Thymus pulegioides
| Timo goniotrico | |
|---|---|
| Stato di conservazione | |
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superasteridi |
| (clade) | Asteridi |
| (clade) | Euasteridi |
| (clade) | Lamiidi |
| Ordine | Lamiales |
| Famiglia | Lamiaceae |
| Sottofamiglia | Nepetoideae |
| Tribù | Mentheae |
| Sottotribù | Menthinae |
| Genere | Thymus |
| Specie | T. pulegioides |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Sottoregno | Tracheobionta |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Asteridae |
| Ordine | Lamiales |
| Famiglia | Lamiaceae |
| Genere | Thymus |
| Specie | T. pulegioides |
| Nomenclatura binomiale | |
| Thymus pulegioides L., 1753 | |
| Sinonimi | |
| Nomi comuni | |
|
Timo falso poleggio | |
| Sottospecie | |
Il timo goniotrico (Thymus pulegioides L., 1753) è una pianta perenne della famiglia delle Lamiacee.[1]
Etimologia
[modifica | modifica wikitesto]Il nome generico (Thymus) deriva da un antico nome greco usato da Teofrasto (371 – 287 a.C.), filosofo e botanico greco antico, discepolo di Aristotele, autore di due ampi trattati botanici, per una pianta profumata utilizzata come incenso nei sacrifici.[2][3]
L'epiteto specifico (pulegioides) significa letteralmente "simile al pulegium"; pulegium è il nome di una pianta le cui foglie bruciate uccidono le pulci, secondo il naturalista romano Gaio Plinio Secondo (23 – 79 d.C.).[4][5]
Il nome scientifico della specie è stato definito da Linneo (1707 – 1778) nella pubblicazione "Species Plantarum - 2: 592. 1753" del 1753.[6][7]
Descrizione
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Queste piante arrivano ad una altezza di 20 – 30 cm. La forma biologica è camefita reptante (Ch rept), sono piante che si distinguono per l'accrescimento degli organi aderente al suolo, con carattere strisciante. Possono essere presenti anche forme biologiche tipo camefita suffruticosa (Ch suffr), piante perenni e legnose alla base, con gemme svernanti poste ad un'altezza dal suolo tra i 2 ed i 30 cm (le porzioni erbacee seccano annualmente e rimangono in vita soltanto le parti legnose). In queste piante sono presenti delle ghiandole essenziali.[3][8][9][10][11][12]
Radici
[modifica | modifica wikitesto]Le radici sono del tipo fascicolato.
Fusto
[modifica | modifica wikitesto]La parte aerea del fusto è pseudorepente (portamento suberetto o lievemente prostrato). Il fusto è tetragono, con una sezione quadrangolare, a causa della presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici. I peli del fusto sono deflessi (inclinati verso il basso) lunghi 0,2 - 0,3 mm e del tipo goniotrico(si trovano solamente sui quattro angoli del fusto).
Foglie
[modifica | modifica wikitesto]Le foglie, picciolate, lungo il fusto sono disposte in modo opposto (in genere a 2 a 2) e ogni coppia successiva è disposta ad angolo retto rispetto alla sottostante. La forma varia da ovata a lanceolata. La proporzione fra larghezza/lunghezza varia da 1:2 a 1:3. Le foglie in genere sono subuguali tra di loro o progressivamente rimpicciolite verso l'apice. La consistenza è coriacea e la superficie è glabra con nervi deboli (sono poco rilevanti è più o meno verdi). I fascetti basali e le stipole sono assenti.
Infiorescenza
[modifica | modifica wikitesto]Le infiorescenze sono formate da alcuni fiori raccolti in verticilli spicati eretti a forma da sferica a ovoide (le infiorescenze si trovano nella porzione superiore dei fusti). I verticilli sono terminali o (nel caso di infiorescenze allungate) ascellari distribuiti lungo il fusto più o meno spaziati. Le brattee dell'infiorescenza sono simili alle foglie.
Fiore
[modifica | modifica wikitesto]I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetrameri (4-ciclici), ossia con quattro verticilli (calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (5-meri: la corolla e il calice, ossia il perianzio, sono a 5 parti).
- Il calice del fiore è del tipo gamosepalo e più o meno bilabiato (zigomorfo), con forme campanulate (convesso sul dorso) e terminate con 5 denti acuti disuguali: tre denti per il labbro superiore; due denti per quello inferiore. La superficie del calice, pubescente, è percorsa da una decina (10 - 13) di nervature longitudinali. Le fauci sono pelose per peli cotonosi e candidi. Lunghezza del calice: 3 – 5 mm.
