Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

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Coordinate: 41°54′19.4″N 12°29′40″E / 41.905389°N 12.494444°E41.905389; 12.494444

Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Logo MIPAAF.png
Sede MIPAAF.jpg
Sede del Ministero a Roma.
SiglaMIPAAF
StatoItalia Italia
TipoMinistero
Istituito1946
PredecessoreMinistero dell’agricoltura
MinistroGiuseppe Conte (ad interim)
SottosegretarioGiuseppe L'Abbate
Bilancio1.320 milioni di euro[1]
Impiegati1 750[2]
SedePalazzo dell'Agricoltura, Roma
IndirizzoVia Venti Settembre, 20
Sito webwww.politicheagricole.it/

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (noto anche con l'acronimo MIPAAF) è un dicastero del Governo italiano, preposto all'elaborazione e al coordinamento delle linee politiche agricole, forestali, agroalimentari nonché per l'ippica, la pesca a livello nazionale, europeo e internazionale, rappresentando l'Italia in seno all'Unione europea per le materie di competenza.

Ha sede presso il Palazzo dell'Agricoltura a Roma, in Via Venti Settembre, ma ha sedi anche in via Quintino Sella, 42 e in via dell'Arte, 16, sempre in Roma. In seguito alle dimissioni del ministro Teresa Bellanova, dal 14 gennaio 2021 il ministero è guidato ad interim dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Ministero preposto all'ambito agricolo venne creato da Camillo Benso, conte di Cavour durante il suo terzo Governo del 1860, per così trasferirlo nel primo Governo del Regno d'Italia del 1861, affidato a Giuseppe Natoli e con l'identica denominazione Ministero dell'agricoltura, dell'industria e del commercio.

Nel 1916 venne costituito il Ministero dell'agricoltura, per scorporo dal predetto ministero, da parte del Governo Boselli. Il dicastero era concepito e organizzato per far fronte alle esigenze della prima guerra mondiale. Nel 1923 venne assorbito nell'istituendo Ministero dell’economia nazionale, che accorpava il Ministero dell’industria e il commercio e il Ministero del lavoro e della previdenza sociale da parte del Governo Mussolini.

Il dicastero riprese le vecchie funzioni nel 1929, sempre col Governo Mussolini, con la denominazione di Ministero dell'agricoltura e delle foreste, denominazione che avrebbe mantenuto anche in seguito alla nascita della Repubblica; le competenze in materia di industria e commercio furono invece trasfuse in un ulteriore dicastero, il Ministero dell'industria e del commercio (oggi Ministero dello sviluppo economico).

Con l'attuazione delle regioni, prevista nella costituzione repubblicana e avvenuta nel 1970, molte funzioni del dicastero furono trasferite ai suddetti enti locali (quale, a titolo d'esempio, la tutela di alcune tra le aree naturali protette, divenute parchi regionali).

A seguito dell'esito favorevole di un referendum del 1993, che ne abrogò la legge d'istituzione, il ministero subì un'ulteriore diminuzione delle sue competenze, e di conseguenza vari cambi di denominazione:

  • Ministero per il coordinamento delle politiche agricole, alimentari e forestali (dal 5 agosto 1993);
  • Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali (dal 5 dicembre 1993, ex legge 491/1993, recante Riordinamento delle competenze regionali e statali in materia agricola e forestale, durante il Governo Ciampi);
  • Ministero delle politiche agricole (dal 5 giugno 1997, ex d.lgs. 143/1997);
  • Ministero delle politiche agricole e forestali (MIPAF, dal 14 settembre 1999, ex d.lgs. 300/1999, cosiddetta "riforma Bassanini");
  • Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MIPAAF, dal 17 maggio 2006, con il Governo Prodi II).

La riforma Bassanini limitò le competenze del Ministero all'ambito agricolo, alimentare, ma soprattutto di rappresentanza degli interessi unitari dell'Italia in seno all'Unione europea, al fine di evitare la perdita dei fondi della PAC, la Politica agricola comune. Venne, quindi, sottoposto a riforma organizzativa nel 2005.

Il Decreto-legge 12 luglio 2018, n. 86 trasferì al dicastero anche le funzioni in materia di turismo, che dal 2013 erano esercitate dal Ministero per i beni e le attività culturali. Il trasferimento, deciso dal Governo Conte I, era volto a "favorire una politica integrata di valorizzazione del Made in Italy e di promozione coerente e sostenibile del Sistema Italia". Con un nota di agosto 2018[3] il ministero comunicò ad operatori ed organi di controllo che la sigla utilizzata dovesse cambiare da MIPAAF a MIPAAFT.

Alla nascita del Governo Conte II, il 5 settembre 2019, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte stabilì che la competenza in materia di turismo venisse riassorbita dal Ministero per i beni e le attività culturali. Il trasferimento delle funzioni è avvenuto con il Decreto-legge 21 settembre 2019, n. 104; conseguentemente il dicastero ha riassunto l'acronimo MIPAAF.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Funzioni[modifica | modifica wikitesto]

Il MiPAAF si occupa della politica agricola, fermo restando le competenze delle Regioni e delle Province autonome, dell'agroalimentare, della pesca, dell'acquacoltura, delle foreste, dei boschi vetusti, degli alberi monumentali, della fauna, dell'ippica, delle frodi alimentari, della sicurezza alimentare, delle funzioni e dei compiti statali spettanti in materia di agricoltura e foreste, caccia, alimentazione, pesca, produzione e prima trasformazione dei prodotti agricoli, come definiti dal paragrafo 1 dell'art. 32 del trattato che istituisce la Comunità europea, come modificato dal trattato di Amsterdam, ratificato con legge 16 giugno 1998, n. 209, nonché dalla vigente normativa comunitaria e nazionale. In particolare ha il compito specifico di rappresentare l'Italia nell'ambito della Commissione europea e del Parlamento europeo per la contrattazione della politica agricola comunitaria.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il Ministero è stato riorganizzato con Decreto del presidente della Repubblica 22 luglio 2009, n. 129, recante Regolamento recante riorganizzazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, a norma dell'articolo 74 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133., in GURI n. 207 del 7 settembre 2009, in uffici a diretta collaborazione del ministro, e in tre dipartimenti.

