Giulia Mesa

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Giulia Maesa in una moneta coniata a Sidone. Al rovescio, la dea Astarte.

Giulia Mesa (latino: Iulia Maesa; c. 170c. 226) è stata membro della dinastia dei Severi, nonna degli imperatori romani Eliogabalo e Alessandro Severo, e una delle donne che esercitarono il potere nell'Impero romano da dietro il trono.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia di Giulio Bassiano, sacerdote del dio solare El-Gabal, patrono di Emesa (Siria), Giulia Mesa sposò Giulio Avito, cui diede due figlie, Giulia Mamea e Giulia Soemia, entrambe madri di un imperatore. A seguito dell'ascesa al trono del cognato Settimio Severo, marito della sorella Giulia Domna, Mesa si trasferì a Roma a vivere con la sorella.

Dopo la morte del nipote e imperatore Caracalla e il suicidio di Domna, Mesa ritornò in Syria, ma il successore di Caracalla, l'imperatore Macrino non la proscrisse, consentendole di mantenere i propri beni. Mesa organizzò allora un complotto volto a rovesciare Macrino e a mettere sul trono il figlio quattordicenne di Soemia, Sestio Vario Avito Bassiano: per aumentarne le possibilità di riuscita, Mesa fece girare la voce che il nipote non fosse altri che il figlio illegittimo di Caracalla. Macrino fu deposto, anche perché era di oscure origini e senza legami politici, e il nipote di Mesa divenne imperatore, assumendo il nome di Eliogabalo.

Mesa venne onorata dal nuovo imperatore: il nipote le conferì il titolo di Augusta avia Augusti ("Augusta, nonna dell'Augusto"). Eliogabalo mostrò segno di voler fare di propria volontà, assumendo decisioni disastrose per un imperatore (come sposare una vergine vestale e imporre il culto del Sol Invictus al posto di Giove); allora Mesa gli fece adottare un suo altro nipote, Marco Giulio Alessiano Bassiano (figlio di Giulia Mamea, noto più tardi come Alessandro Severo) che inizialmente lo affiancò al potere col titolo di cesare[1]. Con l'ulteriore deterioramento della posizione dell'imperatore e al sorgere delle rivalità con cugino, Mesa dimostrò di appoggiare il secondo e forse ebbe qualche ruolo nel successivo assassinio di Eliogabalo per opera della sua stessa guardia pretoriana [2].

Mesa morì intorno al 226, e fu divinizzata.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Erodiano, Erodiano istoria dellʹimperio dopo Marco, v-8-42. URL consultato il 16 aprile 2012.
  2. ^ Cassio Dione Cocceiano, Istorie romane, lxxx.20. URL consultato il 16 aprile 2012.

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