- La corolla, gamopetala, è a simmetria bilabiata (zigomorfa con struttura 1/3) terminante con 4 lobi patenti (due petali sono concresciuti). Il tubo è cilindrico-campanulato ed è ricoperto in parte dal calice. Il labbro superiore è piegato all'insù; il labbro inferiore ha tre lobi oblunghi. I lobi sono appena smarginati. Il colore varia da rosa a purpureo. Lunghezza della corolla: 5 – 6 mm.
- Androceo: gli stami sono quattro (manca il mediano, il quinto) didinami (una coppia è più lunga); sono tutti fertili e sporgono spaziati dal tubo corollino. I filamenti, adnati alla corolla, sono divergenti e ravvicinati al labbro superiore della corolla. Le antere, hanno forme più o meno arrotondate, mentre le teche sono due e separate. I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato.
- Gineceo: l'ovario è supero formato da due carpelli saldati (ovario bicarpellare) ed è 4-loculare per la presenza di falsi setti divisori all'interno dei due carpelli. La placentazione è assile. Gli ovuli sono 4 (uno per ogni presunto loculo), hanno un tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).[13] Lo stilo inserito alla base dell'ovario (stilo ginobasico) è del tipo filiforme e più o meno lungo come gli stami. Lo stigma è bifido con lobi subuguali. Il nettario è un disco alla base e intorno all'ovario più sviluppato anteriormente e ricco di nettare.
- Fioritura: fiorisce nel periodo che va da (aprile) maggio a agosto.
Frutti
[modifica | modifica wikitesto]Il frutto è uno schizocarpo composto da 4 nucule (tetrachenio) secche, con forme da ovoidi a oblunghe, con superficie liscia e glabra. L'endosperma è scarso o assente.
Biologia
[modifica | modifica wikitesto]Riproduzione
[modifica | modifica wikitesto]Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti tipo ditteri e imenotteri, raramente lepidotteri (impollinazione entomogama).[9][14]
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).
Tassonomia
[modifica | modifica wikitesto]La famiglia delle Lamiacee comprende circa 220 generi e quasi 7000 specie[11][15]. La famiglia è suddivisa in 12 sottofamiglie: il genere Thymus fa parte della sottofamiglia Nepetoideae (tribù Mentheae, sottotribù Menthinae).[8][16]
Il numero cromosomico di T. pulegioides (subsp. pulegioides) è: 2n = 28.[17]
Sottospecie
[modifica | modifica wikitesto]Sono note le seguenti sottospecie:[1][18]
- Thymus pulegioides subsp. effusus (Host) Ronniger
- Thymus pulegioides subsp. montanus (Trevir.) Ronniger
- Thymus pulegioides subsp. pulegioides
- Sottospecie non riconosciute
- Thymus pulegioides subsp. chamaedrys (Fr.) Litard. = Thymus pulegioides subsp. pulegioides
- Thymus pulegioides subsp. pannonicus (All.) Kerguélen = Thymus pannonicus All.
- Thymus pulegioides subsp. pilisiensis (Borbás) ined. = Thymus × porcii Borbás
Sottospecie effusus
[modifica | modifica wikitesto]- Nome scientifico: Thymus pulegioides subsp. effusus (Host) Ronniger, 1936
- Basionimo: Thymus effusus Host
- Descrizione: il fusto è lungamente strisciante.
- Distribuzione: Francia e Penisola Balcanica (non è presente in Italia).[19]
Sottospecie montanus
[modifica | modifica wikitesto]- Nome scientifico: Thymus pulegioides subsp. montanus (Benth.) Ronniger, 1930.
- Basionimo: Thymus serpyllum var. montanus Benth.
- Descrizione: il fusto è brevemente strisciante o suberetto; le narvature delle foglie sono più rilevanti; il tubo del calice spesso è glabro.
- Distribuzione: in Italia è presente solamente nella regione Friuli-Venezia Giulia.[20] Nel resto dell'Europa si trova in Francia e nella Penisola Balcanica.[21]
Sottospecie pulegioides
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(Distribuzione regionale[20] – Distribuzione alpina[22])
- Nome scientifico: Thymus pulegioides subsp. pulegioides.
- Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Eurasiatico.
