Aleksandra Nikolaevna Romanova

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Zar di Russia
Romanov

Coat of Arms of Russian Empire.svg

Granduchessa Aleksandra Nikolaevna di Russia.

Aleksandra Nikolaevna Romanova (San Pietroburgo, 24 giugno 1825San Pietroburgo, 10 agosto 1844) fu granduchessa[1] di Russia per nascita e langravia d'Assia-Kassel per matrimonio.

Famiglia d'origine[modifica | modifica sorgente]

Il padre di Aleksandra era lo zar Nicola I di Russia (1796-1855)[1], figlio dello zar Paolo I di Russia (1754-1801) e della zarina Sofia Dorotea di Württemberg (1759-1828); la madre era la zarina Aleksandra Fёdorovna, nata Carlotta di Prussia (1798-1860)[1], figlia del re Federico Guglielmo III di Prussia (1770-1840) e della regina Luisa di Meclemburgo-Strelitz (1776-1810).

Le venne dato il nome della zia paterna Aleksandra Pavlovna, ma in famiglia era chiamata "Adini". Dal memoriale scritto dalla sorella Ol'ga[2] si evince come Aleksandra fosse la figlia preferita dal padre e che essa fosse l'unica delle sorelle ad avere ereditato dalla madre l'"aspetto prussiano". Assomigliava infatti molto alla nonna, la regina Luisa di Prussia.

Aleksandra era famosa nella società di San Pietroburgo, tanto per la sua bellezza quanto per la sua vivace personalità. Era la cantante della famiglia, con talento sufficiente per ricevere lezioni dalla famosa soprano Henriette Sontag, attività di studio alla quale si applicava con molta serietà.

Matrimonio[modifica | modifica sorgente]

La granduchessa Aleksandra Nikolaevna ritratta da Christina Robertson

Il 28 gennaio del 1844[1], a San Pietroburgo, Aleksandra si sposò con Federico Guglielmo d'Assia-Kassel (1820-1864). Il suo sposo era l'erede e l'unico figlio maschio del landgravio Guglielmo d'Assia-Kassel (1787-1867) e della principessa Luisa Carlotta di Danimarca.
Federico si era recato a San Pietroburgo come possibile fidanzato di Ol'ga, però, appena arrivato presso la famiglia imperiale, si innamorò di Aleksandra. Ol'ga, nonostante fosse la maggiore, favorì amabilmente la sorella e si prestò ad accompagnare la coppia, quando questa voleva passare un po' di tempo lontano dalla corte. L'imperatore e l'imperatrice, infine, diedero il loro consenso alle nozze.

Aleksandra si ammalò di tubercolosi poco tempo dopo il suo matrimonio. Non si sentì sufficientemente in forze per compiere il viaggio per recarsi nelle terre del marito e per assumere i suoi nuovi compiti istituzionali. La coppia si fermò a San Pietroburgo, dove la salute di Aleksandra peggiorò rapidamente.

Tre mesi prima del termine diede alla luce un figlio maschio, Guglielmo (10 agosto 1844)[1] che però morì poco tempo dopo la nascita e Aleksandra morì anch'essa qualche ora dopo il bambino. Venne inumata con il figlio in braccio nella Fortezza di San Pietro e San Paolo di San Pietroburgo.

Dieci anni più tardi Federico si risposò con la cugina di Aleksandra, la principessa Anna di Prussia (1836-1918), dalla quale ebbe sei figli. Pare che questo matrimonio non fosse molto felice, probabilmente per l'incapacità di Federico di superare il dolore per la morte della prima moglie. Alla morte del padre divenne capo della casa d'Assia-Kassel.

Nei giardini della reggia di Peterhof si trova una piccola scultura posta in memoria della granduchessa Aleksandra. I suoi appartamenti si conservano uguali a come erano al momento della sua morte.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Dama di Gran Croce dell'Ordine di Santa Caterina - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine di Santa Caterina

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e Darryl Lundy, Genealogia della grenduchessa Aleksandra Nikolaevna Romanova, thePeerage.com, 21 novembre 2009. URL consultato il 17 novembre 2010.
  2. ^ Olga, Queen of Wuerttemberg. Traum der Jugend goldener Stern. Günther Neske Verlag, 1955.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Hesse: A Princely German Collection. Catalog of exhibition at the Portland Art Museum, 2005. John E. Buchanan, Jr., Director, The Marilyn H. and Dr. Robert B. Pamplin, Jr. Collection.
  • Olga, Queen of Wuerttemberg. Traum der Jugend goldener Stern. Günther Neske Verlag, 1955.

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