Castello Aselmeyer

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Coordinate: 40°50′19.46″N 14°13′58.12″E / 40.838739°N 14.23281°E40.838739; 14.23281

Castello Aselmeyer
(Castello Grifeo)
Chiaia - Corso V.E. - Parco Grifeo - Via Palizzi100 4929.JPG
Castello Aselmeyer
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Napoli
Indirizzo corso Vittorio Emanuele
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1899 - 1902
Uso privato
Realizzazione
Architetto Lamont Young
Proprietario Carlo Aselmeyer
 

Il castello Aselmeyer (o, più correttamente, castello Grifeo dei principi di Partanna) è un edificio civile edificato dall'architetto anglo-napoletano Lamont Young ubicato in corso Vittorio Emanuele nella città di Napoli, nel quartiere Chiaia.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'acquisto dei suoli espropriati per la costruzione della nuova strada cittadina, l'edificazione della struttura prevedeva inizialmente (nel 1899) l'innalzamento di un albergo, in corrispondenza del parco Grifeo. Negli anni successivi, furono acquistati altri suoli adiacenti per realizzare i cortili interni del palazzo.

Particolare della facciata

L'edificio fu eretto definitivamente nel 1902 come residenza personale e due anni dopo fu venduto al banchiere Carlo Aselmeyer, quando lo stesso Young si trasferì sull'isola della Gaiola. Negli anni successivi gli ambienti interni sono stati man mano sempre più frazionati, costituendo diversi appartamenti privati.

L'edificio rappresenta uno dei più riusciti esempi di architettura neomedievale della città; presenta numerosi elementi autobiografici dell'architetto, oltre ad evidenti elementi "elisabettiani" e "Tudor".

Il progetto risulta una combinazione di elementi dell'architettura gotica inglese, come archi inflessi o ogivali e presenta torri sporgenti, in modo da dare al castello una impronta di carattere medievale. Inoltre meritano annotazione anche i materiali utilizzati per edificare il castello, infatti, la facciata, costituita da due torri laterali, è rivestita interamente da bugne in pietra vesuviana, mentre gli interni (soffitti, pavimenti, pareti, scale, porte) sono tutti in legno.

Il castello sarà un'opera decisamente rilevante per l'architetto, tanto è vero che circa venti anni dopo egli edificherà sempre a Napoli un altro edificio che ne ricorda in molti aspetti questo di corso Vittorio Emanuele, ovvero villa Ebe, sulle rampe di Pizzofalcone.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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