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Sikkim (stato)

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Stato del Sikkim
Stato del Sikkim – Bandiera Stato del Sikkim - Stemma
Stato del Sikkim - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome ufficiale འབྲས་ལྗོངས་; सिक्किम; Kingdom of Sikkim
Lingue parlate Sikkimese, nepalese, hindi, inglese
Capitale Gangtok
Altre capitali Yuksom, Rabdentse
Dipendente da Protettorato dell'Impero britannico dal 1861 al 1950,
dell'India dal 1950 al 1975
Politica
Forma di governo Monarchia
(regno governato da un chogyal)
Organi deliberativi Consiglio di Stato
Nascita 1642 con Phuntsog Namgyal
Causa Costituzione della monarchia
Fine 16 maggio 1975 con Palden Thondup Namgyal
Causa Annessione all'India
Territorio e popolazione
Bacino geografico Regione himalayana
Massima estensione 7,096 k nel XX secolo
Popolazione 500.000 abitanti circa nel XX secolo
Economia
Valuta Rupia del Sikkim
Risorse Agricoltura, allevamento
Commerci con India britannica
Esportazioni Stati vicini
Importazioni Stati vicini
Religione e società
Religioni preminenti Buddismo, Induismo
Religione di Stato Buddismo
Religioni minoritarie Protestantesimo, Cattolicesimo, Islam
Classi sociali Patrizi, clero, popolo
Stato del Sikkim - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da Tibet Tibet
Succeduto da India India

Il Sikkim (in hindi सिक्किम) fu uno stato principesco del subcontinente indiano dal 1642 al 1975 (attualmente corrispondente all'omonimo Stato federato dell'India), avente per capitale Gangtok.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Padmasambhava, patrono del Sikkim, nel Namchi
Giovane monaco
Moneta (1884)
Francobollo

Le prime notizie relative al regno himalayano del Sikkim si fanno risalire al passaggio del santo buddista Padmasambhava nell'VIII secolo. Il Guru avrebbe benedetto questa terra introducendovi il buddismo ed avrebbe gettato le basi per la costituzione di una monarchia nell'area. Nel XIV secolo, secondo la leggenda, Khye Bumsa, un principe della casa di Minyak nel Kham, in Tibet orientale, ebbe una rivelazione divina secondo la quale avrebbe dovuto viaggiare verso sud per trovare fortuna, e così fu, dal momento che da lui discese la famiglia reale del Sikkim. Nel 1642 il quinto discendente di Khye Bumsa, Phuntsog Namgyal, venne consacrato quale primo Chogyal (re) del Sikkim dai tre venerati lama che provenivano dal nord, da ovest e da sud sino a Yuksom, dando inizio ufficialmente al periodo monarchico nel paese.[1] A Phuntsog Namgyal succedette nel 1670 suo figlio, Tensung Namgyal, che trasferì la capitale da Yuksom a Rabdentse. Nel 1700, il Sikkim venne invaso dalle truppe del Bhutan con l'aiuto della cognata del Chogyal, che aveva rinunciato al trono. I bhutanesi vennero scacciati dai tibetani che restaurarono il regno del Chogyal dieci anni dopo. Tra il 1717 ed il 1733, il piccolo reame subì molte invasioni e sommosse, essenzialmente cagionate dai bhutanesi e dai nepalesi che giunsero a distruggere la capitale del Sikkim, Rabdentse.[2] Nel 1791 la Cina inviò alcune truppe in supporto al Sikkim con l'intento di difendere il Tibet dai Gurkha. A seguito della successiva sconfitta del Nepal, la dinastia cinese dei Qing prese il controllo del Sikkim.[3]

