Aedes albopictus

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Zanzara tigre
Aedes Albopictus.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Phylum Arthropoda
Subphylum Tracheata
Superclasse Hexapoda
Classe Insecta
Sottoclasse Pterygota
Coorte Endopterygota
Superordine Oligoneoptera
Sezione Panorpoidea
Ordine Diptera
Sottordine Nematocera
Infraordine Culicomorpha
Famiglia Culicidae
Sottofamiglia Culicinae
Tribù Aedini
Genere Aedes
Sottogenere Stegomyia
Specie A. albopictus
Nomenclatura binomiale
Aedes albopictus
Skuse, 1894
Areale

Albopictus distribution 2007.png

  • BLU = aree originarie
  • VERDE = aree di diffusione dal 1980

La zanzara tigre (Aedes albopictus Skuse, 1894) è un insetto appartenente alla famiglia Culicidae diffusosi in Italia e in Europa dagli anni novanta in poi.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La zanzara tigre è lunga dai 2 ai 10 millimetri. È vistosamente tigrata di bianco e nero. I maschi si contraddistinguono dalle femmine in quanto sono più piccoli di circa il 20%; nonostante ciò possiedono una morfologia molto simile. Come tutte le specie di zanzare, le antenne dei maschi sono decisamente più folte rispetto a quelle delle femmine. I palpi mascellari dei maschi sono più lunghi delle loro proboscidi; invece i palpi mascellari delle femmine sono molto più corti.[2][3]

A differenza di altre specie (come quelle indigene dell'Europa), la zanzara tigre è attiva durante il giorno, e non solamente all'alba o al tramonto; è perciò responsabile per le punture degli uomini e degli animali durante il giorno. La zanzara tigre punge rapidamente riuscendo così a fuggire velocemente.

Le zanzare tigre depongono le uova spesso in piccoli contenitori con piccole quantità di acqua: vasi, sottovasi, fognature otturate, grondaie, recipienti di scarto. Le uova resistono alla siccità e possono sopravvivere finché il contenitore dove sono state deposte non si riempia nuovamente di acqua piovana. La zanzara tigre ha un limitato raggio d'azione (meno di 200 metri); perciò i luoghi di deposizione delle uova sono vicini a dove si osservano le zanzare.[4]

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

Essendo anch'essa molto comune in Europa, si può facilmente confondere la zanzara Culiseta annulata con la zanzara tigre, poiché entrambe hanno un disegno circolare bianco e nero sulle zampe. La zanzara Culiseta annulata però non si trova in densità ugualmente alte; inoltre questa specie non possiede la caratteristica linea bianca che va dal centro della testa fino al torace. È decisamente più grande di Aedes albopictus ed ha una striatura beige e grigia e non bianca e nera come la zanzara tigre. Sulle ali si riconoscono delle venature e quattro punti neri, ma non ben definiti.

Nell'area mediterranea orientale si può confondere Aedes albopictus con la specie Aedes cretinus, che appartiene anch'essa al sottogenere di Stegomyia e utilizza simili specchi d'acqua per la riproduzione. Pure Aedes cretinus possiede una striscia bianca sullo scuto, che finisce però poco prima dell'addome; inoltre sono visibili due ulteriori striature bianche a destra e a sinistra della striscia centrale. Al momento, Aedes cretinus è diffusa solamente sulle isole di Cipro e Creta, in Grecia, Macedonia, Georgia e in Turchia.[5]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Adattamento climatico[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene Aedes albopictus sia indigena in zone tropicali e subtropicali, si sta adattando con successo anche a regioni più fredde. Nelle zone tropicali calde e umide è attiva tutto l'anno, in regioni più temperate sverna. Le uova delle varietà presenti nelle zone temperate tollerano meglio il freddo (temperature sotto zero, neve) di quelle presenti in regioni più calde.[6][7] Inoltre, le zanzare tigre adulte possono sopravvivere durante l'inverno in microhabitat adeguati.[8]

Specie invasive[modifica | modifica wikitesto]