- Distribuzione: in Italia è una sottospecie rara e si trova soprattutto al Nord. Sulle Alpi è ovunque presente. Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nella Foresta Nera, Vosgi, Massiccio del Giura, Massiccio Centrale, Pirenei e Carpazi.[22] Nel resto dell'Europa si trova dalla Penisola Iberica alla Russia e dalla Scandinavia alla Grecia.[23] Thynus pulegioides è presente anche in Canada.[24]
- Habitat: l'habitat tipico per questo taxon sono i prati aridi su silice, anche pietrosi e prati e pascoli mesofili. Il substrato preferito è calcareo ma anche siliceo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco.[22]
- Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 2200 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano, subalpino e in parte quello alpino (oltre a quello planiziale – a livello del mare).
- Fitosociologia: dal punto di vista fitosociologico alpino questa sottospecie appartiene alla seguente comunità vegetale:[22]
- Formazione: delle comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche
- Classe: Festuco-Brometea
- Ordine: Brometalia erecti
- Alleanza: Mesobromion
Ibridi
[modifica | modifica wikitesto]La specie di questa voce forma i seguenti ibridi:
- Thymus × henryi Ronniger - ibrido con la sottospecie Thymus praecox subsp. britannicus.[25]
- Thymus × pseudoalpestris Ronniger ex Nachychko - ibrido con la specie Thymus alpestris.[26]
Variabilità interspecifica e specie simili
[modifica | modifica wikitesto]Il genere Thymus è molto difficile da "trattare" in quanto le varie specie sono molto simili ad un esame superficiale. Solamente dopo una analisi completa del portamento compreso l'apice vegetativo e i rami laterali è possibile identificare un campione.[10] Fondamentalmente si possono trovare tre tipi di portamento:
- (1) "repente": i fusti sono striscianti e radicanti ai nodi e terminano con un apice solamente foglioso (i fiori si trovano solamente sui rami laterali eretti);
- (2) "pseudorepente": come sopra ma tutti gli apici sono fioriferi;
- (3) "suberetto": il fusto è brevemente strisciante e tutti gli apici sono fioriferi.
Importante nell'identificare le varie specie è anche il riconoscimento del carattere dei peli lungo il fusto: tipo, lunghezza e distribuzione. In particolare si riconoscono tre tipi di distribuzione dei peli:
- "olotrica": i peli sono distribuiti tutto intorno al fusto;
- "anfitrica": i peli si trovano solamente sulle facce opposte, alternate ad ogni internodo;
- "goniotrica": i peli sono presenti solamente sugli angoli del fusto.
Anche il tipo di nervatura delle foglie è soggetta a variabilità interspecifica. Si distinguono nervature "forti" quando i nervi sono più sporgenti e colorati diversamente (paglierino) rispetto alla superficie della foglia; e nervature "deboli" per nervi meno rilevanti e colorati più o meno di verde come le foglie.
La pianta di questa voce fa parte del Gruppo di Thymus serpyllum (Serpillo, Serpolino e Pepolino) comprendente (relativamente alla flora spontanea del territorio italiano) le seguenti specie (oltre a Thymus pulegioides): Thymus kosteleckyanus Opiz, Thymus praecox Opiz, Thymus glabrescens Willd., Thymus oenipontanus Heinr. Braun, Thymus thracicus Velen., Thymus longicaulis C. Presl e Thymus alpestris Tausch ex A.Kern. (la specie principale Thymus serpyllum non è presente in Italia). Le specie di questo gruppo sono molto simili tra di loro e spesso vengono confuse le une con le altre; i caratteri comuni a questo gruppo sono:[10]
- la forma biologica può essere sia camefita reptante (Ch rept) che camefita suffruticosa (Ch suffr): nel primo caso gli organi sono aderenti al suolo, con carattere strisciante, nel secondo caso sono piante perenni e legnose alla base, con gemme svernanti poste ad un'altezza dal suolo tra i 2 ed i 30 cm (le porzioni erbacee seccano annualmente e rimangono in vita soltanto le parti legnose); spesso si trovano forme intermedie;
- i fusti sono legnosi alla base, più o meno prostrati o striscianti e spesso radicanti ai nodi;
- le foglie hanno una consistenza coriacea; la pelosità è variabile;
- le infiorescenze sono dense con forme da sferiche a ovali, più o meno allungate; gli apici fioriferi sono eretti;
- il calice è lungo 3 – 5 mm; la fauci sono ricoperte da un ciuffo di peli bianchi e cotonosi;
- il colore della corolla è da purpureo a rosa; la corolla è lunga 5 – 6 mm;
- il frutto è incluso nel calice che è persistente;
L'habitat tipico per queste specie sono i prati aridi di tipo steppico, le pietraie e le rupi soleggiate.
