Timon e Pumbaa
| Timon e Pumbaa | |
|---|---|
| Universo | Disney |
| Nome orig. | Timon and Pumbaa |
| Lingua orig. | Inglese |
| Autore | Jonathan Roberts |
| Studio | Walt Disney Animation Studios |
| 1ª app. | 2 febbraio 1994 |
| 1ª app. in | Il re leone |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Sesso | Maschio |
| Luogo di nascita | Africa |
| Timon | |
| Voci orig. |
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| Voci italiane |
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| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie | suricato |
| Pumbaa | |
| Voci orig. | |
| Voci italiane |
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| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie | facocero |
Timon e Pumbaa sono due personaggi secondari del film d'animazione Il re leone (1994), prodotto dalla Disney, e dell'omonimo adattamento live action del 2019. Sono inoltre i protagonisti della serie animata Timon e Pumbaa, andata in onda dal 1995 al 1999, e del film direct-to-video a loro dedicato Il Re Leone 3 - Hakuna Matata.
I due personaggi sono rispettivamente un suricato e un facocero, e il loro motto è racchiuso nella celebre espressione in lingua swahili hakuna matata, che significa "senza pensieri". Al loro esordio, Timon e Pumbaa, come molti personaggi comici secondari dei film Disney, furono caratterizzati in modo più caricaturale e accentuato rispetto agli altri animali del film, rappresentati invece in maniera più naturale e sobria.[1] Il loro aspetto fu ideato basandosi sulle caratteristiche fisiche dei rispettivi doppiatori originali, Nathan Lane e Ernie Sabella, i quali, nell'idea originale del film, avrebbero dovuto prestare la voce a due delle tre iene antagoniste.
Consiserati i numerosi paralleli tra Il re leone e l'Amleto di William Shakespeare, i due personaggi sono stati spesso paragonati a Rosencrantz e Guildenstern.[2]
Biografia dei personaggi
[modifica | modifica wikitesto]Origine
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1992, Nathan Lane, doppiatore di Timon, fu invitato a sostenere un'audizione per un progetto Disney che all'epoca portava ancora il titolo provvisorio King of the Jungle. Inizialmente, Lane avrebbe dovuto doppiare le tre iene antagoniste, ma, non volendo affrontare il ruolo da solo, chiese al doppiatore Ernie Sabella di unirsi a lui.[3]
L'audizione impressionò il regista Roger Allers al punto da spingerlo a creare appositamente per loro due nuovi personaggi, affidando loro il ruolo di spalle comiche con l'obiettivo di alleggerire il tono cupo del film. Nei successivi quindici mesi, il duo lavorò alle sessioni di registrazione durante il giorno, per poi tornare a recitare la sera nel musical Guys and Dolls.[3]
Lane ha descritto Timon e Pumbaa come «personaggi runyoneschi», simili a «due tipi della classe operaia di Brooklyn»,[4] dichiarando inoltre che fossero «i primi omosessuali disneyani a raggiungere il grande schermo».[4][5]
Apparizioni in lungometraggi
[modifica | modifica wikitesto]Timon e Pumbaa fanno la loro prima apparizione nel film Il re leone (1994). Dopo che Simba è stato esiliato dalle Terre del Branco, crolla al suolo sfinito nel deserto e viene salvato dagli avvoltoi da Timon e Pumbaa. Il suricato inizialmente è scettico all'idea di tenerlo con sé, ma Pumbaa, di indole gentile, lo convince a cambiare idea, ritenendo che il cucciolo di leone possa difenderli dai predatori.
Quando Simba si risveglia, confida loro la propria tristezza per l'esilio, senza però menzionare la morte del padre Mufasa. Timon gli insegna allora il loro motto, hakuna matata (letteralmente "senza pensieri"), e insieme lo accolgono nella loro casa nella giungla, insegnandogli a nutrirsi di insetti.