Originaria del sud-est asiatico, questa zanzara ha sfruttato i trasporti commerciali umani per diffondersi in molte zone del mondo: nella metà del XX secolo si diffuse in Africa e nel Medio Oriente e a seguire nel continente sudamericano, negli Stati Uniti d'America, in Oceania e per ultima in Europa.[1]

I primi esemplari riprodotti in Europa sono stati ritrovati a Laç nell'Albania settentrionale nell'agosto 1979. Il gruppo albanese di sorveglianza ha ipotizzato che la zanzara fosse presente almeno dal 1975 e che il mezzo responsabile fu una nave cargo proveniente dalla Cina attraccata a Durazzo.[9] In Italia fa la sua comparsa nel 1990 a Genova, in un deposito di pneumatici usati, importati dagli Stati Uniti.[10] Da qui si è diffusa praticamente in tutta la penisola con una maggiore diffusione nelle città romagnole, principalmente nei comuni del ravennate), sconfinando e diffondendosi anche in Francia, Spagna e Svizzera (2003) e nei porti delle città europee.

È inserita nell'elenco delle 100 tra le specie invasive più dannose al mondo redatto dallo IUCN/ISSG.[11]

Vie di diffusione[modifica | modifica wikitesto]

La diffusione di Aedes albopictus a lunga distanza avviene in primo luogo tramite vie marittime. Di solito carichi navali di copertoni usati, bambù portafortuna (Dracaena sanderiana) e fiori possono trasportare le uova, le larve e le pupe delle zanzare tigre. Macchine private, camion e treni sono importanti mezzi di trasporto a livello regionale.

Concorrenza con le specie insediate[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda la stretta socializzazione con gli uomini, la zanzara tigre in Europa è molto simile alla zanzara comune (Culex pipiens).[12] Ma, oltre alle differenze rispetto alla loro biologia, le zanzare della specie Culex pipiens preferiscono specchi d'acqua più ampi per la deposizione delle uova e tollerano meglio il freddo. Perciò non esiste una concorrenza o repressione significativa fra le specie.

Una possibile concorrenza fra le specie che depongono le loro uova in tronchi d'albero (Aedes cretinus, Aedes geniculatus e Anopheles plumbeus) è ancora da stabilire. Queste specie, però, non sembrano preferire ambienti popolati dagli uomini.

In Europa la zanzara tigre occupa una nuova nicchia piuttosto vasta; ciò vuol dire che non esistono specie indigene e lungamente insediate in grado di impedire la diffusione di Aedes albopictus.

Nutrizione e localizzazione dell'ospite[modifica | modifica wikitesto]

Una femmina mentre si nutre di sangue umano

Come altre specie, soltanto le femmine di Aedes albopictus hanno bisogno di un pasto di sangue per la produzione delle uova. Esse integrano il loro fabbisogno energetico con nettare ed altri succhi vegetali dolci, esattamente come fanno i maschi. Nella localizzazione dell'ospite hanno un ruolo importante l'anidride carbonica, le sostanze organiche prodotte dall'ospite e segnali visivi.

La zanzara tigre punge di giorno. A seconda delle regioni e del biotipo esistono diversi momenti di attività più intensa. Generalmente però si riposa durante la mattina e le ore notturne. Cerca le sue prede dentro e fuori le abitazioni, ma è particolarmente attiva all'aria aperta.

Oltre agli uomini, Aedes albopictus punge anche altri mammiferi e uccelli. Quando affronta un pasto di sangue la localizzazione dell'ospite è molto perseverante e prudente. La ricerca di un ospite avviene in due momenti. In una prima fase la zanzara mostra un comportamento di ricerca indistinta. Quando poi percepisce l'ospite inizia la fase di approccio mirato.[13] Spesso interrompe il pasto di sangue prima di aver ingerito la quantità necessaria allo sviluppo delle uova. Perciò le zanzare tigre pungono vari ospiti durante il ciclo della produzione delle uova. Poiché pungono ospiti di specie diverse sono particolarmente atte a trasmettere malattie da una specie all'altra (ad esempio la dirofilariasi dal cane all'uomo). La quantità di sangue succhiata con ogni puntura dipende dalla grandezza della zanzara, ma di solito è di circa 2 microlitri.[14][13]

