Volkswagen Karmann Ghia

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Volkswagen Karmann Ghia
Karmann Ghia front.jpg
Descrizione generale
Costruttore Germania  Karmann
Tipo principale Coupé
Altre versioni Cabriolet
Produzione dal 1955 al 1974
Sostituita da Volkswagen Scirocco
Esemplari prodotti 443.466 (Typ 14) + 42.505 (Typ 34)[senza fonte]
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4140 mm
Larghezza 1630 mm
Altezza 1330 mm
Passo 2400 mm
Massa 820 kg
Altro
Stile Mario Felice Boano[1]
per Ghia
Altre eredi Volkswagen-Porsche 914
Stessa famiglia Volkswagen Maggiolino
Karmann Ghia back.jpg

La Volkswagen Karmann-Ghia è un'autovettura venduta col marchio Volkswagen tra il 1955 ed il 1974 e assemblata dalla carrozzeria Karmann[2][3].

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio degli anni cinquanta la Volkswagen decise di affiancare al vendutissimo Maggiolino (il cui nome commerciale era semplicemente Volkswagen 1200) una variante sportiva che ne sfruttasse l'intera meccanica (anche perché a Wolfsburg non esisteva, a quei tempi, un'altra base tecnica disponibile). Heinrich Nordoff (direttore generale della Volkswagen) e Wilhelm Karmann (patron dell'omonima carrozzeria) avviarono il progetto nel 1951, senza ottenere risultati stilisticamente convincenti.

Al Salone dell'automobile di Parigi del 1953 la Ghia, casualmente, presentò un prototipo di coupé su base Maggiolino. Karmann, in visita al salone, ne rimase impressionato e decise, in accordo con la carrozzeria di Torino di presentarlo a Nordoff, che deliberò immediatamente la produzione. Dopo un anno di sviluppo a tre (Volkswagen, Karmann e Ghia), la nuova coupé venne presentata al pubblico nel 1955, col nome di 1200 Karmann-Ghia. La nuova e ben riuscita carrozzeria, imbullonata al telaio a piattaforma, copriva la meccanica, senza la benché minima variazione, del Maggiolino.

Robusta, affidabile e ben costruita, ebbe tuttavia il difetto di offrire prestazioni molto modeste: il motore 1192 cc da soli 34 CV era sufficiente per spingere l'auto a una velocità massima di 120 km/h, con oltre 25 secondi per raggiungere i 100 km/h.

Nel 1957 la coupé venne affiancata dalla versione cabriolet, dotata della medesima meccanica.

L'evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

  • agosto 1959: i fari anteriori, maggiorati, vengono alzati di 12 cm, le luci posteriori hanno una nuova forma "a banana", le prese d'aria anteriori diventano più grandi e cambiano forma, i paraurti anteriori sono dotati di rostro tubolare superiore, la plancia adotta una fascia superiore nera antiriflesso, i vetri posteriori della coupé sono apribili.
  • agosto 1960: il motore viene leggermente potenziato (34 CV a 3600 giri/min), i fari anteriori diventano asimmetrici ed il cambio è completamente sincronizzato.
La Type 34
  • 1961: la Volkswagen affiancò alla Karmann-Ghia tipo 14 una "sorella maggiore" (sempre costruita in collaborazione con Karmann e Ghia) derivata dalla Volkswagen Tipo 3, che venne chiamata Volkswagen-Karmann-Ghia tipo 34. La nuova nata presentava una linea molto diversa dalla "typ 14" e vagamente ispirata alla Chevrolet Corvair. La tipo 34 debuttò in versione coupé a tre volumi, a cui doveva affiancarsi una versione cabriolet e una coupé a due volumi; entrambe queste versioni rimasero però allo stadio di prototipo a causa dello scarso successo commerciale del modello d'origine. La produzione terminò nel 1969 dopo circa 42.500 esemplari costruiti per lasciare spazio alla Volkswagen-Porsche 914[4].
  • agosto 1965: la cilindrata del boxer cresce a 1285 cm³ (per 40 CV a 4000 giri/min), il cruscotto adotta una nuova fascia cromata.
    Vista posteriore di una Karmann Ghia del 1969
  • agosto 1966: la cilindrata del motore cresce ulteriormente a 1493 cm³ (44 CV a 4000 giri/min), i freni anteriori diventano disco, il circuito frenante è sdoppiato, la plancia è totalmente ridisegnata (e rivestita con inserti in simil legno).
  • settembre 1967: sia la coupé che la cabriolet sono disponibili con frizione idraulica automatica, a richiesta può essere montata anche la barra antirollio posteriore.
  • giugno 1969: le frecce anteriori da tonde diventano rettangolari, le luci posteriori vengono ampliate, il lunotto posteriore della cabriolet diventa di plexiglas.
  • agosto 1970: la cilindrata del motore cresce a 1584 cm³ (54 CV)
  • agosto 1972: nuovi e più massicci paraurti con inserto in gomma, fanalini posteriori ingranditi, nuova plancia in PVC nero.
  • luglio 1974: cessa la produzione sia delle coupé che delle cabriolet[2].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristiche tecniche - 1200 Karmann-Ghia
1960 Volkswagen Karmann Ghia (4810575370).jpg
Configurazione
Carrozzeria: coupé / cabriolet Posizione motore: posteriore a sbalzo sul retrotreno Trazione: posteriore
Meccanica
Tipo motore: 4 cilindri orizzontali contrapposti (boxer), raffreddato ad aria e lubrificazione a carter umido, con radiatore dell'olio. Cilindrata: 1192 cm³
Distribuzione: 1 albero a camme centrale, 2 valvole per cilindro. Alimentazione: 1 carburatore monocorpo Solex
Prestazioni motore Potenza: 30 CV a 3400 giri/min
Frizione: Cambio: manuale a 4 rapporti (1º non sincronizzata)
Telaio
Corpo vettura telaio a piattaforma con carrozzeria imbullonata
Sterzo a vite e rullo
Sospensioni anteriori: a ruote indipendenti con barre di torsione / posteriori: a ruote indipendenti con barre di torsione
Freni anteriori: a tamburo / posteriori: a tamburo
Prestazioni dichiarate
Velocità: 115 km/h Accelerazione:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ FELICE MARIO BOANO, IL CAR DESIGN NELLA SUA FORMA MIGLIORE, panorama-auto.it, 10 ottobre 2013. URL consultato il 1 giugno 2017.
  2. ^ a b (DE) Karmann Ghia Cabriolet Typ 14, volkswagen-classic.de. URL consultato il 31 maggio 2017.
  3. ^ (DE) Jubiläumstreffen 50 Jahre Karmann Ghia 14. bis 17. Juli 2005, karmann-ghia-lippe-nrw.de. URL consultato il 31 maggio 2017.
  4. ^ (DE) Karmann Ghia Coupé Typ 34, volkswagen-classic.de. URL consultato il 31 maggio 2017.

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