Van Halen (album)

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Van Halen
ArtistaVan Halen
Tipo albumStudio
Pubblicazione10 febbraio 1978
Durata35:34
Dischi1
Tracce11
GenereHard rock
Heavy metal
EtichettaWarner Bros.
ProduttoreTed Templeman
Registrazione30 agosto–settembre 1977,[1] Sunset Sound Recorders (Hollywood)[2]
FormatiLP, CD, MC
Certificazioni
Dischi d'oroFrancia Francia[3]
(vendite: 100 000+)
Germania Germania[4]
(vendite: 250 000+)
Regno Unito Regno Unito[5]
(vendite: 100 000+)
Dischi di platinoCanada Canada (4)[6]
(vendite: 400 000+)
Paesi Bassi Paesi Bassi[7]
(vendite: 100 000+)
Dischi di diamanteStati Uniti Stati Uniti[8]
(vendite: 10 000 000+)
Van Halen - cronologia
Album precedente
Album successivo
(1979)
Singoli
  1. You Really Got Me
    Pubblicato: 28 gennaio 1978
  2. Runnin' with the Devil
    Pubblicato: 6 maggio 1978
  3. Ain't Talkin' 'bout Love
    Pubblicato: 25 ottobre 1978
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic[9] 5/5 stelle
Rolling Stone[10] 5/5 stelle
Ondarock[11] Pietra miliare

Van Halen è il primo album in studio del gruppo musicale statunitense Van Halen, pubblicato il 10 febbraio 1978 dalla Warner Bros. Records.

Inizialmente si fermò al 19º posto della Billboard 200,[12] tuttavia l'album continuò a vendere in maniera costante negli anni successivi con l'aumentare della popolarità della band, fino ad ottenere la certificazione di disco di diamante dalla RIAA nel 1996 per le oltre dieci milioni di copie vendute negli Stati Uniti.[8]

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1976, i Van Halen cominciarono a registrare le prime demo per il loro album di debutto. Nonostante avessero lavorato per tutto l'anno con Gene Simmons, queste demo non arrivarono nelle mani di alcuna casa discografica fino all'anno successivo. Il chitarrista Eddie van Halen non era molto convinto della qualità del materiale, poiché non l'aveva potuto registrare con il suo equipaggiamento personale.[13] Simmons dovette partire in tour con i Kiss dopo aver registrato le demo, ma promise ai Van Halen che avrebbe trovato loro un contratto discografico non appena tornato dai suoi impegni.[14]

Dopo aver registrato le demo, i Van Halen vennero ingaggiati per alcuni concerti. Durante una serata tutto esaurito nella loro città natale, Pasadena, il gruppo venne notato dal futuro manager Marshall Berle. Lui e l'imprenditore musicale Kim Fowley abbinarono i Van Halen con la band punk rock Venus and the Razorblades per un concerto al famoso locale Whisky a Go Go.[15] Dopo essere stati ben accolti da Berle, la band attirò l'attenzione di Mo Ostin e Ted Templeman della Warner Bros Records. I due rimasero impressionati da un concerto del gruppo al The Starwood e decisero di fargli firmare il loro primo contratto discografico.[16] Le registrazioni dell'album di debutto cominciarono nell'ottobre 1977 e durarono solo tre settimane.[13] Grazie al lavoro del produttore Ted Templeman, la band riuscì a catturare un suono molto vicino a quello "live".[16]

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Il debutto dei Van Halen è considerato una delle pietre miliari dell'hard & heavy statunitense. Ciò che colpisce maggiormente è l'abilità chitarristica di Eddie van Halen, che influenzerà gran parte dei musicisti rock degli anni a venire.[9] Il suo stile si basa sull'utilizzo di tecniche come il tapping e un sapiente uso degli armonici artificiali e delle distorsioni. Tuttavia non risulta mai un virtuosismo fine a se stesso, ma sempre al servizio della melodia e di ritornelli particolarmente orecchiabili.[11] Lo strumentale Eruption è considerato uno degli assoli più importanti di tutti i tempi.[17][18]

Nel 2004 il disco è stato inserito nella classifica di Rolling Stone dei 500 migliori album di tutti i tempi, alla posizione numero 410.[19] Sempre Rolling Stone nel 2013 lo ha inserito nella lista dei 100 migliori album di debutto, alla posizione numero 27.[20]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Testi e musiche di David Lee Roth, Eddie van Halen, Alex van Halen e Michael Anthony, eccetto dove indicato.

