Politica dei Paesi Bassi

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Paesi Bassi

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I Paesi Bassi sono una monarchia parlamentare fin dalla fondazione del regno (1815).

Al 2013 il sovrano è il re Guglielmo Alessandro dei Paesi Bassi, mentre il primo ministro è Mark Rutte, capo di una coalizione composta dal Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia ed il Partito Laburista.

Assetto istituzionale[modifica | modifica sorgente]

Oggi il sovrano ha un ruolo largamente cerimoniale; i suoi compiti principali sono la scelta del primo ministro dopo le elezioni e la nomina dei giudici. A differenza di quanto accade presso altre monarchie il sovrano può essere sia un re che una regina (difatti, tutti i sovrani del XX secolo sono stati delle regine).

Il potere esecutivo è affidato al governo, guidato dal primo ministro, che solitamente è il capo del partito (o della coalizione di partiti) che ha vinto le ultime elezioni.

Gli Stati Generali (Parlamento) esercitano il potere legislativo. Essi sono composti di due camere:

  • la camera bassa (o Seconda Camera, Tweede Kamer) è la più importante, ed è composta di 150 membri eletti con sistema proporzionale e a suffragio universale diretto per termini di un massimo di 4 anni.
  • la camera alta (o Prima Camera, Eerste Kamer) è composta di 75 membri eletti per termini fino a 4 anni di durata dalle 12 assemblee legislative delle province. La camera alta non può proporre od emendare la legislazione, ma può solo confermare (o respingere) le leggi approvate dalla camera bassa.

La costituzione prevede anche un Consiglio di Stato (Raad van State) composto da membri della famiglia reale e da membri esterni nominati dalla Corona (ovvero dal sovrano e dal governo). Il governo deve consultare il Consiglio di Stato prima di sottoporre leggi al parlamento. Inoltre il Consiglio di Stato ha funzioni di controllo sull'esecutivo.

Amministrazioni locali[modifica | modifica sorgente]

Ciascuna delle 12 province è governata da un consiglio provinciale, che ha potere legislativo a livello locale e nomina un esecutivo provinciale, anche se esiste pure un commissario provinciale nominato dalla Corona.

Tutte le province sono al loro volta suddivise in municipalità (gemeenten), che in totale sono 483. Anch'esse sono governate da un concilio municipale, ma la nomina del sindaco (burgemeester) è prerogativa della Corona.

Per via del ruolo fondamentale che l'uso e la regolazione delle acque riveste per il paese, esso è anche diviso in 37 distretti che hanno autorità sulla gestione delle acque; ciascuno è retto da un consiglio (waterschap o hoogheemraadschap) per il quale si svolgono regolari elezioni. Questa forma di divisione amministrativa è addirittura più antica dello stato dei Paesi Bassi, essendo apparsa per la prima volta nel 1196.

Politica interna[modifica | modifica sorgente]

Parlamento e governo[modifica | modifica sorgente]

I gruppi politici al 2010 presenti nel parlamento olandese sono:

Le ultime elezioni (9 giugno 2010) hanno visto una partecipazione degli elettori pari all'75,4%, rispetto all'80,4% delle precedenti (22 novembre 2006). La nomina dei 75 membri della Camera Alta si sono svolte il 23 maggio 2011. Il governo Rutte è sostenuto da una coalizione di VVD, PVV e CDA, che dispone di 76 voti su 150 nella camera bassa e di 37 voti su 75 nella camera alta.