Anni dopo, una notte, Simba osserva le stelle insieme ai due amici e ricorda le parole di suo padre. Quando Timon e Pumbaa gli chiedono cosa ne pensi, Simba racconta loro ciò che Mufasa gli aveva detto sui grandi re del passato; i due, tuttavia, non gli credono e ridono, rendendolo ancora più malinconico.
Poco tempo dopo, Pumbaa viene inseguito da Nala, ma viene salvato da Simba. I due giovani leoni si riconoscono e si innamorano, evento che getta Timon e Pumbaa nello sconforto, temendo che Simba non vorrà più trascorrere del tempo con loro. Durante la notte, Nala li sveglia per chiedere dove sia finito Simba; Rafiki li informa quindi che il leone sta tornando alle Terre del Branco. Timon, Pumbaa e Nala lo seguono e lo raggiungono.
Per distrarre le iene, Timon e Pumbaa si esibiscono in un ballo hula, attirando su di sé l'attenzione dei nemici. Partecipano poi alla battaglia finale, durante la quale salvano Zazu. Dopo che Simba riprende il suo posto sul trono, i due amici rimangono alla Rupe dei Re.
Nel secondo film, Il re leone II - Il regno di Simba (1998), Timon e Pumbaa hanno un ruolo meno centrale. Diventano i babysitter di Kiara, la figlia di Simba, e vengono mostrati mentre giocano con Kiara e Kovu, spaventano gli uccelli e vengono inseguiti dai rinoceronti, causando accidentalmente il primo bacio tra i due cuccioli. Nel finale del film aiutano Simba e il suo branco ad affrontare Zira e i Rinnegati.
Nel terzo film, Il re leone 3 - Hakuna Matata (2004), Timon e Pumbaa sono i protagonisti. Il film racconta eventi precedenti e paralleli a quelli del primo Il re leone, mentre i due guardano il film originale in un cinema e decidono di narrare la loro storia.
Si scopre che Timon apparteneva a una colonia di suricati, dalla quale venne esiliato perché incapace di scavare e poco motivato a dedicarsi al lavoro collettivo. Considerato un cattivo esempio dallo zio Max ma compreso dalla madre, Timon abbandona la colonia dopo aver fallito anche come sentinella, provocando involontariamente un attacco delle iene Shenzi, Banzai e Ed.
Durante il suo vagabondare incontra Pumbaa, anch'egli emarginato dagli altri animali e rimasto isolato a causa dei suoi problemi di flatulenza. Alla ricerca di una casa, i due attraversano diversi luoghi, tra cui la Rupe dei Re, il Cimitero degli Elefanti e una gola attraversata da una gigantesca carica di gnu, fino a giungere in una rigogliosa giungla, dove incontrano Simba, evento che cambia radicalmente la loro vita.
Dopo aver appreso la verità da Nala e Rafiki, Timon, sentendosi tradito dai suoi amici, rimane nella giungla mentre Pumbaa segue Simba e Nala; Rafiki riesce però a fargli comprendere l'importanza dell'amicizia. Nel frattempo Timon ritrova la madre e lo zio Max, che lo aiutano, insieme a Pumbaa, a sconfiggere le iene. Alla fine Timon comprende il valore della famiglia e della propria casa, portando l'intera colonia di suricati nella giungla. Il film si conclude con Timon (seppur controvoglia) e Pumbaa pronti a rivedere il film insieme ad altri personaggi Disney.
Nel remake fotorealistico Il re leone (2019), Timon e Pumbaa appaiono nuovamente come comprimari di Simba: lo aiutano a distrarsi dal passato grazie alla filosofia dell'hakuna matata e successivamente lo affiancano nella riconquista del regno. Viene inoltre mostrato che vivono nella giungla insieme ad altri animali.
In Mufasa - Il re leone (2024), Timon e Pumbaa compaiono come tutori di Kiara e ascoltano, insieme alla giovane leonessa, il racconto di Rafiki sulle origini di Mufasa e Scar.
