Montegridolfo

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Montegridolfo
comune
Montegridolfo – Stemma Montegridolfo – Bandiera
Montegridolfo – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Rimini-Stemma.svg Rimini
Amministrazione
SindacoGrilli Lorenzo (lista civica) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate43°51′32.1″N 12°41′20.72″E / 43.858918°N 12.689088°E43.858918; 12.689088 (Montegridolfo)Coordinate: 43°51′32.1″N 12°41′20.72″E / 43.858918°N 12.689088°E43.858918; 12.689088 (Montegridolfo)
Altitudine290[1] m s.l.m.
Superficie6,94 km²
Abitanti986[2] (31-10-2020)
Densità142,07 ab./km²
FrazioniSan Pietro, Trebbio, Ca'Fornaci, Ca'Baldo, Pozze
Comuni confinantiMondaino, Saludecio, Tavullia (PU), Vallefoglia (PU)
Altre informazioni
Cod. postale47837
Prefisso0541
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT099009
Cod. catastaleF523
TargaRN
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[3]
Cl. climaticazona E, 2 526 GG[4]
Nome abitantimontegridolfesi
Patronosan Rocco
Giorno festivo16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montegridolfo
Montegridolfo
Montegridolfo – Mappa
Posizione del comune di Montegridolfo all'interno della provincia di Rimini
Sito istituzionale

Montegridolfo (Mun't Gridòlf in romagnolo) è un comune italiano di 986 abitanti[2] della provincia di Rimini in Emilia-Romagna.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Ubicato fra due valli, quella del Conca sul versante romagnolo e quella del Foglia sul versante marchigiano, Montegridolfo si trova sul crinale che divide le due regioni. Ha cinque frazioni: Trebbio, San Pietro, Pozze, Ca' Fornaci, Ca' Baldo.

Si trova a 38 km dal capoluogo provinciale ed è l'ultimo comune dell'Emilia-Romagna prima del confine con la regione Marche

Torre dell'orologio

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Da sempre terra di confine, Montegridolfo conobbe nel corso dei secoli sia l'influenza del Ducato di Montefeltro che quello dei Malatesta, tanto che nel corso degli anni il cassero malatestiano fu oggetto di scontri e dispute militari. [5].

L'origine del nome non è del tutto certa. La zona di un tempo venne chiamata col nome di Monte Lauro, dati i numerosi allori che rigogliosi coprivano il colle; da qui, si pensa, derivò una parola di origine germanica (Hrodulfus o Ridulfus) che avrebbe alterato la parola latina Reduvius, cioè sterposo o rozzo, aggettivo affermatosi in epoca alto-medievale secondo la toponomastica rustica del periodo. Invece non ha fondamento storico la tradizione secondo la quale una facoltosa famiglia fiorentina della fazione guelfa, qui rifugiata, avrebbe dato il proprio nome al castello. Al contrario, quella famiglia, il cui nome era Filippi, giunse nel 1248 quando il nome Mons Gredulfus o anche Gradulfus già esisteva da tempo; cosicché assunse il nome del luogo cambiandolo da Filippi in Gridolfi e, in epoca imprecisata, adottò lo stemma costituito da un olivo verde in relazione alla preminente coltura del luogo[6].

La nascita del borgo si può ascrivere al tardo secolo X, in quel momento culminante per l'innalzamento dei castelli in Italia. Nel 1033 San Pietro, unica parrocchia sul territorio, figura tra i beni dell'abbazia di San Pietro di Rimini. La prima menzione di Montegridolfo è in un documento datato il 10 gennaio 1148 che ne conferma l'appartenenza alla abbazia. Nel 1228, Fusculus de Monte Gradulfo si sottomette insieme ad altri cittadini degli abitati vicini al comune di Rimini. Pochi anni più tardi, il 1º ottobre 1233, il Console di Montegridolfo Pasitto giura di armarsi con Rimini, nella guerra contro Urbino[7]. Nei decenni successivi le ostilità comportarono numerosi attacchi ed incursioni militari che culminarono nel giugno 1336, quando Ferrantino Novello, cugino del nuovo signore di Rimini Malatesta il Guastafamiglia, -alleatosi con i Montefeltro- si gettò sul contado di Rimini e Pesaro e distrusse il castrum di Montegridolfo[8].

La ricostruzione fu però rapida, tra il 1337 e il 1339[9] per volontà da Malatesta il Guastafamiglia, nella forma visibile in data odierna. Mentre la precedente cinta muraria era costituita da una palizzata posta su terrapieni, come lasciano supporre le menzioni di Jacopo Venturi, maestro comunale di Montegridolfo dal 1747 al 1761, la nuova fu realizzata in muratura, con quattro torrioni di cui uno dotato di porta d'accesso all'abitato. Il castrum poteva così essere aggiunto a pieno titolo al complesso difensivo del territorio malatestiano, assieme agli altri circostanti come Mondaino, Gradara e Montefiore Conca, sebbene in più ridotte dimensioni e con una cinta difensiva di un solo girone, quando Montefiore era difesa da tre gironi fin dal 1242[5].

