracciolo vennero ordinate nel 1914, e la capoclasse venne impostata sugli scali del Regio Cantiere Navale di Castellammare di Stabia nell’ottobre dello stesso anno. Entro il giugno del 1915 vennero iniziati i lavori anche sulle altre tre.

Tuttavia, in seguito all’entrata dell’Italia nella prima guerra mondiale, il completamento di queste unità passò in secondo piano, e la costruzione delle navi da battaglia venne sospesa nel marzo 1916. A quell’epoca, solo sulla Francesco Caracciolo i lavori erano a un livello significativo di completamento, mentre sulle restanti tre erano molto indietro.

Alla fine della guerra, si decise di completare solo la capoclasse, e cancellare la costruzione delle altre. I lavori ripresero nell’ottobre 1919, e la nave fu varata nel 1920. Inizialmente, su progetto elaborato dal generale GN Giuseppe Rota si pensò di riutilizzare lo scafo per la costruzione di una portaerei, ma la Regia Marina non mostrò interesse alla cosa. Quindi, il 25 ottobre dello stesso anno lo scafo fu venduto alla società Navigazione Generale Italiana, che avrebbe potuto trasformarla in una nave mercantile. Tuttavia, neanche questo progetto ebbe seguito, e la Caracciolo venne demolita nel 1921, insieme alle altre unità della classe.

Tecnica ed armamento [modifica]

Dal punto di vista tecnico e progettuale, si trattava di navi piuttosto simili alle inglesi Queen Elizabeth inglesi. La protezione corazzata era la medesima delle altre navi da battaglia contemporanee.

L’armamento principale avrebbe dovuto essere costituito da otto cannoni da 381/40, che vennero allestiti dall’Ansaldo. Tuttavia, in seguito alla sospensione del programma, i cannoni già approntati furono utilizzati diversamente: imbarcati su monitori, come artiglieria costiera oppure allestiti come cannone ferroviario (il riferimento è al 381 mm/40 AVS).

Per quanto riguarda l’armamento antiaereo, inizialmente avrebbe dovuto essere costituito da 24 cannoni da 20 mm, ma poi si decise di ricorrere a 12 da 40 mm.

Le navi [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ Marina Militare - Corazzate e Navi da Battaglia - Almanacco storico navale

Voci correlate [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]