Per catturare la zanzara tigre l'uso di anidride carbonica e di una combinazione di sostanze chimiche naturalmente presenti sulla pelle umana (acidi grassi, ammoniaca, acido lattico) danno i risultati migliori.[15]

Pericoli per la salute[modifica | modifica wikitesto]

La caratteristica principale della zanzara tigre è la sua aggressività ed il fatto di essere attiva sia di giorno che di notte, anche se predilige la mattina ed il pomeriggio. Si riscontra inoltre una sua forte resistenza a veleni comuni ed una straordinaria capacità di adattamento all'ambiente.

L'Aedes albopictus può trasmettere patogeni e virus come il virus della febbre del Nilo, della febbre gialla, dell'encefalite di St. Louis, del dengue, l'agente patogeno della dirofilariasi e chikungunya.

La zanzara tigre fu responsabile dell'epidemia di chikungunya del 2005-2006 sull'isola francese di Riunione. In settembre del 2006 si stimarono circa 266.000 persone contagiate e si contarono 248 morti sull'isola.[16] La zanzara tigre fu anche vettore di tale virus causando la prima e unica epidemia di chikungunya in Europa. L'epidemia avvenne in Italia, in provincia di Ravenna, nell’estate del 2007, durante la quale si contagiarono più di 200 persone.[17][18] Evidentemente, mutazioni del virus di chikungunya vengono trasmesse direttamente e facilmente; ciò fa temere che questa malattia si possa nuovamente diffondere tramite Aedes albopictus in queste regioni.[19]

La zanzara tigre è importante anche nella medicina veterinaria. Per esempio, le zanzare tigre sono vettori di vermi parassiti del genere Dirofilaria, agenti della dirofilariasi cardiovascolare in cani e gatti.[20]

Controllo e soppressione[modifica | modifica wikitesto]

Una ovitrappola, un mezzo per individuare la zanzara tigre. La sua presenza viene confermata dalle uova deposte sulle palette di legno. I granuli marroni nell'acqua sono un preparato di Bti che ucciderà le larve che nascono.

A causa della sua notevole capacità di adattamento ad ambienti diversi, del suo stretto contatto con gli uomini e della sua biologia riproduttiva, la zanzara Aedes albopictus si è dimostrata molto difficile da controllare.

Per evitare la diffusione e l'insediamento della specie, un efficace monitoraggio e una buona sorveglianza sono essenziali. Oltre al monitoraggio dei porti si dovrebbero tenere sotto osservazione, con metodi adeguati, trasporti carichi di copertoni, punti di rinfresco sulle autostrade, negozi con piante importate e stazioni ferroviarie.[21]

Nel controllo della zanzara tigre gioca un ruolo importante la distruzione dei luoghi di deposizione delle uova, che non sono mai lontani da dove le persone vengono punte. Inoltre vanno individuate pozzanghere che non si essiccano entro tre giorni, grondaie incurvate od otturate, copertoni vecchi contenenti dell'acqua, abbeveratoi per uccelli, sifoni di fogne, sistemi di drenaggio con acqua stagnante e qualsiasi altro accumulo di acqua. Per evitare che le zanzare ci depongano le uova, è consigliabile riempire di sabbia o ghiaia fine vasi, buchi di nodi di alberi ed altre fessure in grado di raccogliere dell'acqua. Anche i rifiuti possono contenere acqua piovana e vanno perciò rimossi. (Si pensi ad esempio un una scatoletta di tonno gettata al suolo o più semplicemente ad un coperchio di un vasetto. L'acqua che può contenere è sufficiente alla riproduzione della zanzara)

I luoghi dove è impossibile evitare la presenza di acqua (piscine, bacini di cattura ecc.) possono essere trattati periodicamente con il Bacillus thuringiensis israelensis (Bti) o un altro larvicida. Il Bti è un batterio che produce delle tossine in grado di uccidere le larve delle zanzare e certi altri ditteri, senza però essere nocivo ad altri organismi.