Successivamente Montegridolfo viene citata nella Descriptio provinciæ Romandiolæ, del 1371, la quale riporta che aveva 37 focolari (famiglie)[10].

Le scarpate oblique furono aggiunte a metà del XV secolo da Sigismondo Malatesta.

Come gran parte dei comuni romagnoli, passò sotto il dominio del Valentino nel 1500; ben presto seguì la riconquista da parte dei Malatesta, che però nel dicembre 1503 lo cedette a Venezia, la quale lo rivendette allo Stato Pontificio.

La storia più recente lo vede inserito nel contesto della storia d'Italia. Durante la seconda guerra mondiale il paese si trovò lungo la Linea Gotica, e fu teatro di scontri cruenti fra tedeschi e truppe alleate. Fu proprio durante l'attacco delle forze alleate a Montegridolfo che il tenente Gerard Ross Norton si guadagnò la Victoria Cross, massima onorificenza militare britannica[11].

Negli ultimi anni il borgo è stato oggetto di un ampio restauro[12] mantenendo intatta l'architettura.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Strada che porta all'entrata del castello

Edifici di rilievo:

Chiesa di San Rocco
  • La chiesa di San Rocco, ex lazzaretto, situata appena fuori dalle mura, ove si possono ammirare due affreschi staccati della Madonna con Bambino con i santi Rocco e Sebastiano eseguiti in epoche differenti (il primo probabilmente verso la fine del Quattrocento, il secondo, attributo a Girolamo Marchesi da Cotignola, all'incirca nel 1520). Dietro l'altare è una delle prime pale d'altare di Guido Cagnacci, che raffigura, nel registro inferiore, san Sebastiano, san Rocco e san Giacinto e in quello superiore la Madonna con Gesù Bambino[13].
Museo della Linea dei Goti
  • Il Museo della Linea dei Goti, dotato di ricco materiale a ricordo del passaggio del fronte tra fine agosto e primi settembre 1944. Sono esposte armi e cimeli vari degli eserciti contrapposti, mentre una sezione è specificamente dedicata agli stampati di propaganda del periodo di produzione tedesca, fascista e alleata[14].
  • Il Santuario della Beata Vergine delle Grazie, situato a Trebbio (frazione di Montegridolfo), luogo di culto e pellegrinaggio, nel quale è possibile ammirare un quadro di Pompeo Morganti da Fano, realizzato nel 1549, raffigurante l'apparizione della Madonna.
  • La chiesa di San Pietro, seppur costruita dopo la Seconda Guerra Mondiale custodisce un affresco staccato del XV secolo[15][16].

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Trebbio è il centro più popoloso del comune, con 483 abitanti. Situato a a 145 metri sul livello del mare, vi si trova il Santuario della Beata Vergine delle Grazie, una scuola materna e una scuola elementare.
  • San Pietro, si trova a metà strada tra l'abitato di Trebbio e il centro di Montegridolfo. Vi risiedono 168 persone ad un'altitudine di 192 metri.
  • Ca' Baldo, vicinissimo al confine con il comune di Tavullia
  • Pozze, comprende la zona industriale del comune con qualche casa sparsa e si trova circa 1 km fuori dall'abitato di Trebbio
  • Ca' Fornaci, comprende qualche casa sparsa nelle campagne intorno a Trebbio, al confine con il comune di Saludecio.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[17]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 100 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni Vincenzo Antonio Ganganelli eletto al soglio petrino nel 1769 col nome di Papa Clemente XIV, ha vissuto la sua infanzia e giovinezza a Montegridolfo[18][19].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Festival cinematografico "dal paesaggio di Montegridolfo ai paesaggi del mondo", rassegna cinematografica all'aperto, dedicata al paesaggio tutelato di Montegridolfo[20][21].
  • "Concerti al Castello - Festival musicale di Montegridolfo", rassegna di musica classica e folkloristica romagnola[22][23][24][25].
  • "La Montegridolfo liberata", rievocazione storica della battaglia avvenuta durante la Seconda Guerra Mondiale, il 31 agosto 1944, per la liberazione di Montegridolfo[26].
  • "Il Borgo dell'Olio Novello", iniziativa di promozione del territorio e della produzione enogastronomica locale, con il concorso "Il Novello di Romagna" che premia i migliori degli oli emiliano-romagnoli dell'annata (dicembre)[27][28].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
4 giugno 1985 26 maggio 1990 Fabrizio Bernardi Democrazia Cristiana Sindaco [29]
26 maggio 1990 24 aprile 1995 Mario Fonti - Sindaco [29]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Guerrino Renzi patto democratici Sindaco [29]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Guerrino Renzi lista civica Sindaco [29]
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Nadia Fraternali Morotti lista civica Sindaco [29]
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Nadia Fraternali lista civica Sindaco [29]
6 giugno 2014 25 maggio 2019 Lorenzo Grilli lista civica: unitaria Sindaco [29]
26 maggio 2019 in carica Lorenzo Grilli lista civica: unitaria Sindaco