La Dro-dul Chorten Stupa a Gangtok.
L'ultima regina Hope Cooke
Le guardie reali

Con l'istituzione del British Raj nella vicina India, il Sikkim si alleò con gli inglesi contro il loro comune nemico, il Nepal. I nepalesi, perciò, attaccarono il Sikkim, prendendo il controllo di gran parte della regione tra cui emergevano centri come Terai. Forte di questi successi la Compagnia britannica delle Indie orientali attaccò il Nepal, dando il via alla guerra Gurkha del 1814.[4] Alla fine del conflitto, tre anni più tardi, il Sikkim riottenne dal Nepal i territori annessi in precedenza dai nepalesi stessi. I forti legami tra Sikkim e gli inglesi, ciò nonostante, iniziarono ad indebolirsi quando questi ultimi iniziarono a pretendere la tassazione della regione di Morang in cambio dell'alleanza. Nel 1849 due medici britannici, sir Joseph Dalton Hooker e dr. Archibald Campbell, vennero incaricati di curare le relazioni tra le colonie inglesi e il Sikkim.[5] Gli inglesi, per nulla turbati dalle mancate concessioni da parte del Sikkim, attaccarono il regno himalayano annettendo all'India i distretti di Darjeeling e Morang dal 1853. Questa occupazione, inoltre, diminuì notevolmente i poteri del Chogyal, sottoposto di fatto al volere di un apposito governatore britannico residente nello Stato.[6] Nel 1890 il Sikkim divenne ufficialmente un protettorato britannico.[7] Quando l'India ottenne l'indipendenza nel 1947, un voto popolare accantonò l'idea che il Sikkim aderisse all'unione indiana ed il primo ministro Jawaharlal Nehru si accordò per la realizzazione di uno speciale protettorato indiano sull'area del Sikkim. Lo Staterello mantenne, in effetti, la propria autonomia, ma il controllo dei suoi affari esteri, della difesa, della diplomazia e delle comunicazioni venne affidato al governo indiano. Nel 1955 il Sikkim divenne una monarchia costituzionale con la formazione di un consiglio di Stato che andò ad affiancare il Chogyal. Il re stesso, ad ogni modo, aveva perso molto della sua potestà originaria e il suo prestigio presso i sudditi era diminuito. Dopo varie sommosse di fronte al palazzo reale, nel 1975 il Kazi (primo ministro) del Sikkim si appellò al parlamento indiano per l'annessione definitiva all'India contro il volere del sovrano e fu indetto un referendum con il quale il 97.5% della popolazione votante (il 59% dell'intera popolazione del paese) scelse l'unione con l'India. Alcune settimane dopo, il 16 maggio 1975, il Sikkim divenne ufficialmente il 22º Stato federato dell'Unione Indiana e la monarchia venne abolita. L'ultimo re Palden Thondup Namgyal, ormai privo del potere temporale, e la gyalmo, la regina (americana) Hope Cooke, continuarono a risiedere nel palazzo: dopo il divorzio nel 1980 dall'ex sovrano, quest'ultima rientrò a New York per svolgere attività culturali.[8]

Chogyals del Sikkim (1642-1975)[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto Nome Regno Consorte Note
Seal of Sikkim color.png Phuntsog Namgyal I 1642 - 1670 primo chogyal (re) del Sikkim
Seal of Sikkim color.png Tensung Nagyal 1670 - 1700
Seal of Sikkim color.png Chakdor Namgyal 1700 - 1717
Seal of Sikkim color.png Gyurmed Namgyal 1717 - 1733
Seal of Sikkim color.png Phuntsog Namgyal II 1733 - 1780 Angel Sher-pa, Khiti Phukpa, Tergyen
Seal of Sikkim color.png Chandzod Tamding 1733 oppositore
Seal of Sikkim color.png Tenzing Namgyal 1780 - 1793 Anyo Gyalyum
Seal of Sikkim color.png Tsugphud Namgyal 1793 - 1863 Lebrong, Menchi, sconosciuta
Seal of Sikkim color.png Sidkeong Namgyal 1863 - 1874 Peding
Thutob Namgyal.jpg Thutob Namgyal 1874 - 1914
Sidkeong Tulku Namgyal.jpg Sidkeong Tulku Namgyal 11 febbraio 1914 - 5 dicembre 1914
Tashi Namgyal.jpg Tashi Namgyal 5 dicembre 1914 - 2 dicembre 1963 Kunzang Dechen succedette al fratellastro
Palden Thondup Namgyal.jpg Palden Thondup Namgyal 2 dicembre 1963 - 18 maggio 1975 Sangei Deki,
Hope Cooke
ultimo chogyal;
il pretendente è suo figlio Wangchuk Namgyal

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Central Asia, Area Study Centre (Central Asia), University of Peshawar. v. 41, no. 2, 2005, pp. 50–53.
  2. ^ O. P. Singh, Strategic Sikkim, Stosius/Advent Books, 1985, p. 42, ISBN 0-86590-802-8.
  3. ^ Singh, O. P. p. 43
  4. ^ Pranab Kumar Jha, History of Sikkim, 1817-1904: Analysis of British Policy and Activities, O.P.S. Publishers, 1985, p. 11, ASIN: B001OQE7EY.
  5. ^ Sikkim and Tibet, in Blackwood's Edinburgh magazine, vol. 147, William Blackwood, maggio 1890, p. 658.
  6. ^ History of Sikkim, Government of Sikkim, 29 agosto 2002. URL consultato il 12 ottobre 2006 (archiviato dall'url originale il 30 ottobre 2006).
  7. ^ Charles Bell, Tibet: Past and Present, Motilal Banarsidass, 1992, pp. 170–174, ISBN 81-208-1048-1.
  8. ^ About Sikkim, Official website of the Government of Sikkim. URL consultato il 15 giugno 2009 (archiviato dall'url originale il 16 giugno 2008).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Martine Lambert-Christian Dupré, Himalaya. Les royaumes secrets, Editions Mondo SA, Vevey 1993.
  • Pietro Francesco Mele, Sikkim, Oxford & IBH PUBLISHING CO., New Delhi 1971.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]