Camera dei rappresentanti
Partito Voti % Seggi
Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia 1,929,575 20.5 31
Partito Laburista 1,848,805 19.6 30
Partito per la Libertà 1,454,493 15.5 24
Appello Cristiano Democratico 1,281,886 13.6 21
Partito Socialista 924,696 9.8 15
Democratici 66 654,167 7.0 10
Sinistra Verde 628,096 6.7 10
Unione Cristiana 305,094 3.2 5
Partito Politico Riformato 163,581 1.7 2
Partito per gli Animali 122,317 1.3 2
Senato
Partito Seggi
Appello Cristiano Democratico 11
Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia 16
Partito Laburista 14
Partito Socialista 8
Sinistra Verde 5
Unione Cristiana 2
Democratici 66 5
Partito Politico Riformato 1
Partito per gli Animali 1
Gruppo Indipendente del Senato 1
50+ 1
Ministro Nome Partito
Primo Ministro Mark Rutte VVD
Vice Primo Ministro e Ministro dell’Economia, dell’Agricoltura e dell’Innovazione Maxime Jacques Marcel Verhagen CDA
Ministro degli Affari Esteri Uriël Rosenthal VVD
Ministro della Difesa Johannes Stefanus Joseph Hillen CDA
Ministro delle Finanze Jan Cornelis Jager CDA
Ministro della Giustizia Ivo Willem Opstelten VVD
Ministro delle Infrastrutture e dell'Ambiente Melanie Henriëtte von Haegen-Maas Geesteranus VVD
Ministro dell'Interno Jan Pieter Hendrik Donner CDA
Ministro dell’Istruzione, della Cultura e della Scienza Janneke Marlene von Bijsterveldt-Vliegenthart CDA
Ministro del Lavoro e degli Affari Sociali Henricus Gregorius Jozeph Kamp VVD
Ministro della Salute, del Benessere e dello Sport Edith Ingeborg Schippers VVD
Ministro dei Trasporti, dei Lavori Pubblici e della Gestione dell’Acqua Camiel Eurlings CDA

Ministro senza portafoglio[modifica | modifica sorgente]

Ministro Nome Partito
Ministro dell’Immigrazione e dell’Asilo Gerardus Bernardus Maria Leers CDA

Temi politici[modifica | modifica sorgente]

I temi politici più importanti della politica interna olandese degli ultimi anni riguardano probabilmente l'integrazione degli immigrati, specialmente quelli di religione musulmana. Fatti drammatici come gli omicidi del politico Pim Fortuyn e del regista Theo van Gogh, o la morte di numerosi immigrati in un incendio in un centro di detenzione all'aeroporto di Schiphol hanno dominato il dibattito, anche per via dei numerosi atti di terrorismo da parte di estremisti islamici che sono avvenuti negli ultimi anni (ad esempio gli attentati dell'11 settembre 2001).

Anche temi economici sono stati al centro dell'azione del governo, che ha introdotto un'importante riforma del sistema sanitario olandese, che va nella direzione di una maggiore privatizzazione.

I Paesi Bassi sono anche noti per la legislazione innovativa (alcuni direbbero permissiva) in campo sociale: un primo esempio è costituito dall'approccio pragmatico nei confronti della vendita e del consumo di stupefacenti. Altri esempi sono costituiti dalla legislazione concernente la prostituzione, l'aborto, l'eutanasia ed il matrimonio omosessuale.

Politica estera[modifica | modifica sorgente]

Dopo essere stati coinvolti nella Seconda guerra mondiale i Paesi Bassi hanno abbandonato la loro tradizionale neutralità, proponendosi di favorire l'integrazione europea, le relazioni transatlantiche, lo sviluppo del Terzo Mondo, la diffusione della democrazia ed il rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani. I Paesi Bassi generalmente perseguono i propri interessi nel quadro di organizzazioni multilaterali come l'Unione europea, l'ONU, l'OSCE, l'OECD, il WTO, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale.

Una tradizione legale secolare ha favorito l'insediamento nei Paesi Bassi (a l'Aia) della Corte Internazionale di Giustizia, dei tribunali per i crimini di guerra in Rwanda e nella ex-Jugoslavia e del Tribunale Penale Internazionale.

La politica dei Paesi Bassi in materia di sicurezza è principalmente basata sulla partecipazione alla NATO, di cui il paese è membro dal 1949. Vi sono comunque anche accordi a livello europeo e bilaterale (ad es. in collaborazione con la vicina Germania). I Paesi Bassi hanno inviato truppe per le forze di peacekeeping dell'ONU in Bosnia. Molto più controverso è il contributo olandese (di oltre 1.000 uomini) alle forze di occupazione dell'Iraq, tanto che esso è stato ritirato nella primavera del 2005.

I Paesi Bassi sono fra i più generosi elergitori di aiuti economici ai paesi del Terzo Mondo, con un contributo annuale che oscilla fra lo 0,6% e l'1% del proprio PIL (la media dei paesi sviluppati è di circa lo 0,25%).

Uno dei principali motivi di attrito fra i Paesi Bassi ed i loro vicini sono le politiche olandesi in materia di droga (vedi sopra), che sono mal viste da tutti quei paesi (la grande maggioranza) che non approvano le politiche di riduzione del danno perseguite dal governo olandese.

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