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Spesso sono ospitati a Montegridolfo personalità del mondo della cultura[30][31][32].

Esposizione "Una luce sulla storia" al Museo della Linea dei Goti a Montegridolfo

Con l'esposizione curata da Marco Musmeci "Una luce sulla storia. Un inedito San Sebastiano del Seicento racconta la guerra e le distruzione del patrimonio culturale e artistico" è stato presentato per la prima volta al pubblico, un quadro raffigurante San Sebastiano Martire, replica della bottega di Jusepe de Ribera[33]; l'originale è andato distrutto durante la seconda guerra mondiale ed era conservato al Kaiser Friederich Museum di Berlino[34].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco Elenco Comuni italiani (XLS), su istat.it, ISTAT, 30 dicembre 2015.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2020 (dato provvisorio).
  3. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ^ a b Del Baldo 1998, p.25.
  6. ^ Casadei 1995, pp.13-15.
  7. ^ Casadei 1995, pp.24, 27.
  8. ^ Casadei 1995, pp.33-34.
  9. ^ Berardi 1971, p.2015.
  10. ^ Casadei 1995, p.23.
  11. ^ Rosalba Angiuli, Montegridolfo (RN) – Tenente Gerard Ross Norton, Pesaro notizie, 14 settembre 2018.
  12. ^ Laurea ad honorem in conservazione dei beni culturali ad Alberta Ferretti, in La Repubblica, 3 luglio 2000.
  13. ^ Chiesa di San Rocco, su montegridolfo.eu. URL consultato il 9 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 21 aprile 2019).
  14. ^ Museo della Linea dei Goti, su montegridolfo.eu. URL consultato il 9 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 21 aprile 2019).
  15. ^ Chiesa di San Pietro, su montegridolfo.eu. URL consultato il 9 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 21 aprile 2019).
  16. ^ Notizie sulla chiesa di San Pietro e l'affresco della Crocifissione, su giornaledicattolica.com.
  17. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  18. ^ Notizie su Papa Clemente XIV, su chiamamicitta.it.
  19. ^ Esposizione su Papa Clemente XIV, su riminitoday.it.
  20. ^ Presentazione del Festival cinematografico di Montegridolfo, su chiamamicitta.it.
  21. ^ Presentazione sintetica del Festival cinematografico di Montegridolfo, su altarimini.it.
  22. ^ Concerto Quintetto di ottoni La Toscanini, su fondazionetoscanini.it.
  23. ^ Recensione Concerto Quintetto di ottoni La Toscanini, su chiamamicitta.it.
  24. ^ Concerto Ensemble La Toscanini, su fondazionetoscanini.it.
  25. ^ Recensione concerto Ensemble La Toscanini, su chiamamicitta.it.
  26. ^ Iniziative per il 75º Anniversario della Liberazione di Montegridolfo, su chiamamicitta.it.
  27. ^ XXIV edizione del concorso Il Novello di Romagna, su altarimini.it.
  28. ^ Programma della sagra "Il Borgo dell'Olio Novello e delle iniziative natalizie, su emiliaromagnanews24.it.
  29. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/
  30. ^ Sgarbi e Montegridolfo, su giornaledicattolica.com.
  31. ^ Soggiorno ex Ministro della Cultura, su chiamamicitta.it.
  32. ^ Concerto Orchestra Toscanini e Alberta Ferretti, su ilrestodelcarlino.it.
  33. ^ Presentazione dell'esposizione "Una luce sulla Storia", su riminitoday.it.
  34. ^ Scheda del catalogo, su books.google.it.
San Sebastiano Martire, replica della bottega di Jusepe de Ribera

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Katja Del Baldo, Invito alla esplorazione artistica delle chiese di Montegridolfo, Comune di Montegridolfo, 1998.
  • Maria Luisa Casadei, Montegridolfo : la storia, gli uomini, i fatti, Comune di Montegridolfo, 1995.
  • Domenico Berardi, G. Fontana e F. Montevecchi, Rocche e castelli di Romagna, III, Bologna, Alfa, 1971.

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