Brassica napus

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Colza
20050613-018-brassica.jpg
Fiori di colza
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Capparales
Famiglia Brassicaceae
Genere Brassica
Specie B. napus
Classificazione APG
Ordine Brassicales
Famiglia Brassicaceae
Nomenclatura binomiale
Brassica napus
L.

La colza (Brassica napus o Brassica napus oleifera) (anche, ma raro, il[1] colza) è una pianta, dal fiore giallo brillante (o bianco a seconda della varietà), appartenente alle Brassicaceae. Alcuni botanici includono la Brassica campestris all'interno della B. napus.

Varietà coltivate[modifica | modifica wikitesto]

  • Brassica napus L. var. annua
  • Brassica napus L. var. napobrassica
  • Brassica napus L. var. napus
  • Brassica napus L. var. oleifera
  • Brassica napus L. var. pabularia

Coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

Coltivata nei climi nordici (soprattutto in Canada, Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia e Paesi Bassi) come foraggio per animali, fonte di olio vegetale alimentare e come combustibile nel biodiesel. La colza è uno dei raccolti principali in India, coltivato sul 13% dei terreni agricoli.

Secondo il Dipartimento di agricoltura degli Stati Uniti nel 2000 la colza era la terza fonte di olio vegetale al mondo (dopo la soia e la palma) e la seconda fonte mondiale di proteine sebbene si raggiungesse soltanto un quinto della produzione di soia. In Europa, la colza viene coltivata principalmente come foraggio (per via dell'elevato contenuto di lipidi e medio di proteine), ed è la scelta europea prioritaria per evitare la dipendenza dalla soia americana e l'importazione di semi di soia geneticamente modificati.[senza fonte]

Principali produttori (dati FAO da fr.wiki)
2003 Superficie coltivata
milioni di ettari
Resa
quintali per ettaro
Produzione
milioni di tonnellate
Mondo 23,69 15,16 35,93
Cina 7,20 15,97 11,50
Unione Europea (15) 3,10 30,60 9,49
Italia 4,69 14,22 6,67
India 4,80 7,60 3,65
Germania 1,27 28,66 3,64
Francia 1,08 30,84 3,32
Regno Unito 0,46 39,94 1,84
Australia 1,50 9,47 1,42
Polonia 0,43 17,67 0,75
Stati Uniti 0,43 15,86 0,69

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Semi di colza

L'olio di colza viene ricavato dai semi della pianta. L'olio viene usato in alimentazione dopo essere stato raffinato e miscelato ad altri oli poiché all'origine ha sapore e odore poco gradevoli. L'olio di colza contiene acido erucico, tossico per gli esseri umani ma usato come additivo alimentare in piccole dosi. Proprio per il contenuto di acido erucico l'olio di colza non era ammesso per l'alimentazione umana in Italia. La legislazione varia in altri paesi.

Canola è una specifica varietà di colza dal basso contenuto di acido erucico che è stata sviluppata in Canada: il suo nome è composto da Canadian oil low acid (Olio canadese a basso contenuto di acido).

Colline moreniche del Garda, campo di colza

Il seme è la parte di valore della coltura che viene anche coltivata come coltura di copertura invernale. Provvede a una buona copertura del suolo in inverno, e limita il dilavamento dell'azoto. La pianta viene miscelata nel suolo tramite aratura o usata come pacciamatura.

La lavorazione dei semi per ricavare l'olio produce un residuo usato nell'alimentazione degli animali da allevamento. Questo sottoprodotto è un alimento molto ricco di proteine e può competere con la soia. È usato principalmente per nutrire i bovini, ma anche per maiali e polli (meno importante per questi ultimi). Il sottoprodotto per animali ha un basso contenuto di glucosinolati (causa di disturbi del metabolismo per bovini e suini).

Alcune varietà di colza sono vendute come verdura, soprattutto nei negozi asiatici.

Talvolta è anche usata per produrre miele, il quale tuttavia non possiede proprietà particolari.

Biodiesel[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Biodiesel.
Campi di colza nel Qinghai (Cina)

L'uso dell'olio di colza per la produzione di biodiesel potrebbe essere una valida alternativa ma solo per pochi veicoli per sostituire in tempi rapidi i combustibili per autotrazione attuali.

Secondo la Coldiretti dalle oleaginose come la colza sono ricavabili 850 kg di biodiesel per ettaro, mediamente un veicolo consuma più di una tonnellata di biodiesel all'anno e i veicoli sono circa 34 milioni. Dato che la superficie agricola utile (SAU) italiana è di 13 milioni di ettari si evince che è realistico alimentare col biodiesel solo qualche permille del parco veicolare italiano (anche se si potrebbe importare dall'estero come avviene già per il petrolio).

Secondo la Coldiretti sono alimentabili circa 200-300 000 veicoli col biodiesel italiano. Tra i tanti veicoli importanti da alimentare a biodiesel spiccano quelli che coltivano il cibo.

Alcune associazioni di coltivatori si stanno organizzando in modo da produrre colza e semi di girasole che verranno trasformati in loco in biodiesel e usati senza pagare accise e iva esclusivamente per fini agricoli (trattori, motofalciatrici, ecc, ecc). In questo modo la produzione alimentare sia per uso umano che animale diventerebbe meno dipendente dall'ascesa del prezzo del petrolio.

Al momento la produzione è limitata e di conseguenza i prezzi non sono competitivi con quelli del gasolio. Tuttavia bisogna considerare che in molti paesi (come l'Italia) il prezzo finale dei carburanti è molto accresciuto dalla tassazione e che le coltivazioni (italiane ed europee) sono pesantemente sovvenzionate sia dall'Italia sia dall'Europa, quindi il prezzo dell'olio di colza è il risultato di sovvenzioni e non è un prezzo da libero mercato.

Tempo fa si era diffusa una voce secondo cui l'olio di colza puro poteva essere usato come carburante per le motorizzazioni diesel. Tuttavia il mensile Quattroruote ha effettuato una prova con una Fiat Punto che ha però avuto esiti disastrosi (occlusione degli iniettori e creazione di depositi dovuti all'elevata viscosità dell'olio non trattato).[2]

Allergie[modifica | modifica wikitesto]

Illustrazione di B.napus var. napus

La colza è stata collegata a effetti negativi per gli affetti da asma e febbre da fieno. Secondo alcuni il polline della colza sarebbe all'origine dell'aumento dei disturbi respiratori. Tuttavia questo è improbabile poiché la colza è una pianta ad impollinazione entomofila, i cui granuli vengono trasportati principalmente dagli insetti. Forse l'odore caratteristico del fiore viene impropriamente associato dagli allergici ai loro disturbi. C'è anche qualche recente prova che l'uso estensivo di questo e simili oli vegetali nell'alimentazione stia portando a un consistente aumento nei casi di degenerazione maculare dell'occhio.

Miele[modifica | modifica wikitesto]

La colza produce molto nettare da cui le api ricavano un miele chiaro ma pungente. Deve essere estratto immediatamente dopo la sua fabbricazione, perché cristallizza rapidamente nel favo rendendo impossibile l'estrazione. Questo miele di solito viene mescolato con varietà più dolci se usato come prodotto da tavola o venduto come prodotto da pasticceria. I produttori di semi si accordano con gli apicoltori per l'impollinazione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per colza al maschile vedi Dizionari della lingua italiana Zingarelli e Devoto-Oli
  2. ^ Roberto Boni, Quattroruote, Agosto 2005

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