Sandro Pignatti della "Flora d'Italia" elenca, come specie simili a quella di questa voce, la specie Thymus ovatus Millerr (ora considerata sinonimo di T. pulegioides[27]) e la specie Thymus subcitratus Schreber (ora considerata sinonimo di Thymus serpyllum L.[28])
Sinonimi
[modifica | modifica wikitesto]L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più comuni:[1]
- Serpyllum chamaedrys (Fr.) Fourr.
- Serpyllum lanuginosum (Mill.) Fourr.
- Thymus alpestris var. praeflorens Ronniger
- Thymus callitrichifolius Sennen
- Thymus chamaedrys Fr.
- Thymus chamaedrys var. glabratus (Hoffmanns. & Link) Lange
- Thymus chamaedrys var. mughicolus Beck
- Thymus chamaedrys var. parvifolius Opiz ex Borbás
- Thymus chamaedrys var. rochelianus (Celak.) Nyman
- Thymus delicatulus Sennen
- Thymus flexicaulis Sennen
- Thymus glaber Mill.
- Thymus glabratus Hoffmanns. & Link
- Thymus jaquetianus (Ronniger) Debray
- Thymus juranyianus Borbás
- Thymus lanuginosus Mill.
- Thymus mughicolus (Beck) Dalla Torre
- Thymus oreus Charb.
- Thymus ovatus Mill.
- Thymus pallens Opiz ex Déségl.
- Thymus parvifolius Opiz ex Déségl.
- Thymus porcii Borbás
- Thymus porcii f. juranyianus (Borbás) Gusul.
- Thymus praeflorens (Ronniger) G.H.Loos
- Thymus pulegioides var. adscendens (Wimm. & Grab.) Cap
- Thymus pulegioides var. alsaticus Debray
- Thymus pulegioides var. calciphilus Debray
- Thymus pulegioides subsp. chamaedrys (Fr.) Gusul.
- Thymus pulegioides f. halensis (Lyka) P.A.Schmidt
- Thymus pulegioides var. jaquetianus Ronniger
- Thymus pulegioides var. parvifolius (Opiz ex Borbás) P.A.Schmidt
- Thymus pulegioides var. praeflorens (Ronniger) P.A.Schmidt
- Thymus pulegioides var. retzianus Debray
- Thymus pulegioides var. scleroderma Briq. ex Debray
- Thymus pulegioides subsp. similialpestris Debray
- Thymus pulegioides var. toutonii Debray
- Thymus pulegioides subsp. ucrainicus Klokov & Des.-Shost.
- Thymus pulegioides var. verbanensis Ronniger ex Debray
- Thymus pulegioides var. viridis (Celak.) P.A.Schmidt
- Thymus rochelianus Celak.
- Thymus serpyllum var. adscendens Wimm. & Grab.
- Thymus serpyllum f. adscendens (Wimm. & Grab.) Lyka
- Thymus serpyllum var. chamaedrys (Fr.) K.Koch
- Thymus serpyllum subsp. chamaedrys (Fr.) Schübl. & G.Martens
- Thymus serpyllum subsp. chamaedrys (Fr.) Celak.
- Thymus serpyllum f. conglomeratus Lyka
- Thymus serpyllum var. conglomeratus (Lyka) Lyka
- Thymus serpyllum f. csatoi Lyka
- Thymus serpyllum f. elatior Lyka
- Thymus serpyllum f. glaber (Mill.) Lyka
- Thymus serpyllum var. glaber (Mill.) Lyka
- Thymus serpyllum f. halensis Lyka
- Thymus serpyllum var. helveticus Lyka
- Thymus serpyllum subsp. jaquetianus (Ronniger) O.Bolòs & Vigo
- Thymus serpyllum var. miedeanus Lyka
- Thymus serpyllum var. minutus Lyka
- Thymus serpyllum f. noricus Lyka
- Thymus serpyllum var. ovatus (Mill.) Briq.
- Thymus serpyllum f. ovatus (Mill.) Lyka
- Thymus serpyllum subsp. ovatus (Mill.) Briq.
- Thymus serpyllum f. pallens (Opiz ex Déségl.) Lyka
- Thymus serpyllum var. pallens (Opiz ex Déségl.) Lyka
- Thymus serpyllum var. parviflorus Becker
- Thymus serpyllum var. parvifolius (Opiz ex Borbás) Briq.
