Ancel Keys

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Ancel Benjamin Keys (Colorado Springs, 24 gennaio 1904Minneapolis, 20 novembre 2004) è stato un biologo e fisiologo statunitense, noto soprattutto per i suoi studi sull'epidemiologia delle malattie cardiovascolari, che lo condussero a formulare le ipotesi sull'influenza dell'alimentazione su tali patologie e sui benefici apportati dall'adozione della cosiddetta dieta mediterranea, polirematica da lui coniata.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ottenne una laurea in economia e scienze politiche all'Università della California a Berkeley nel 1925 e un dottorato in biologia e oceanografia all'Università della California a San Diego nel 1929. Nel 1938 ottenne un secondo dottorato in fisiologia al King's College dell'Università di Cambridge[1]. Dal 1934 al 1936 fu professore assistente all'Università Harvard e dal 1937 all'Università del Minnesota. In quest'ultima università fondò il Laboratorio di Igiene Fisiologica, che diresse dal 1939 fino al suo ritiro dalla professione, nel 1975.

I suoi primi studi riguardarono gli effetti sulla fisiologia e sulla biologia umana dell'inedia e della malnutrizione. Famoso è lo studio denominato Minnesota Starvation Experiment, iniziato durante la seconda guerra mondiale, che prevedeva una forte restrizione calorica su un campione iniziale di 36 volontari (poi ridottisi a 32), attinti tra obiettori di coscienza: i partecipanti all'esperimento si sottoposero a una dieta basata su 1800 calorie giornaliere, mantenendo un tenore di attività che prevedeva un consumo di 3000 calorie al giorno. Nell'impossibilità di pubblicarne i risultati, a causa della guerra, Ancel Keys ne rese noti i contenuti a varie organizzazioni umanitarie mondiali. La pubblicazione avverrà comunque nel 1950, con l'uscita di un'opera in due volumi, e 1385 pagine, intitolata Biology of Human Starvation[2][3].

Il suo nome è anche legato alla formulazione, nel 1942, durante la seconda guerra mondiale, della Razione K, che costituì la base per l'alimentazione di sussistenza dell'esercito americano.

Dopo la sua esperienza al séguito dell'esercito alleato, stabilì i primi contatti che saranno il punto di partenza per un ampio studio scientifico noto come "Seven Countries Study".[4]

Successivamente si trasferì in Italia a Pioppi, un villaggio di pescatori del comune di Pollica, acquistando una casa in una località che sarà da lui battezzata Minnelea, un nome che intendeva essere un omaggio congiunto alla città di Minneapolis e alla vicina polis magnogreca di Elea, nel Cilento, sua terra di adozione. Insieme a lui si stabilirono in quella località alcuni dei suoi collaboratori, come Martti Karvonen, Flaminio Fidanza, Alberto Fidanza e Jeremiah Stamler. Rimase in questa località per 28 anni, studiando accuratamente l'alimentazione della popolazione locale e giungendo alla conclusione che la dieta mediterranea apportava evidenti benefici alla salute.

Morì a Minneapolis due mesi prima di compiere 101 anni.

La rivista americana TIME Magazine gli dedicò la copertina del numero di gennaio 1961; a lui è stato dedicato un istituto alberghiero, a Castelnuovo Cilento[5].

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Ancel Keys, 100, Promoter of Mediterranean Diet, Dies
  2. ^ Kalm L, Semba R, They starved so that others be better fed: remembering Ancel Keys and the Minnesota experiment in J Nutr, vol. 135, nº 6, 2005, pp. 1347–52, PMID 15930436.
  3. ^ ER Buskirk, From Harvard to Minnesota: Keys to our History in Exercise and sport sciences reviews, vol. 20, 1992, pp. 1–26, PMID 1623883. URL consultato il 14 giugno 2013.
  4. ^ AA.VV., Seven Countries: A Multivariate Analysis of Death and Coronary Heart Disease, Harvard University Press, 1980 ISBN 0674802373
  5. ^ [1] http://nunziodigitale.wordpress.com

Approfondimenti[modifica | modifica sorgente]

Moro Elisabetta, La dieta mediterranea. Mito e storia di uno stile di vita, Bologna, Il Mulino, 2014

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