Battaglia di Antiochia (218)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Battaglia di Antiochia

Moneta di Macrino, sconfitto nella battaglia
Data: 8 giugno 218
Luogo: Antiochia
Esito: Vittoria di Eliogabalo
Schieramenti
Impero romano
(Eliogabalo)
Impero romano
(Macrino)
Comandanti
Gannys Macrino
Effettivi
almeno 2 legioni:
III Gallica
II Parthica

La battaglia di Antiochia fu combattuta l'8 giugno 218 nei pressi di Antiochia (Siria), tra l'esercito romano dell'imperatore Macrino e quello del pretendente Eliogabalo. Il generale Gannys, comandante delle truppe del giovane pretendente, vinse la battaglia, ed Eliogabalo divenne imperatore.

Nel 217 Caracalla era stato assassinato durante una campagna contro i Parti: l'esercito aveva acclamato quindi Macrino imperatore. La madre e la zia di Caracalla Giulia Domna e Giulia Mesa, sostennero la candidatura del cugino quattoridicenne di Caracalla, Eliogabalo, alla porpora, facendolo passare come figlio illegittimo dell'imperatore assassinato.

La politica di Macrino non aveva raccolto il favore dell'esercito: l'imperatore era stato costretto ad accettare una pace coi Parti dai termini molto onerosi e aveva ridotto la paga dei soldati. Il 16 maggio, la legione III Gallica, di stanza ad Emesa, proclamò Eliogabalo imperatore, uccidendo una unità di cavalleria comandata da Ulpino Giuliano e inviata da Macrino. L'imperatore, pentitosi della propria politica e pagato un donativo alle truppe, comandò un attacco su Emesa, operato dalla II Parthica, che però fallì, e Macrino si ritirò ad Antiochia.

La II Parthica abbandonò Macrino, e assieme ad altre truppe si schierò con Eliogabalo. Le forze del giovane membro della dinastia dei Severi, comandate da Gannys, si mossero su Antiochia. L'8 giugno Macrino venne sconfitto e abbandonato dalle sue truppe. Fuggito, fu riconosciuto da un centurione a Calcedonia sul Bosforo, riportato ad Antiochia e ucciso.

Strumenti personali
Altre lingue