Jaipur (stato)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Stato di Jaipur
Stato di Jaipur – BandieraStato di Jaipur - Stemma
Motto: Jato Dharma Stato Jayo
Dati amministrativi
Nome completoजयपुर
Nome ufficialeState of Jaipur
Lingue parlateindiano, inglese
CapitaleJaipur
Dipendente daRegno Unito dal 1818 al 1948
Politica
Forma di governoregno
Nascita1128 con Dūlaha Rāya
Fine1948 con Man Singh II
Territorio e popolazione
Massima estensione40.407 km2 nel 1931
Popolazione2.631.775 nel 1931
Economia
Valutarupia di Jaipur
Commerci conIndia britannica
Religione e società
Religioni preminentiinduismo
Religione di Statoinduismo
Religioni minoritarieanglicanesimo, cattolicesimo
Classi socialipatrizi, clero, popolo
Evoluzione storica
Preceduto daRegno di Dhundhar
Succeduto daIndia
Il palazzo di Jaipur.
"La prima intervista col maharajah di Jeypur," da 'India and its Native Princes' di Louis Rousselet, 1878
Maharani Gayatri Devi, Rajmata di Jaipur, nata principessa Gayatri Devi di Cooch Behar, col marito Man Singh II, ultimo maharaja di Jaipur.

Lo Stato di Jaipur (detto anche Regno di Amber, Regno di Dhundhar o Regno di Kachwaha) fu uno stato principesco del subcontinente indiano, avente per capitale la città di Jaipur.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lo Stato di Jaipur venne fondato nella regione di Dhundhar. Il suo predecessore era il regno di Dhundhar, fondato nel 1093 da Duleh Rai, noto anche come Dulha Rao, che era discendente di Raja Nal da Ajodhya. Lo Stato di Jaipur divenne noto col nome di regno di Amber dal XIV secolo al 1727. I quell'anno venne costruita la nuova capitale chiamata Jayapura, e quindi il regno venne rinominato come Jaipur.[1]

Il Regno di Amber[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1561, il reggente di Amber, Bharamail Kachwaha, cercò supporto presso Akbar, l'imperatore mughal e venne riconosciuto come Raja ed investito della nobiltà mughal avendo donato una delle proprie figlie per l'harem di Akbar. Bharamail dovette però continuare a pagare dei tributi all'impero e subire la presenza di un governatore locale che sovrintendesse de facto al suo Stato.[2][3]

La dinastia di Amber diede all'Impero moghul diversi generali di rilievo come Bhagwant Das, Man Singh I, che combatterono e governarono da Kabul a Orissa ed Assam e Jai Singh I.

Il Regno di Jaipur[modifica | modifica wikitesto]

Jai Singh venne succeduto da Ramsingh I, Bishan Singh e Jai Singh II. Quest'ultimo, noto anche come Sawai Jai Singh, approfittò della debolezza dell'Impero moghul che si stava ormai sgretolando per costituirsi in regno indipendente e governò autonomamente lo Stato dal 1699 al 1743. Egli fu inoltre un famoso matematico ed astronomo e durante il suo governo la nuova capitale di Jaipur venne fondata nel 1727.

Dopo la fine del dominio dei moghul, le armate del Jaipur furono però in costante movimento: dalla fine del XVIII secolo gli jats di Bharatpur ed i capi di Alwar si dichiararono indipendenti dal Jaipur e giunsero ciascuno ad annettersi una porzione di quel territorio. Questo periodo della storia dello Stato di Jaipur è caratterizzato da lotte interne per il potere e da costanti conflitti militari coi maratha, gli jats e altri stati, oltre che con gli inglesi ed i pindari (mercenari). Il regno subì una disastrosa sconfitta per mano dei maratha di Mahadji Scindia nella Battaglia di Patan del 1790.[4] Ad ogni modo Jaipur rimase sufficientemente ricca da continuare la costruzione di splendidi templi e da essere un punto di riferimento per mercanti e cittadini abbienti. Nel 1803 il maharaja Sawai Jagat Singh siglò il primo trattato con gli inglesi sotto il governatore generale marchese Wellesley, ma questo venne ben presto sciolto sotto il suo successore, lord Cornwallis.[5]

Nel 1818 lo Stato di Jaipur divenne ufficialmente un protettorato britannico. Nel 1835 alcuni moti in città vennero placati dal governo inglese. Durante i moti indiani del 1857 quando gli inglesi chiesero assistenza per sopprimere la ribellione dei sepoy, il maharaja accettò la proposta ed inviò delle truppe a sopprimere la rivolta nell'area attorno Gurgaon.

Il Jaipur terminò la propria esistenza il 7 aprile 1949 quando entrò a far parte dell'Unione Indiana dopo la dichiarazione d'indipendenza.[6]

Governanti[modifica | modifica wikitesto]

I governanti di Pudukkottai avevano il titolo di maharaja:

  • 1699 - 21 settembre 1743 Sawai Jai Singh I (n. 1688 - m. 1743)
  • 1743 - 12 dicembre 1750 Sawai Ishwari Singh (n. 1721 - m. 1750)
  • 1750 - 5 marzo 1768 Sawai Madho Singh I (n. 1728 - m. 1768)
  • 1768 - 13 aprile 1778 Sawai Prithvi Singh II (n. c.1762 - m. 1778)
  • 1778 - 1803 Sawai Pratap Singh (n. 1764 - m. 1803)
  • 1803 - 21 novembre 1818 Sawai Jagat Singh II (n. ... - m. 1818)
  • 22 dicembre 1818 - 25 aprile 1819 Mohan Singh (reggente) (n. c.1809 - m. ...)
  • 25 aprile 1819 - 6 febbraio 1835 Sawai Jai Singh III (n. 1819 - m. 1835)
  • febbraio 1835 - 18 settembre 1880 Sawai Ram Singh II (n. 1835 - m. 1880)
  • 18 settembre 1880 - 7 settembre 1922 Sawai Madho Singh II (n. 1861 - m. 1922)
  • 7 settembre 1922 - 15 agosto 1947 Sawai Man Singh II (n. 1911 - m. 1970)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Princely States of India
  2. ^ Susan Snow Wadley, Raja Nal and the Goddess: The North Indian Epic Dhola in Performance, Indiana University Press, 2004, pp. 110–111, ISBN 978-0-253-21724-0.
  3. ^ Balaji Sadasivan, The Dancing Girl: A History of Early India, Institute of Southeast Asian Studies, 2011, pp. 233–234, ISBN 978-981-4311-67-0.
  4. ^ Malleson, G. B.: An historical sketch of the native states of India, London 1875, Reprint Delhi 1984
  5. ^ Giles Tillotson, Jaipur Nama: Tales from the Pink City.
  6. ^ Jaipur (Princely State)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Hunter, William Wilson, Sir, et al. (1908). Imperial Gazetteer of India, 1908-1931; Clarendon Press, Oxford.
  • Markovits, Claude (ed.) (2004). A History of Modern India: 1480-1950. Anthem Press, London.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN237432495 · LCCN (ENn82040148 · GND (DE4402581-6 · WorldCat Identities (ENn82-040148
India Portale India: accedi alle voci di Wikipedia che parlano dell'India