Nicola Farron

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Nicola Farron, pseudonimo di Nicola Puddu (Oristano, 8 febbraio 1964), è un attore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un imprenditore sardo e di un'insegnante d'inglese irlandese delle scuole superiori, da cui prenderà il cognome d'arte, cresce a Cagliari; dopo la scuola media si trasferisce a Chicago, dove consegue il diploma superiore per poi frequentare l'Actors Studio per due anni.[1][2]

All'inizio degli anni '80, tornando a Roma, viene fermato all'aeroporto di Fiumicino, reo di non essersi presentato alla visita medica obbligatoria per la leva militare. Decide quindi di iniziare da subito i dodici mesi di leva, e successivamente lavora a Cinecittà come interprete italiano-inglese per le produzioni americane.[3] Poco tempo dopo, nel 1984, il debutto nel cinema prendendo parte al film College.

Con Giuliano Montaldo e Gianfranco Mingozzi si sviluppa come attore misurato: col primo recita ne Gli occhiali d'oro, col secondo ne Il frullo del passero e L'appassionata (nel quale è presente anche una sua scena di nudo integrale)[4], nonché nel programma televisivo Le ombre lunghe.[5] Ottiene un ottimo riscontro da parte di pubblico e critica, e nel 1989, sul set di Vita coi figli di Dino Risi, conosce una esordiente Monica Bellucci, che diventerà presto sua compagna di vita per sei anni.[6][7] Nel 1990 compare nell'internazionale Arrivederci Roma, diretto da Clive Donner, ed è tra i protagonisti de L'avaro, in cui viene però doppiato da Vittorio Guerrieri. Il picco di popolarità e successo arriva nel 1992, con la soap-opera Edera, in cui interpreta il protagonista maschile Andrea. Negli stessi anni, grazie alla sua avvenenza, viene inoltre considerato un sex-symbol.[8]

Dalla metà degli anni '90 tuttavia, pur lavorando ancora in diverse serie e miniserie-tv, in una curiosa coincidenza temporale con la fine della sua relazione privata con l'attrice e modella Monica Bellucci (con cui nel 2012 ha dichiarato essere ancora in ottimi rapporti)[9], la carriera di Farron incontra un brusco e pressoché inspiegabile declino, sia in ambito cinematografico che televisivo. I ruoli a lui assegnati infatti scarseggiano sempre più, fino a ridursi a qualche sporadica interpretazione di contorno in serie televisive; fatte eccezioni per i film Via del corso (2000), Hotel (di Mike Figgis nel 2001) e Raul - Diritto di uccidere (2005). Proprio per questo motivo nel 2007 prende la decisione di tornare a vivere a Cagliari, pur mantenendo l'abitazione romana. Nel 2001 è sul set di Kidnapped in Rio, film per la tv diretto dallo statunitense Joshua Sinclair, e a metà degli anni duemila la sua popolarità viene comunque ravvivata dalla partecipazione alla quarta stagione di Un medico in Famiglia, in cui interpreta il ruolo di Franco Caselli. Nel 2008 è invece Gaspare in Artemisia Sanchez.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ nuovi belli, poveri ma con il diploma, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 29 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  2. ^ AMARCORD. NICOLA FARRON:" LA MIA VITA TRA LA SARDEGNA E IL BRASILE", luciogiordano.wordpress.com. URL consultato il 29 novembre 2015.
  3. ^ AMARCORD. NICOLA FARRON:" LA MIA VITA TRA LA SARDEGNA E IL BRASILE", luciogiordano.wordpress.com. URL consultato il 29 novembre 2015.
  4. ^ Lista film NUDO MASCHILE 4 | FilmTV.it, su FilmTV. URL consultato il 29 novembre 2015.
  5. ^ Nicola Farron filmografia, su ComingSoon.it. URL consultato il 29 novembre 2015.
  6. ^ AMARCORD. NICOLA FARRON:" LA MIA VITA TRA LA SARDEGNA E IL BRASILE", luciogiordano.wordpress.com. URL consultato il 29 novembre 2015.
  7. ^ nuovi belli, poveri ma con il diploma, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 29 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  8. ^ Nicola Farron | MYmovies, su www.mymovies.it. URL consultato il 29 novembre 2015.
  9. ^ AMARCORD. NICOLA FARRON:" LA MIA VITA TRA LA SARDEGNA E IL BRASILE", luciogiordano.wordpress.com. URL consultato il 29 novembre 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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