Castello di Arechi

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Castello di Arechi
Veduta dal lungomare di Salerno
Veduta dal lungomare di Salerno
Ubicazione
Stato attuale Visitabile
Regione Campania Campania
Città Salerno
Coordinate 40°41′03″N 14°45′18″E / 40.684167°N 14.755°E40.684167; 14.755Coordinate: 40°41′03″N 14°45′18″E / 40.684167°N 14.755°E40.684167; 14.755
Informazioni generali
Tipo Castello
Stile Medievale
Sito web http://www.ilcastellodiarechi.it

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Il Castello di Arechi è un castello medievale, situato ad un'altezza di circa 300 metri sul livello del mare, che domina la città ed il golfo di Salerno. È detto di Arechi perché la costruzione di questa fortificazione si associa, tradizionalmente, al duca longobardo Arechi II.

Storia[modifica | modifica sorgente]

« Il De Angelis, basandosi su testi di Strabone e Livio fece risalire il castello all'età classica e M.Fiore ripropose la stessa datazione asserendo che nel III sec. Roma fortificò Salerno, già sua colonia, con un castello-Castrum-eretto in cima al monte Bonadies[1] »

La più antica fase costruttiva, secondo alcune indagini archeologiche, risale al VI secolo ed è opera di maestranze goto-bizantine ai tempi di Narsete. Altri studiosi invece affermano che una prima fortificazione sul colle Bonadies fu costruita nel III secolo, in epoca tardo-romana.

Il castello, tuttavia, assunse grande importanza militare nell'VIII secolo, con il principe longobardo Arechi II che, seppure non introdusse particolari modifiche al fortilizio, ne fece il cardine del sistema difensivo della città[2]. Nel 774 questo principe considerò la posizione strategica della città e fece di Salerno la residenza della corte del ducato di Benevento. La città infatti rappresentava una testa di ponte per i commerci e per il controllo dei traffici con gli altri territori del Mediterraneo. Di qui la sua attenzione alle fortificazioni: il castello divenne il vertice di un sistema difensivo triangolare, le mura calavano giù lungo i pendii del colle Bonadies cingendo di fatto tutta l'antica Salernum fino al mare.

Salerno sovrastata dal Castello di Arechi, in una stampa del Seicento

Il castello e la cinta resero Salerno "per natura e per arte imprendibile, non essendo in Italia una rocca più munita di essa", come testimonia Paolo Diacono nella sua "Historia Longobardorum". Di fatti la città non fu mai espugnata, anche nel 1077 quando l'ultimo principe longobardo, Gisulfo II, si difese strenuamente contro l'assedio del normanno Roberto il Guiscardo, prima di arrendersi per mancanza di viveri.

In epoca normanna, angioina ed aragonese si ebbero molti ampliamenti della fortificazione.

Nel 1820, nel castello ebbe luogo una congiura carbonara, con l'intento di causare un'insurrezione popolare; ma a causa del tradimento di un affiliato, fallì tutto.

Dopo un lungo periodo di abbandono in seguito all'unità d'Italia, gli ultimi proprietari del castello i Conti Quaranta Signori di Fossalopara il 19 dicembre 1960 vendettero il castello alla Provincia di Salerno (Deliberazioni del Consiglio Provinciale di Salerno nº261-05/07/1960 e nº452-19/09/1960 debitamente approvate noncché del Decreto Prefettizio 16/11/1960 notaio Manlio-Giuliani) che ne cominciò i lavori di restauro. Il 1º marzo 1992 le Poste Italiane gli hanno dedicato un francobollo.

Architettura[modifica | modifica sorgente]

Il castello attualmente è costituito da una sezione centrale protetta da torri, unite tra di loro con una cinta muraria merlata.

Al periodo normanno-angioino appartiene la torre cosiddetta della Bastiglia, su una collina che sovrasta il monte Bonadies a settentrione; costruita per assicurare il controllo del castello sul versante Nord, fu così chiamata nell'800 perché ritenuta erroneamente una prigione (le vere carceri erano nel castello stesso). Il 7 giugno del 1990 la provincia di Salerno acquistò (notaio D'Agostino) sempre dai Conti Quaranta Signori di Fossalopara la cosiddetta "bastiglia" situata nei terreni circostanti il castello e costituenti l'antico feudo di Fossalopara concesso nel 1016 alla famiglia salernitana dei Quaranta.

Il Parco ed il Museo[modifica | modifica sorgente]

Il Castello di Arechi offre una panoramica sulla città e sull'intero golfo di Salerno ed è circondato da un parco con percorsi naturalistici immersi nella macchia mediterranea.

Nel 2012 sono stati istituiti due percorsi di archeotrekking nel Parco: “NaturArechi alla scoperta della Bastiglia e delle Antiche Mura” e “Sentiero del Principe”. Entrambi sono stati organizzati dall'Amministrazione provinciale in convenzione, rispettivamente, con Legambiente-Salerno “Orizzonti” ed Il Cai-Sezione di Salerno.

Nella zona restaurata è stato creato un primo nucleo espositivo dei materiali del Castello (per lo più ceramiche medievali e monete), una sala per mostre e un salone per conferenze e congressi.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Il Castello in una miniatura del Liber ad honorem Augusti
  • Il colle su cui sorge il castello è chiamato "Bonadies" ("buongiorno"), poiché all'alba -essendo la parte più alta della città- il sole che sorgeva da est ne illuminava per primo il vertice.
  • Grazie all'impervietà della sua collocazione, il castello è sempre rimasto inespugnato. Attualmente boscosa, nel Medioevo la collina era completamente priva di alberi, onde facilitare l'avvistamento di chi ne compisse l'ascensione. Durante gli assedi, dal castello venivano lanciate, o lasciate semplicemente rotolare, grosse pietre con delle possenti macchine.
  • Come in tutte le leggende romantiche riguardanti i vecchi castelli, una tradizione vuole che esistano uno o più passaggi segreti che collegano il castello con le antiche torri d'avvistamento delle mura, soprattutto, col Forte La Carnale. Non mancano, poi, storie di fantasmi.
  • Una tragedia di Ugo Foscolo, la Ricciarda, è ambientata nel Castello di Arechi. L'autore ne fu ispirato durante una breve visita a Salerno nel 1812.
  • Il Castello, nel corso dei secoli, è stato più volte chiamato in maniera differente: "il castello" semplicemente, "il castellaccio", "il castello principale" (per distinguerlo dalle altre fortificazioni "secondarie"), "la torre maggiore" o "torre", "la rocca". Il toponimo più ricorrente è "Castello di Arechi II".

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ministero Beni culturali
  2. ^ Quanto rimane di Salerno e di Capua longobarde (Sec. VIII-IX)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]