Nadia Toffa

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Nadia Toffa (Brescia, 10 giugno 1979) è una conduttrice televisiva italiana, nota per la partecipazione al programma televisivo di Italia 1 Le Iene.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Frequenta il Liceo classico Arnaldo a Brescia. Laureata in lettere con percorso storico-artistico all'Università di Firenze

Carriera televisiva[modifica | modifica wikitesto]

Appare la prima volta in televisione all'età di 23 anni su Telesanterno, un'emittente televisiva locale. Prima di iniziare il suo percorso con Le Iene, ha lavorato per quattro anni per Retebrescia. Nel 2009 diventa un'inviata del programma televisivo Le Iene, registrando numerosi servizi. Tra i più celebri vi sono quelli su presunte truffe compiute da farmacie ai danni del servizio sanitario nazionale (durata tre mesi, dove finisce a processo insieme ad altri per presunta diffamazione), sulla proliferazione delle sale slot machine, sullo smaltimento illegale dei rifiuti in Campania per mano della camorra, sul crescente tasso di tumori nel "triangolo della morte" tra Napoli e Caserta e sulla "terra dei veleni" a Crotone.

Il 2 aprile 2014 è uscito il suo libro Quando il gioco si fa duro sul fenomeno dell'azzardopatia in Italia.[1] Il 15 aprile 2015 ha vinto il primo premio nella sezione TV del Premio Internazionale Ischia di Giornalismo.[2] Nell'autunno 2015 debutta alla conduzione con il talk show di Italia 1 Open Space, ideato dai produttori delle Iene, andato in onda in prima serata per quattro puntate. Inoltre dal 2016 affianca Pif e Geppi Cucciari alla conduzione di Le Iene, nella puntata infrasettimanale. Nell'autunno del 2016 torna alla conduzione del programma Le Iene, affiancando nella puntata infrasettimanale Matteo Viviani, Andrea Agresti, Paolo Calabresi e Giulio Golia.

Dal 16 ottobre 2016 conduce la puntata domenicale, affiancando gli stessi colleghi alla conduzione. Il 21 novembre 2017 conduce un servizio su un presunto pericoloso esperimento nucleare tenuto nascosto[3] nel laboratorio del Gran Sasso, servizio smentito e giudicato privo di fondamento dal mondo accademico[4][5] e da altre fonti[6][7][8].

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 dicembre 2017 ha avuto un malore durante un servizio a Trieste, e ciò ha comportato un suo momentaneo allontanamento dalla vita lavorativa. L'11 febbraio 2018 rivela, durante il ritorno alla conduzione del programma televisivo di Italia 1 Le Iene, che ciò era dovuto a un tumore che ha sconfitto grazie alla chemioterapia e alla radioterapia.[9]

Il 20 febbraio 2018 il comune di Taranto le conferisce la cittadinanza onoraria.[10]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Consuelo Cagnati, ‘Quando il gioco si fa duro’: il libro inchiesta della iena Nadia Toffa, su ilfattoquotidiano.it, 29 aprile 2014. URL consultato il 3 dicembre 2017.
  2. ^ Il Premio Ischia di giornalismo a Damilano, Toffa e Corcione, su ilmattino.it. URL consultato il 21 aprile 2015.
  3. ^ Le Iene Toffa: Un pericoloso esperimento nucleare tenuto nascosto - puntata del 21 novembre 2017, su iene.mediaset.it. URL consultato il 30 novembre 2017.
  4. ^ Perché non c'è nulla di scientifico nella puntata delle Iene sui laboratori del Gran Sasso, su focus.it, 30 novembre 2017. URL consultato il 30 novembre 2017.
  5. ^ Marco Galeota, Nota stampa 28-11-2017, su lngs.infn.it. URL consultato il 30 novembre 2017.
  6. ^ Il caso Gran Sasso e "Le Iene", spiegato, su ilpost.it, 27 novembre 2017. URL consultato il 30 novembre 2017.
  7. ^ Esperimenti nucleari pericolosi sul Gran Sasso, su bufale.net, 23 novembre 2017. URL consultato il 30 novembre 2017.
  8. ^ Come il "metodo Iene" mina la fiducia nelle istituzioni scientifiche e democratiche, su ilfoglio.it, 29 novembre 2017. URL consultato il 30 novembre 2017.
  9. ^ Nadia Toffa: «Ho avuto un cancro», la commovente confessione in diretta Video - Corriere TV, su video.corriere.it. URL consultato il 12 febbraio 2018.
  10. ^ Nadia Toffa, la "Iena" è diventata cittadina onoraria di Taranto, su Tgcom24. URL consultato il 22 febbraio 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]