Willie Peyote

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Willie Peyote
Willie Peyote.1.jpg
Willie Peyote in concerto al FAQ Live Music Club di Grosseto
NazionalitàItalia Italia
GenereAlternative hip hop
Pop rap
Periodo di attività musicale2004 – in attività
EtichettaThisPlay Urban (2014-2015)
451 (2016-in corso)
Album pubblicati4

Willie Peyote, pseudonimo di Guglielmo Bruno (Torino, 28 agosto 1985), è un rapper e cantante italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Willie Peyote, pseudonimo di Guglielmo Bruno, nasce a Torino nel 1985. Il suo nome d'arte unisce Wile E. Coyote con il peyote, pianta allucinogena proveniente dal Sudamerica. Willie è un riferimento al suo vero nome, Guglielmo[1].

Il padre era musicista e Willie, di solito, lo seguiva in tourneé[2]; per il resto non si sa molto della sua vita privata[3]. Tuttavia, egli è considerato una delle figure più interessanti e innovative della scena hip-pop italiana contemporanea; è la voce del gruppo Funk Shui Project, con cui, nel 2014, pubblica anche l'album omonimo Funk Shui Project.

Le prime esperienze musicali[modifica | modifica wikitesto]

Avvicinatosi al rap nel 2004, dopo aver sperimentato altri generi musicali[4], tra cui il rock e il punk, decide di fondare il gruppo S.O.S. Clique con gli amici Kavah e Shula; con loro pubblica diversi demo e un EP intitolato L’erbavoglio nel 2008.

«Ho iniziato suonando il basso in una band punk rock, il rap mi ha folgorato solo durante gli ultimi anni delle superiori. All’inizio cercavo di mettere un po’ di rap nei miei pezzi suonati, e ora invece cerco di mettere la musica suonata nei miei pezzi rap.»

(Willie Peyote)

L'esordio discografico e il secondo album[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011 pubblica il suo primo album solista, Il manuale del giovane nichilista, che già dal titolo suggerisce la sua visione del mondo e il suo modo di comunicarlo ai suoi ascoltatori, condensato in un provocatorio mix di cinismo, autoironia e denuncia sociale. L'album si rivela presto innovativo poiché presenta sonorità che spaziano ben al di fuori dell’ambito hip-hop classico[5].

Due anni dopo, nel 2013, esce Non è il mio genere, il genere umano, che sembra riconfermare il suo pseudo-pessimismo antropologico.

Educazione Sabauda[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015 pubblica per ThisPlay Music Educazione Sabauda, disco che lancia definitivamente Willie . Accolto abbastanza positivamente dalla critica[6], Educazione Sabauda è il frutto di un anno e mezzo di lavoro, ed è anche il disco in cui Willie racconta senza filtri un periodo molto intenso della sua vita.

L'album è costellato di citazioni più o meno dirette, rivolte ai grandi nomi del rap, del rock e della canzone d’autore (Cypress Hill, The Clash, Francesco Guccini), tanto che si chiude con un testo intenso e poetico (E allora ciao) in cui viene citato Luigi Tenco.

Particolare scalpore ha suscitato la canzone Io non sono razzista ma…: con essa Willie, ospite a Che Tempo Che Fa, presentato da Fabio Fazio, aveva provocato l'indignazione di Maurizio Belpietro, che sul suo quotidiano La Verità lo biasimava per aver accusato l'Italia intera di xenofobia.

Sindrome di Tôret[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 ottobre 2017 esce Sindrome di Tôret, prodotto da 451. Il disco, che secondo Willie è la coniugazione ideale dei suoi due istinti musicali[4], quello rock e quello hip-hop, è stato accolto molto positivamente[7][8].

Nel 2018 collabora cantando nel brano "L'Incubo" dell'ultimo album, 8, dei Subsonica.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Willie Peyote, su Genius. URL consultato il 28 ottobre 2017.
  2. ^ Willie Peyote - Chiedimi di Foster Wallace, in Rockit.it. URL consultato il 28 ottobre 2017.
  3. ^ Simona Vitale, Sai da cosa deriva il suo nome? Tutto sul rapper Willie Peyote, ospite a Kudos, in Donna Glamour Magazine, 21 settembre 2017. URL consultato il 28 ottobre 2017.
  4. ^ a b v Rolling Stone Italia, Willie Peyote: «Nessuno vuole essere lo stupido di qualcun altro», in Rolling Stone Italia. URL consultato il 28 ottobre 2017.
  5. ^ Willie Peyote, su New Generation. URL consultato il 28 ottobre 2017.
  6. ^ Willie Peyote - Educazione Sabauda :: Le recensioni di OndaRock, in OndaRock. URL consultato il 28 ottobre 2017.
  7. ^ Willie Peyote - Sindrome di Tôret, in Rockit.it. URL consultato il 28 ottobre 2017.
  8. ^ Recensione del quinto: Willie Peyote, in Red Bull. URL consultato il 28 ottobre 2017.