Apparizioni televisive
[modifica | modifica wikitesto]Il duo è protagonista della serie animata a loro dedicata Timon e Pumbaa, composta da 85 episodi (per un totale di 168 segmenti) suddivisi in tre stagioni, prodotta dal 1995 al 1999. La serie, ambientata dopo gli eventi del primo film, segue Timon e Pumbaa nelle loro avventure in giro per il mondo, durante le quali dimostrano di saper parlare e farsi comprendere anche dagli esseri umani. Degno di nota è il fatto che vengano rivelati i cognomi dei due personaggi: Berkowitz per Timon e Smith per Pumbaa.
Timon e Pumbaa fanno inoltre diverse apparizioni nella serie House of Mouse - Il Topoclub e nei film Topolino e i cattivi Disney e Il bianco Natale di Topolino - È festa in casa Disney, in cui compaiono come ospiti del locale.
Nel film televisivo The Lion Guard - Il ritorno del ruggito (2015) si scopre che Timon e Pumbaa hanno adottato il tasso del miele Bunga; inizialmente, i due si mostrano indecisi riguardo alla possibilità che egli entri a far parte della Guardia del Leone.
Nella serie The Lion Guard (2016-2019), Timon e Pumbaa compaiono frequentemente come spalle comiche. Talvolta vengono ancora mostrati nella giungla, mentre solo in alcune occasioni appaiono insieme a Simba e alla famiglia reale. I due sono molto affezionati a Bunga e in un episodio viene raccontato come i tre si siano conosciuti.
Timon e Pumbaa appaiono infine come protagonisti anche nei cortometraggi educativi Disney Tutti pazzi per la sicurezza.
Cortometraggi
[modifica | modifica wikitesto]Timon e Pumbaa appaiono nel cortometraggio Once Upon a Studio (2023), come parte del gruppo di personaggi che si riunisce per una foto collettiva in occasione delle celebrazioni del centenario della Disney.
Apparizioni teatrali
[modifica | modifica wikitesto]Il duo appare nel musical The Lion King. L'attore che interpreta Timon indossa un costume verde, con trucco e parrucca dello stesso colore, concepiti per mimetizzarsi con l'ambiente di molte sue scene, e manovra una marionetta in stile bunraku dalle fattezze del suricato. La testa della marionetta è collegata a quella dell'attore tramite fili invisibili, mentre la bocca è controllata manualmente; le braccia sono invece manovrate mediante bastoncini. I piedi della marionetta sono fissati a quelli dell'attore, consentendole di camminare in modo sincronizzato.
Per Pumbaa viene utilizzata una marionetta "indossata", con l'attore posizionato all'interno della struttura: egli controlla la bocca e la lingua del facocero con le braccia. Le orecchie sono fissate alle spalle dell'attore, mentre le sue gambe fungono da zampe anteriori del personaggio. L'attore indossa inoltre una parrucca a moicana, che rappresenta la criniera di Pumbaa.[6]
Caratterizzazione
[modifica | modifica wikitesto]Timon
[modifica | modifica wikitesto]Timon è un suricato intelligente e scaltro che si autodefinisce il "cervello" del duo, sebbene non sia ingegnoso quanto vorrebbe far credere. Spesso, infatti, rivendica come proprie le idee di Pumbaa ed è molto più impulsivo rispetto al compagno. Ha un carattere spiccatamente spiritoso, altruista e spensierato, ma talvolta anche egoista; tuttavia dimostra regolarmente di avere un cuore buono ed è disposto a fare qualsiasi cosa per aiutare i suoi amici.
A differenza della maggior parte dei suricati, noti per una vita sociale rigidamente organizzata e laboriosa, Timon è un pigro sognatore e non sopporta lo stile di vita che considera claustrofobico del proprio branco. Per questo motivo decide di auto-esiliarsi dalla colonia. Nella serie animata Timon e Pumbaa emerge inoltre un lato più scorbutico e cinico del personaggio.