  1. Runnin' with the Devil – 3:36
  2. Eruption (strumentale) – 1:42
  3. You Really Got Me – 2:38 (Ray Davies)
  4. Ain't Talkin' 'bout Love – 3:50
  5. I'm the One – 3:47
  6. Jamie's Cryin – 3:31
  7. Atomic Punk – 3:02
  8. Feel Your Love Tonight – 3:43
  9. Little Dreamer – 3:23
  10. Ice Cream Man – 3:20 (John Brim)
  11. On Fire – 3:01

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo[modifica | modifica wikitesto]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Greg Renoff, Van Halen Rising, Toronto, ECW Press, 13 ottobre 2015, p. 279, ISBN 978-1-77041-263-7.
  2. ^ Sunset Sound
  3. ^ (FR) Les Certifications depuis 1973, Infodisc.fr. URL consultato il 25 giugno 2015.
  4. ^ (DE) Gold/Platin Datenbank, Bundesverband Musikindustrie. URL consultato il 25 giugno 2015.
  5. ^ (EN) BRIT Certified, British Phonographic Industry. URL consultato il 25 giugno 2015.
  6. ^ (EN) Gold/Platinum, Music Canada. URL consultato il 25 giugno 2015.
  7. ^ (NL) NVPI - Overzicht Goud/Platina Audio, su NVPI. URL consultato il 25 giugno 2015.
  8. ^ a b (EN) Van Halen – Gold & Platinum, RIAA. URL consultato il 25 giugno 2015.
  9. ^ a b (EN) Stephen Thomas Erlewine, Van Halen, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 14 marzo 2015.
  10. ^ (EN) Gavin Edwards, Van Halen Review, in Rolling Stone, 25 novembre 2004. URL consultato il 14 marzo 2015 (archiviato dall'url originale il 14 febbraio 2008).
  11. ^ a b Van Halen - Van Halen :: Le pietre miliari di Onda Rock
  12. ^ (EN) Van Halen - Chart history, Billboard. URL consultato il 10 novembre 2016.
  13. ^ a b (DE) Volume: Van Halen - Biography and Discography at HardHarderHeavy, su hardharderheavy.de. URL consultato il 30 dicembre 2016.
  14. ^ (EN) Kory Grow, Gene Simmons Talks Lost Seventies Van Halen Demos, su Rolling Stone, 22 marzo 2016. URL consultato il 30 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 23 marzo 2016).
  15. ^ (EN) Greg Renoff, How punk and new wave resurrected Hollywood's legendary Whisky a Go Go in the 1970s, su medium.com. URL consultato il 30 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 1º ottobre 2016).
  16. ^ a b (EN) Brad Tolinski, Guitar World Presents Van Halen, Backbeat Books, 15 aprile 2010.
  17. ^ (EN) Poll Results: Eddie Van Halen's "Eruption" Tops Readers' List of the …, su guitarworld.com, 18 dicembre 2013. URL consultato il 30 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 18 dicembre 2013).
  18. ^ (EN) 50 greatest guitar solos of all time - NME, su nme.com, 6 ottobre 2017. URL consultato il 2 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale l'11 novembre 2017).
  19. ^ Joe Levy, Rolling Stone's 500 Greatest Albums of All Time, First Paperback, 2005, p. 203, ISBN 978-1-932958-61-4.
  20. ^ The 100 Best Debut Albums of All Time, su rollingstone.com. URL consultato il 25 gennaio 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]