L’applicazione di insetticidi contro le zanzare adulte ha soltanto un effetto limitato. Gli spray usati di notte contro le zanzare non hanno alcun effetto se non si trattano anche i luoghi di riposo delle zanzare tigre (usare lo spray durante il giorno può violare le indicazioni per il corretto impiego descritto sulla confezione quando, ad esempio, sono presenti nell'area api in cerca di polline). Le larve e le uova essiccate sono una buona riserva per la popolazione di zanzare, la quale, di solito, si riprende velocemente.

Una sorveglianza efficace è quindi essenziale per monitorare la presenza delle zanzare tigre e da essa dipende l'efficacia delle misure di controllo. Ovitrappole vengono di solito impiegate per il monitoraggio di Aedes albopictus; sono dei contenitori neri con dell'acqua e dei blocchetti di polistirolo o piccole palette galleggianti. Le zanzare tigre femmine depongono le loro uova su queste superfici. Tramite l'identificazione delle uova e delle larve che nascono in laboratorio da queste uova si possono stimare la presenza e la quantità di queste specie. Versioni di tali trappole con una pellicola autoadesiva (sticky trap), che catturano le zanzare quando stanno per depositare le uova, facilitano molto l'analisi e la rendono più veloce.[22][23] Trappole di questo tipo sono però complicate nel modo d'impiego. I risultati delle ovitrap variano spesso e dipendono dall'eventuale vicinanza di altri luoghi per la deposizione delle uova. Perciò vanno usate in grandi quantità e insieme ad altri metodi di monitoraggio.