A causa della sua bassa posizione nella catena alimentare, Timon ha un'indole piuttosto pavida e fa spesso affidamento sulla protezione di animali più grandi, come Pumbaa e Simba. Nei momenti di reale pericolo, tuttavia, dimostra grande coraggio e lealtà, arrivando a rischiare la propria vita per loro. Cammina costantemente su due zampe, a differenza dei veri suricati, che possono sollevarsi sulle zampe posteriori ma non mantenere stabilmente questa postura. In origine svolgeva il ruolo di sentinella nella colonia, ma dopo aver commesso un grave errore comprende di non appartenere a quel gruppo e sceglie di allontanarsene, evento che lo porterà all'incontro con Pumbaa.
Timon non sopporta Nala, in particolare nel primo film e nello spin-off dedicato a lui e Pumbaa, poiché la ritiene responsabile della fine del trio "Hakuna Matata": secondo lui, infatti, la leonessa avrebbe fatto perdere la testa a Simba, diventandone la compagna e sottraendolo alla loro amicizia. Inoltre non le perdona di aver tentato di mangiare lui e Pumbaa al loro primo incontro.
Mike Surrey, supervisore dell'animazione di Timon, cercò di incorporare nel personaggio alcuni tratti di Nathan Lane, notando in particolare le sue sopracciglia molto mobili e inclinate verso l'alto, che contribuivano a un'espressività fortemente "cartoonesca". Surrey prese inoltre spunto dal modo in cui Lane alzava le spalle e gesticolava con le mani. Lane descrisse Timon come un «ragazzino esuberante e allegro» che trova in Pumbaa una sistemazione ideale, senza però chiarire esplicitamente la profondità del loro legame.
L'attore insinuò scherzosamente che il personaggio fosse ebreo, osservando: «Non lo avete visto baciare la mezuzah sull'alberello?» e facendo riferimento all'esclamazione «Carnivores! Oy!», pronunciata quando Nala lo sveglia. In merito a questa interpretazione, il regista Roger Allers dichiarò di non averci riflettuto intenzionalmente, pur riconoscendo che Timon presenta tratti tipici di New York, come battute rapide e sguardi furbi. Il co-regista Rob Minkoff aggiunse che, qualora fosse presente un sottotesto di questo tipo, non era stato deliberatamente voluto.[4]
Nel remake del 2019, Billy Eichner ha scelto di rendere Timon più apertamente gay, ispirandosi al coming out di Nathan Lane e con l'intento di contribuire alla normalizzazione della presenza di personaggi omosessuali nei film destinati a un pubblico infantile.[7] In questa versione, Timon assume inoltre una postura più quadrupede rispetto all'originale, che era maggiormente antropomorfizzato.[8]
Pumbaa
[modifica | modifica wikitesto]Pumbaa è un facocero. Il suo nome, nel dialetto swahili di Dar es Salaam, significa «stupefatto» o «spaventato», mentre nelle varianti linguistiche di Zanzibar e Pemba può assumere il significato di «scemo» o «pazzo».[9]
È dotato di un carattere estremamente buono, gentile e affabile, e si preoccupa profondamente per i suoi amici. Sebbene manifesti un'ingenuità quasi infantile, spesso scambiata per stupidità, Pumbaa è in realtà più intelligente di quanto appaia. Ha frequenti intuizioni brillanti e idee perspicaci che Timon, con grande spudoratezza, tende ad attribuirsi. È costantemente affamato di insetti e il suo tratto più caratteristico sono le flatulenze dall'odore pestilenziale, capaci di mettere fuori combattimento o in fuga chiunque. Proprio a causa di questo problema, in gioventù veniva evitato dagli altri animali, circostanza che lo costrinse a un isolamento forzato fino all'incontro casuale con Timon.
Pumbaa sembra inoltre possedere una forza notevole, seppur inferiore a quella di un leone: in almeno un'occasione è riuscito a mettere in fuga da solo Shenzi, Banzai ed Ed. Un aspetto del suo carattere che lo fa andare letteralmente su tutte le furie è l'essere chiamato «maiale»: quando viene apostrofato in questo modo reagisce con violenza, pretendendo di essere chiamato «Signor Maiale».
