Liber ad honorem Augusti

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Pietro da Eboli inginocchiato, offre la sua opera all'imperatore Enrico VI. Miniatura dal Liber ad honorem Augusti, 1196.

Il Liber ad honorem Augusti sive de rebus Siculis ("Libro in Onore dell'Imperatore, ovvero sulle vicende di Sicilia": Codex 120 II della Burgerbibliothek di Berna), noto anche come Carmen de motibus Siculis ("Poema sulla rivolta siciliana") è un panegirico in latino, scritto a Palermo da Pietro da Eboli nel 1196, e dedicato a Enrico VI di Svevia.

Contenuti[modifica | modifica wikitesto]

L'opera, in distici e in tre libri, celebra la conquista del Regno di Sicilia, tessendo le lodi dell'Imperatore.

Il pregiato codice miniato (Burgerbibliothek di Berna, ms. 120 II) pubblicato nel 1746 da Samuel Engel, con le miniature e le correzioni forse autografe, denota una cura particolare, probabilmente in vista di un dono da fare all'imperatore, prospettiva che non si sa se effettivamente avvenuta[1].

L'opera, diseguale nel tono, fu composta tra la discesa in Italia di Enrico VI contro Tancredi e il 28 settembre 1197, data della morte dello svevo. Secondo Houben, fu composta nella primavera del 1195[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fulvio Delle Donne, Pietro da Eboli, Enciclopedia Federiciana, Vol. II, Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani
  2. ^ Hubert Houben, Federico II. Imperatore, uomo, mito, Il Mulino, 2009 (p. 17)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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