Dipendono direttamente dal ministro le seguenti strutture di staff:

  • segreteria particolare del ministro
  • servizio di controllo interno
  • ufficio di gabinetto
  • ufficio del portavoce del ministro
  • segreteria tecnica del ministro
  • ufficio legislativo
  • ufficio rapporti internazionali
  • consigliere diplomatico
  • ufficio studi
  • commissario ad acta ex Agensud

Sono organi strutturati nell'amministrazione ministeriale i seguenti uffici:

Organi consultivi[modifica | modifica wikitesto]

Sono organi consultivi del Ministero:

  • il Consiglio nazionale dell'agricoltura, dell'alimentazione e della pesca, quale organo tecnico consultivo del ministro che ha il compito di svolgere attività di alta consulenza, di studio e ricerca.
  • il Comitato nazionale italiano per il collegamento tra il Governo italiano e l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, che svolge le funzioni e i compiti previsti dal D. Lgs. 7 maggio 1948, n. 1182, compresi quelli di studio e predisposizione di programmi agroalimentari a supporto dell'attività della FAO.

Ex Corpo forestale dello Stato[modifica | modifica wikitesto]

Stemma del Corpo forestale dello Stato

Presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, con organico distinto e dipendenza autonoma, fino al 31 dicembre 2016 operava il CORPO FORESTALE DELLO STATO, Forza di polizia di polizia dello Stato ad ordinamento civile specializzata nella tutela dell'ambiente, nella protezione delle foreste, nella salvaguardia del paesaggio, nella conservazione della biodiversità animale e vegetale, nell'educazione ambientale e nella lotta attiva agli incendi boschivi con mezzi aerei e Direttori delle Operazioni di Spegnimento (DOS).

Il Corpo forestale dello Stato gestiva altresì 130 Riserve naturali statali e diverse Aziende sperimentali per un totale di oltre 130.000 ettari di demanio forestale e provvedeva alla sorveglianza dei 22 Parchi nazionali italiani, collaborando con gli Enti Parco nei censimenti e nel recupero della fauna selvatica e nelle varie attività tecniche ed educative.

Il Corpo forestale dello Stato è stato soppresso il 31 dicembre 2016 in applicazione della riforma Madia, dopo 194 anni di attività al servizio del Paese, delle sue Istituzioni e dei suoi cittadini.

Le sue competenze istituzionali e le sue risorse umane (8.500 uomini e donne in divisa con qualifiche permanenti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza + 1.500 operai forestali), strumentali (1 sistema informativo collegato a migliaia di PC, 16 Sale operative del numero di emergenza telefonico 1515 collegate a migliaia di radio, cellulari e ripetitori, 1.300 automezzi di servizio, 150 mezzi speciali, 36 elicotteri, 1 aeroplano, migliaia di armi di reparto, munizioni, strumentazioni tecniche e scientifiche), logistiche (1.650 caserme, uffici, scuole, rifugi, camere di sicurezze, armerie, centri recupero fauna selvatica e basi elicotteristiche con relativi arredi, utenze, alloggi e biblioteche) e finanziarie (milioni di euro annui) sono state smembrate tra cinque Corpi ed Enti dello Stato.

In particolare, le maggiori funzioni e risorse del disciolto Corpo forestale dello Stato sono state assegnate al neo Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare (CUFA) istituito in seno all'Arma dei carabinieri, mentre altre importanti funzioni sono state attribuite ai Vigili del fuoco (Anti incendio boschivo), alla Polizia di Stato (ordine pubblico - concorso), alla Guardia di finanza (soccorso alpino, polizia di mare - concorso) e alla neo Direzione generale delle foreste (DIFOR) istituita presso il Mipaaf (per l'esercizio delle seguenti funzioni: politiche forestali nazionali, rappresentanza interessi forestali italiani presso l'U.E. e l'O.N.U., alberi monumentali, boschi vetusti, vivai forestali, CITES, EUTR- FLEGT ed economia montana).

Reparto pesca marittima della Capitaneria di porto[modifica | modifica wikitesto]

Il dicastero per i suoi compiti si avvale anche del reparto pesca marittima del Corpo delle capitanerie di porto, quale organo specializzato istituito presso il Ministero ai sensi dell'art. 4 del D. Lgs. 27 maggio 2005, n. 100; dipende funzionalmente dal ministro delle politiche agricole, ma gerarchicamente, tuttavia, dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ed esercita funzioni di supporto alle attività di vigilanza e controllo della pesca marittima e dell'acquacoltura e delle relative filiere.

Enti collegati[modifica | modifica wikitesto]

Logo dell'ICQRF
Sede ISMEA a Roma,viale Liegi,26

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN309580362 · ISNI (EN0000 0004 1754 8996 · BNF (FRcb16776931v (data) · WorldCat Identities (ENviaf-309580362