Il supervisore dell'animazione di Pumbaa, Tony Bancroft, aveva inizialmente richiesto di occuparsi di Zazu, avendo già animato il personaggio di Iago in Aladdin. Quando gli venne invece affidata l'animazione di Pumbaa, Bancroft trascorse circa sei mesi studiando i facoceri, nel tentativo di rendere il personaggio esteticamente gradevole, poiché, a suo dire, «sono davvero gli esseri più brutti del regno animale». Per l'aspetto del personaggio si ispirò ai tratti di Ernie Sabella, ponendo particolare enfasi sul sorriso, e gli attribuì una chioma ispirata a quella di Rod Stewart.[10]
Nel descrivere il personaggio, Bancroft citò la scena in cui Pumbaa riflette sulla natura delle stelle, affermando che essa dimostra come il personaggio «non sia stupido, ma semplicemente un animale innocente guidato da Timon».[10] Sabella, dal canto suo, ha descritto Pumbaa come «molto più intelligente di Timon», sottolineando però che nessuno tende ad ascoltarlo.[3] Per la voce del personaggio, l'attore trasse ispirazione da Michael V. Gazzo nel film Il padrino - Parte II.[11]

Altri media
[modifica | modifica wikitesto]Videogiochi
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1995 viene pubblicato il videogioco party Timon & Pumbaa: Giochi nella giungla, sviluppato dalla 7th Level, che ha come protagonisti i due amici.
Timon e Pumbaa appaiono inoltre nel videogioco Kingdom Hearts II.
Walt Disney Parks and Resorts
[modifica | modifica wikitesto]Corti educativi
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) L. Lönroth, "I don't have a skull... Or bones": Minor Characters in Disney Animation, in SAGE journals, vol. 16, n. 1-2, 2021, DOI:10.1177/17468477211025666.
- ↑ (EN) Keith A. Spencer, We just solved a major mystery in the "Lion King" franchise, su Salon.com, 10 agosto 2019. URL consultato il 22 novembre 2022.
- 1 2 3 (EN) Jim Hill, Ernie Sabella shares his 25-year history of voicing Pumbaa the warthog for Disney’s "The Lion King", su Huffington Post, 4 ottobre 2017. URL consultato il 31 ottobre 2022.
- 1 2 3 (EN) David Denicolo, A Pair of Runyon Guys Roam the Serengeti, su New York Times, 12 giugno 1994. URL consultato il 1º novembre 2022.
- ↑ Giuseppe Ballaris, Attenti al leone, è un re di denari. Cade un tabù: nel film ci sono due personaggi omosex, su La Stampa, 14 giugno 1994. URL consultato il 1º novembre 2022.
- ↑ (EN) The Lion King Production Notes (PDF), su Lionkingeducation.co.uk. URL consultato il 19 novembre 2022.
- ↑ (EN) Adam B. Vary, Billy Eichner Wants More LGBTQ Characters In Animated Movies, su BuzzFeed News, 13 luglio 2019. URL consultato il 1º novembre 2022.
- ↑ Il Re Leone in live action: le curiosità sul cartone Disney, dai doppiatori italiani alle canzoni, su Fanpage.it, 2 gennaio 2023. URL consultato il 23 aprile 2023.
- ↑ Arminio Savioli, Simba e Rafiki, le lingue del Re Leone (PDF), su L'Unità, 29 novembre 1994. URL consultato il 3 novembre 2022.
- 1 2 Carlo Alberto Montori, Il re leone 3d: Parla Tony Bancroft, il papà di Pumbaa, su Comicus, 10 novembre 2011. URL consultato il 31 ottobre 2022.
- ↑ (EN) Joe Deckelmeier, The Lion King Actor Explains Timon & Pumbaa's Chemistry, su Screenrant, 28 agosto 2017. URL consultato il 1º novembre 2022.
Altri progetti
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