Governo Cavour III
| Governo Cavour III | |
|---|---|
| Stato | |
| Presidente del Consiglio | Camillo Benso, conte di Cavour (Destra storica) |
| Coalizione | Destra storica, Militari |
| Legislatura | VII |
| Giuramento | 21 gennaio 1860 |
| Dimissioni | 17 marzo 1861 |
| Governo successivo | Cavour IV 23 marzo 1861 |
Il Governo Cavour III è stato il tredicesimo ed ultimo esecutivo del Regno di Sardegna, ed il terzo tra quelli guidati da Camillo Benso, conte di Cavour.
Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, è rimasto in carica dal 21 gennaio 1860 al 23 marzo 1861 (sebbene già dimissionario dal precedente 17 marzo, quando rinunciò per cortesia in seguito alla Proclamazione del Regno d'Italia), per un totale di 427 giorni, ossia 1 anno, 2 mesi e 2 giorni.
In questo governo fu istituito, tramite regio decreto (R.D. 18 marzo 1860 n. 4038) il "Ministero della marina", scorporato dal Ministero della guerra e posto provvisoriamente sotto la Presidenza del Consiglio dei ministri; in più fu ricostituito il "Ministero dell'agricoltura, dell'industria e del commercio" (R.D. 5 luglio 1860, n. 4192), precedentemente soppresso dal Governo d'Azeglio I.
Compagine di governo
[modifica | modifica wikitesto]Appartenenza politica
[modifica | modifica wikitesto]| Partito | Presidente | Ministri | Totale | |
|---|---|---|---|---|
| Destra storica | 1 | 8 | 9 | |
| Militare | - | 1 | 1 | |
Composizione
[modifica | modifica wikitesto]Cronologia
[modifica | modifica wikitesto]1860
[modifica | modifica wikitesto]- 21 gennaio - Il governo giura dinnanzi al Re.
- 11-12 marzo - Dopo essere già insorte in seguito alla seconda guerra d'indipendenza (formando le Province Unite del Centro Italia), dopo un compromesso con Napoleone III si tengono i plebisciti di annessione nel Granducato di Toscana, nella Legazione delle Romagne, nel Ducato di Modena e Reggio e nel Ducato di Parma e Piacenza. L’approvazione vince con una maggioranza schiacciante.
- 24 marzo - Come ricompensa dell’aiuto del Secondo impero francese nella guerra contro l’Impero austriaco, viene firmato il Trattato di Torino ed organizzati due plebisciti nella Contea di Nizza e nella Savoia.
- 15-16/22-23 aprile - Si tengono i due plebisciti di annessione al Secondo impero francese. L’approvazione vince con una vittoria schiacciante.
- 5 maggio - Inizia la Spedizione dei mille guidata da Giuseppe Garibaldi. Essa porterà al crollo del Regno delle Due Sicilie ed alla conseguente annessione delle sue province (formalizzata con RR.DD. 17 dicembre 1860, n. 4498 e 4499).
- 21 ottobre - Si tengono i plebisciti di annessione nel Regno delle Due Sicilie. L’approvazione vince con una maggioranza schiacciante.
- 26 ottobre - Garibaldi ed il Re, sceso nel mentre in Italia meridionale su pressione internazionale al fine di far desistere il primo dal prendere Roma (che era protetta dal Secondo Impero francese), si incontrano a Teano: Garibaldi fa un simbolico passaggio di consegne.
- 17 dicembre - In seguito all’allargamento del territorio, è sciolta la Camera dei Deputati al fine di conferire rappresentanza ai nuovi cittadini e convocati gli elettori per il 27 gennaio ed il 3 febbraio; e il nuovo Parlamento per il 18 febbraio.
1861
[modifica | modifica wikitesto]- 27 gennaio-3 febbraio: Si svolgono le elezioni politiche: La Destra storica vince con una ampissima maggioranza.
- 17 marzo - Con la Legge n. 4671, approvata all’unanimità dal Parlamento del Regno di Sardegna, viene proclamato il Regno d'Italia affidando al Re Vittorio Emanuele II di Savoia, il rispettivo titolo. A seguito della pubblicazione, dunque, Cavour ritiene opportuno rassegnare le dimissioni, che sono accettate dal sovrano con un conseguente reincarico.
- 23 marzo - Con la formazione del nuovo esecutivo, termina ufficialmente l’esperienza di governo.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ Dal 29 settembre 1860, ammalatosi, fu sostituito da Giovanni Battista Cassinis e poi da Saverio Francesco Vegezzi, pur rimanendo ministro.
- ^ Dal 29 settembre 1860, a causa della sua assenza, fu sostituito da Camillo Benso, conte di Cavour, pur rimanendo ministro.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Rosario Romeo, Vita di Cavour, Laterza, Bari, 2004, pp. 446, 458, 500. ISBN 88-420-7491-8.
- Francesco Bartolotta, Parlamenti e Governi d'Italia dal 1848 al 1970, 2 Voll., Vito Bianco editore, Roma, 1971, II Vol., p. 30.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Scheda sul Governo Cavour III, su storia.camera.it.