Esistono poche trappole efficaci contro la zanzara tigre adulta; le trappole che catturano altre specie non la intrappolano in maniera soddisfacente. Un nuovo tipo di trappola riesce a catturare quantità significanti di Aedes albopictus;[24][25] questo mezzo produce, con l'aiuto di una ventola, una corrente d'aria impregnata di una miscela di sostanze (ammoniaca, acidi grassi, acido lattico) che è rivolta verso l'alto per simulare la forma e l'odore del corpo umano. Con l'aggiunta di anidride carbonica si può ulteriormente migliorare la resa della trappola. Questa trappola è un mezzo adeguato per la cattura delle zanzare tigre adulte e anche, ad esempio, per esaminare l'esistenza di virus nelle zanzare intrappolate. Prima, per studiare le zanzare, dovevano essere raccolte sul corpo di volontari. Ciò è discutibile dal punto di vista etico, specialmente durante le epidemie. Recenti ricerche indicano che questo tipo di trappola può anche servire come mezzo di controllo. Uno studio a Cesena ha mostrato che il numero di zanzare tigre con stimolo di pungere è stato ridotto lì dove erano state posizionate delle trappole. Si è osservato che in presenza di anche piccoli spostamenti d'aria la zanzara rimane come infastidita.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b J.-E. Scholte & F. Schaffner (2007): Waiting for the tiger: establishment and spread of the Aedes albopictus mosquito in Europe. In: Emerging pests and vector-borne diseases in Europe. Volume 1, W. Takken & B. G. J. Knols, ed. Wageningen Academic Publishers. ISBN 978-90-8686-053-1
  2. ^ Walker, K. (2007): Asian Tiger Mosquito (Aedes albopictus) Pest and Diseases Image Library. Updated on 22/12/2007 10:10:35 PM. Online: Pest and Diseases Image Library
  3. ^ Y.-M. Huang (1968) Neotype designation for 'Aedes (Stegomyia) albopictus' (Skuse) (Diptera: Culicidae). Proceedings of the Entomological Society of Washington 7(4): 297-302
  4. ^ Nishida, G.M. & J.M. Tenorio (1993) What Bit Me? Identifying Hawai'i's Stinging and Biting Insects and Their Kin. University of Hawaii Press, Honolulu. ISBN 978-0-8248-1492-2
  5. ^ J. Lane (1982) Aedes (Stegomyia) cretinus Edwards 1921 (Diptera: Culicidae). Mosquito Systematics 14(2):81-84
  6. ^ W. H. Hawley et al. (1989): Overwintering Survival of Aedes albopictus (Diptera: Culicidae) Eggs in Indiana. J Med Ent 26(2): S. 122-129
  7. ^ S. M. Hanson & G. B. Craig (1995): Aedes albopictus (Diptera: Culcidae) Eggs: Field Survivorship During Northern Indiana Winters. J Med Ent 32(5): S. 599-604
  8. ^ R. Romi et al. (2006): Cold acclimation and overwintering of female Aedes albopictus in Roma. J Am Mosqu Control Assoc 22(1): S. 149-151
  9. ^ Microsoft PowerPoint - Velo
  10. ^ Diffusione mondiale
  11. ^ Global Invasive Species Database
  12. ^ M. Carrieri et al. (2003): On the Competition Occurring Between 'Aedes albopictus' and 'Culex pipiens' (Diptera: Culicidae) in Italy. Environ. Entomol. 32(6):1313-1321
  13. ^ a b R.G. Estrada-Franco & G.B. Craig (1995) Biology, disease relationship and control of Aedes albopictus. Pan American Health Organization, Washington DC: Technical Paper No. 42.
  14. ^ W. A. Hawley (1988): Review Article - The biology of Aedes albopictus. J Am Mosq Control Assoc (Supplement) 4: S. 2-39
  15. ^ H. Feltner & P. Ferrao (2008): Evaluating Efficacy of the BG Lure Attractant Using Three Mosquito Trap Designs in the City of Alexandria, Virginia Presentation at the 33rd annual conference of the Mid-Atlantic Mosquito Control Association PDF 3,8 MB
  16. ^ ProMED-mail (2006) Chikungunya - Indian Ocean update (32) - 14. Okt. 2006 - Archive Number 20061014.2953
  17. ^ ECDC/WHO (2007) Mission Report - Chikungunya in Italy PDF 1,46 MB
  18. ^ Angelini et al. (2007): Chikungunya in north-eastern Italy: a summing up of the outbreak. Eurosurveillance Weekly Release - Surveillance Report 12 (11)
  19. ^ K. A. Tsetsarkin et al. (2007): A Single Mutation in Chikungunya Virus Affects Vector Specificity and Epidemic Potential. PLoS Pathog 3(12): e201. doi:10.1371/journal.ppat.0030201
  20. ^ N. G. Gratz (2004): Critical review of the vector status of Aedes albopictus. Med Vet Entomol 18(3): 215-227(13) PMID 15347388
  21. ^ Flacio et al. (2006): Bericht 2006 zur Überwachung und Bekämpfung der asiatischen Tigermücke, 'Aedes albopictus', im Kanton Tessin. PDF 231 kB
  22. ^ L. Facchinelli et al. (2007): Development of a novel sticky trap for container-breeding mosquitoes and evaluation of its sampling properties to monitor urban populations of 'Aedes albopictus'. Med Vet Entomol 21(2):183-195 (Artikel)
  23. ^ R. A. Gama et. al. (2007): Evaluation of the sticky MosquiTRAP™ for detecting 'Aedes (Stegomyia) aegypti' (L.) (Diptera: Culicidae) during the dry season in Belo Horizonte, Minas Gerais, Brazil. Neotrop Entomol 36(2) (Artikel)
  24. ^ W. Meeraus et al. (2008) Field comparison of novel and gold standard traps for collecting Aedes albopictus in Northern Virginia. J Am Mosq Control Assoc 24(2): 244–248. PDF 237 kb
  25. ^ K. Foley (2007): The BG-Sentinel Trap. Presentation at the Annual Meeting of the Virginia Mosquito Control Association PDF 300 kB

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

artropodi Portale Artropodi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di artropodi