- Thymus serpyllum f. parvifolius (Opiz ex Borbás) Lyka
- Thymus serpyllum f. porcii (Borbás) Lyka
- Thymus serpyllum var. praelongus Briq.
- Thymus serpyllum f. procerus Lyka
- Thymus serpyllum f. rochelianus (Celak.) Lyka
- Thymus serpyllum f. sylvestris Lyka
- Thymus serpyllum subsp. viridis Celak.
- Thymus sylvestris Schreb.
- Thymus ucrainicus (Klokov & Des.-Shost.) Klokov
- Serpyllum chamaedrys (Fr.) Fourr.
- Thymus chamaedrys Fr.
- Thymus serpyllum subsp. chamaedrys (Fr.) Schübl. & G. Martens
- Thymus serpyllum var. chamaedrys (Fr.) Piré & f. Mull.
- Thymus mughicolus (Beck) Dalla Torre
- Thymus ovatus Mill.
- Thymus parvifolius Opiz ex Déségl.
- Thymus rochelianus Čelak.
- Thymus sylvestris Schreb.
- Thymus ucrainicus (Klokov & Des.-Shost.) Klokov
- Thymus pulegioides subsp. similialpestris Debray
- Thymus pulegioides subsp. ucrainicus Klokov & Des.-Shost.
- Thymus serpyllum subsp. ovatus (Mill.) Briq.
- Thymus chamaedrys var. mughicolus Beck
- Thymus chamaedrys var. parvifolius Borbás
- Thymus chamaedrys var. rochelianus (Čelak.) Nyman
- Thymus chamaedrys var. vestitus Lange
- Thymus pulegioides var. parvifolius (Borbás) P. A. Schmidt
- Thymus pulegioides var. vestitus (Lange) Jalas
- Thymus serpyllum var. ovatus (Mill.) Briq.
- Thymus serpyllum var. parvifolius (Borbás) Briq.
- Thymus serpyllum var. praelongus Briq.
- Thymus serpyllum f. ovatus (Mill.) Lyka
- Thymus serpyllum f. parvifolius (Borbás) Lyka
- Thymus serpyllum f. rochelianus (Čelak.) Lyka
- Thymus serpyllum f. sylvestris Lyka
Sinonimi della sottospecie effusus[29]
- Thymus effusus Host
- Thymus serpyllum f. amarantoides Lyka
- Thymus serpyllum f. capitulifer Lyka
- Thymus serpyllum subsp. effusus (Host) Lyka
- Thymus serpyllum f. exiguus Lyka
- Thymus serpyllum f. expansus Lyka
- Thymus serpyllum f. justinii Lyka
- Thymus serpyllum f. longibardus Lyka
Sinonimi della sottospecie montanus[30]
- Thymus amplificatus (Schur) Dalla Torre & Sarnth.
- Thymus chamaedrys subsp. montanus (Benth.) Nyman
- Thymus clandestinus Schur
- Thymus danubialis (Simonk.) Simonk.
- Thymus enervius Klokov
- Thymus istriacus Heinr.Braun
- Thymus montanus Waldst. & Kit.
- Thymus montanus var. amplificatus Schur
- Thymus montanus var. danubialis Simonk.
- Thymus montanus var. flos-cuculi (Lyka) Ronniger
- Thymus montanus f. punctatus K.Malý
- Thymus parviflorus Opiz
- Thymus pulegioides var. barbulatus (Borbás ex Ronniger) Cap
- Thymus pulegioides var. clandestinus Ronniger
- Thymus pulegioides var. danubialis (Simonk.) Ronniger
- Thymus pulegioides var. imberbis (Lyka) Ronniger
- Thymus pulegioides var. istriacus (Heinr.Braun) Ronniger
- Thymus pulegioides var. parviflorus (Formánek) Ronniger
- Thymus pulegioides var. prolongatus Ronniger
- Thymus pulegioides var. rupicola Ronniger
- Thymus pulegioides var. succinifer Ronniger
- Thymus serpyllum f. danubialis (Simonk.) Lyka
- Thymus serpyllum f. eunervius Lyka
- Thymus serpyllum f. flos-cuculi Lyka
- Thymus serpyllum f. idae Lyka
- Thymus serpyllum f. imberbis Lyka
- Thymus serpyllum f. istriacus (Heinr.Braun) Lyka
- Thymus serpyllum f. margittaianus Lyka
- Thymus serpyllum var. montanus Benth.
