Museo diocesano (Sarzana)

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Museo diocesano di Sarzana
Sarzana - Museo Diocesano.JPG
L'oratorio della Misericordia, sede del museo
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Sarzana
Indirizzo Ex Oratorio della Misericordia - Piazza Firmafede
Caratteristiche
Tipo arte sacra
Sito web
Oratorio della Misericordia vista dalla Cittadella

Il museo diocesano di Sarzana (La Spezia), aperto al pubblico nel 2003, con l'obiettivo di conservare e valorizzare il patrimonio storico-artistico proveniente dalla concattedrale di Santa Maria Assunta e dal territorio della bassa val di Magra, in quella che era l'antica diocesi di Luni, divenuta poi diocesi di Luni-Sarzana.

Il museo ha sede nell'antico oratorio della Misericordia o "dei Neri", costruito alla fine del XVI secolo su un edificio preesistente, forse un antico oratorio o una chiesa cimiteriale.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Il percorso espositivo del Museo Diocesano si articola in otto sale espositive.

Sala d'ingresso[modifica | modifica wikitesto]

La sala di ingresso, oltre a svolgere funzioni di ricevimento e biglietteria, raccoglie testimonianze relative al territorio diocesano. Il documento più importante è:

  • la Mappa della Diocesi di Luni-Sarzana (1770), realizzata a penna su carta, da Matteo Vinzoni.

Sala degli argenti[modifica | modifica wikitesto]

Nella sala si può ammirare la collezione degli argenti, in particolare:

  • un piccolo reliquiario a borsa (VIII secolo), di bottega siriaca, che costituiva il primo reliquiario dell'ampolla del Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo;
  • una croce reliquario (XIV secolo), in argento dorato e smalti traslucidi, di bottega senese;
  • il gruppo dell'Annunciazione (XV secolo), in marmo, di scuola pisana del sec. XIV, proveniente dalla Pieve di Sant'Andrea e prima ancora dal lazzaretto di San Lazzaro posto sulla via Francigena.

Sala degli armadi[modifica | modifica wikitesto]

L'allestimento della sala è ispirato all'arredo delle sacrestie, in essa si conserva la suppellettile liturgica e gli arredi sacri, databili dal XV al XIX secolo, provenienti dalla Concattedrale di Santa Maria Assunta di Sarzana e dalla Chiesa di Santa Maria di Castelnuovo Magra, tra i quali si ricorda:

Sala delle ardesie[modifica | modifica wikitesto]

In questa sala sono custodite opere d'arte, realizzate con l'ardesia. Di rilievo:

Sala del Preziosissimo Sangue[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione, nel 782 una nave, proveniente dall'Oriente, approdò nel porto di Luni recando preziose reliquie, tra cui un'ampolla con il Sangue di Gesù Cristo. Nella sala sono esposte opere che testimoniano il culto nel territorio diocesano per questa reliquia. Inoltre, da segnalare:

Sala "Domenico Fiasella"[modifica | modifica wikitesto]

Questa sala è dedicata a Domenico Fiasella, detto “il Sarzana”, il più importante artista locale ed uno dei massimi esponenti della pittura ligure del XVII secolo. Tra le sue opere presenti nel Museo si ricorda:

Sala "Filippo Calandrini"[modifica | modifica wikitesto]

Questa sala è dedicata al cardinale Filippo Calandrini (Sarzana, 1403 - Bagnoregio, 1476), fratellastro del papa Niccolò V. Tra le opere conservate si ricordano:

  • il parato (XV secolo), in velluto e oro, di manifattura fiorentina, composto da una pianeta, una dalmatica ed una tonacella. Questo parato fu donato dall'alto prelato alla sua città natale;
  • un cofanetto, in avorio, appartenuto al cardinale Calandrini.

Sala conclusiva[modifica | modifica wikitesto]

La navata della chiesa costituisce l'ultima sala, in essa sono conservate opere d'arte, provenienti dal territorio diocesano, in particolare dalle chiese della bassa Val di Magra. Tra queste, di singolare pregio:

  • il Perdono di Assisi, olio su tela, di Domenico Piola, proveniente dalla Chiesa di San Martino;
  • il gruppo scultoreo della Flagellazione (XVIII secolo), legno policromo, attribuito alla scuola del Maragliano, proveniente dall'Oratorio di San Gerolamo in Sarzana.

Da notare, inoltre, due opere collocate da sempre nell'Oratorio della Misericordia:

  • Madonna con Gesù Bambino, santi e anime del Purgatorio (XVII secolo), olio su tela;
  • Madonna del Rosario (XVII - XVIII secollo), olio su tela.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Erminia Giacomini Miari, Paola Mariani, Musei religiosi in Italia, Milano 2005, p. 118

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]