- Thymus serpyllum subsp. montanus (Benth.) Arcang.
- Thymus serpyllum subsp. montanus Archang.
Usi
[modifica | modifica wikitesto]Farmacia
[modifica | modifica wikitesto]Secondo la medicina popolare questa pianta ha le seguenti proprietà medicamentose:[31]
- antisettica (proprietà di impedire o rallentare lo sviluppo dei microbi);
- disinfettante: disattiva i microrganismi quali, batteri, virus, funghi, protozoi, spore;
- deodorante: preparazione cosmetica che ha lo scopo di evitare la formazione di sgradevoli odori corporei;
- espettorante (favorisce l'espulsione delle secrezioni bronchiali).
Cucina
[modifica | modifica wikitesto]In cucina questa pianta è usata come condimento.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 (EN) Thymus pulegioides, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 03/02/2026.
- ↑ David Gledhill 2008, pag. 379.
- 1 2 Motta 1960, Vol. 3, pag. 841.
- ↑ David Gledhill 2008, pag. 320.
- ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 19 febbraio 2017.
- ↑ BHL - Biodiversity Heritage Library, su biodiversitylibrary.org. URL consultato il 19 febbraio 2017.
- ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 19 febbraio 2017.
- 1 2 Kadereit 2004, pag. 238.
- 1 2 3 Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 7 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- 1 2 3 Pignatti 1982, vol. 2, pag. 493.
- 1 2 3 Judd 2007, pag. 504.
- ↑ Strasburger 2007, pag. 850.
- ↑ Musmarra 1996.
- ↑ Pignatti 1982, vol. 2, pag. 437.
- ↑ (EN) Accepted genera of Lamiaceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 29/01/2026.
- ↑ Olmstead 2021.
- ↑ Tropicos Database, su tropicos.org. URL consultato il 20 febbraio 2017.
- ↑ EURO MED - PlantBase, su ww2.bgbm.org. URL consultato il 20 febbraio 2017.
- ↑ EURO MED - PlantBase, su ww2.bgbm.org. URL consultato il 20 febbraio 2017.
- 1 2 Conti et al. 2005, pag. 175.
- ↑ EURO MED - PlantBase, su ww2.bgbm.org. URL consultato il 20 febbraio 2017.
- 1 2 3 4 Aeschimann et al. 2004, vol. 2, pag. 152.
- ↑ EURO MED - PlantBase, su ww2.bgbm.org. URL consultato il 20 febbraio 2017.
- ↑ Bortolucci, pag. 1.
- ↑ (EN) Thymus × henryi, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 03/02/2026.
- ↑ (EN) Thymus × pseudoalpestris, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 03/02/2026.
- ↑ (EN) Thymus ovatus, su WFO The World Flora Online. URL consultato il 25 novembre 2025 (archiviato il 28 luglio 2020).
- ↑ (EN) Thymus subcitratus, su WFO The World Flora Online. URL consultato il 25 novembre 2025 (archiviato il 12 marzo 2022).
- ↑ (EN) Thymus pulegioides subsp. effusus, su WFO The World Flora Online. URL consultato il 25 novembre 2025 (archiviato il 28 luglio 2020).
- ↑ (EN) Thymus pulegioides subsp. montanus, su WFO The World Flora Online. URL consultato il 25 novembre 2025.
- ↑ Plants For A Future, su pfaf.org. URL consultato il 20 febbraio 2017.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- David Gledhill, The name of plants (PDF), Cambridge, Cambridge University Press, 2008. URL consultato il 21 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
- Judd S.W. et al., Botanica Sistematica – Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
- Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole, 1996.
- (EN) Richard Olmstead, A Synoptical Classification of the Lamiales. Version 2.8.0 (PDF), 2021.
- Kadereit J.W., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VII. Lamiales, Berlin, Heidelberg, 2004.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 2, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
- D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004.
- F.Conti, G.Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, ISBN 88-7621-458-5.
- Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore. Volume 3, 1960.
- Fabrizio Bortolucci, Verso una revisione biosistematica del genere Thymus in Italia. Considerazione nomenclaturali, sistematiche e criticità tassonomica., in Dip.to di Scienze AmbientaliUniversità degli studi dell'Aquila.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikispecies contiene informazioni su Thymus pulegioides
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Thymus pulegioides Catalogazione floristica - Università di Udine
- Thymus pulegioides IPNI Database
- Thymus pulegioides EURO MED - PlantBase Checklist Database
