La gabbianella e il gatto

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La gabbianella e il gatto
La Gabbianella e il Gatto.png
Diderot, Zorba, Colonnello, Segretario, Pallino e Fortunata in una scena del film
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1998
Durata 76 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,37:1
Genere animazione, drammatico, musicale
Regia Enzo D'Alò
Soggetto Luis Sepúlveda
Sceneggiatura Umberto Marino
Produttore Columbia Pictures
Produttore esecutivo Maria Fares
Casa di produzione Sony Pictures, Sony Animation
Distribuzione (Italia) Columbia Pictures
Art director Michel Fuzellier
Character design Walter Cavazzuti
Animatori Giorgio Ghisolfi, Marco Varrone
Montaggio Rita Rossi
Effetti speciali Daniele Arpini
Musiche David Rhodes
Scenografia Michel Fuzellier
Doppiatori originali

La gabbianella e il gatto è un film d'animazione italiano del 1998 realizzato dallo studio Lanterna Magica e diretto da Enzo D'Alò, basato sul romanzo Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare dello scrittore cileno Luis Sepúlveda.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Amburgo, 1998. Il film si apre con i "gatti del porto" Zorba, Colonnello, Segretario, Diderot e Pallino, che, intrufolatisi in un cantiere, assistono di nascosto a una cospirazione di topi di fogna, determinati a proclamare l'avvento del loro capo, il perfido Grande Topo, ad uscire per sempre dalle tubature e ad impadronirsi della città. Diderot, un gatto intellettuale che possiede un'enciclopedia, ha l'idea di mettere fuori gioco i topi schiacciandoli sganciando su di loro un carico di metallo sospeso a una gru, ma inavvertitamente Segretario, mentre manovra maldestramente la gru premendo i pulsanti, starnutisce e attira l'attenzione dei topi, che rincorrono i gatti; durante la fuga, vedendo Pallino in difficoltà, Zorba affronta i topi da solo cavandosela con un morso alla zampa. Sulla strada del ritorno verso casa fanno la conoscenza di Bubulina, una bella gatta domestica siamese (essendo precipitati sul balcone della casa in cui lei vive).
Nella stessa notte, al largo della costa di Amburgo, durante una burrasca, una motovedetta si schianta contro una petroliera provocando uno sversamento di petrolio nel mare. La mattina seguente uno stormo di gabbiani in migrazione si ferma presso la costa di Amburgo per cibarsi di aringhe, molto vicino alla pozza di petrolio: Kengah, una gabbiana con in grembo il suo primo uovo, non sente l'ordine di decollo di emergenza a causa del pericolo, si attarda sott'acqua a prendere altri pesci e finisce nel petrolio. Dietro suggerimento di un altro gabbiano di nome Igor, riesce faticosamente a pulirsi tuffandosi nell'acqua pulita sottostante e a liberarsi, spiccando il volo, finché, esausta, precipita nel giardino della casa di Zorba. Kengah, consapevole di non avere più molto tempo da vivere, decide di usare le sue ultime forze per deporre l'uovo, strappando infine tre promesse a Zorba: non mangiare l'uovo, averne cura finché non si schiuderà e insegnare a volare al nascituro.

Zorba, commosso, accetta senza pensare a cosa va incontro e chiede consiglio ai suoi amici Colonnello, Segretario, Pallino e Diderot, ma, ritornati sul posto (avevano pensato di provare a pulire la gabbiana con della benzina, che Segretario aveva pescato con la coda dal serbatoio di una macchina mentre Pallino distraeva il benzinaio), Kengah è già spirata dopo aver deposto l'uovo. Zorba rivela agli amici la sua responsabilità verso l'uovo e, quando Segretario gli dice che è necessario "covare" l'uovo, acconsente con imbarazzo. Per venti giorni il gatto rimane a casa, occupandosi dell'uovo, all'insaputa della sua padrona. Purtroppo due topi, mandati dal Grande Topo come spie, scoprono il segreto e riportano la notizia al loro capo, che progetta di rapire il nascituro.
A un certo punto, vedendo arrivare Bubulina, Zorba cerca di nascondere il fatto che stava scaldando l'uovo per covarlo e inavvertitamente, non consapevole che esso si stava casualmente schiudendo, ci si siede sopra. La gabbianella orfana (che tratta Zorba come sua madre e inizialmente lo mette parecchio in difficoltà) viene battezzata Fortunata (Fifì) dalla comunità dei gatti, coinvolta da Zorba nel difficile compito di allevare questa inattesa 'figlia'. La piccola Fifì si trova di fronte un difficile compito: quello di imparare a conoscersi e capire di non essere un gatto pur vivendo tra gatti, prima di imparare a volare. Nello stesso tempo, al fianco degli amici felini, si trova a dover fronteggiare il pericolo dei topi.

Un giorno Fortunata, giocando con Pallino, contendendosi un gomitolo di lana, litiga con lui, che per dispetto le dice che Zorba e gli altri gatti la coccolano e la nutrono solo perché la vogliono far ingrassare per mangiarsela, essendo lei non un gatto ma un uccello. Sconvolta, Fortunata scappa e viene rapita dai topi che vogliono mangiarla. I gatti organizzano un'operazione di salvataggio e Pallino, a cui è stato proibito di unirsi alla spedizione, pentitosi di aver trattato male Fifì, si intrufola di nascosto nelle fogne per affrontare coraggiosamente il Grande Topo. Purtroppo viene catturato anch'egli dai topi ma, sul punto di essere ucciso e mangiato, viene salvato dallo stratagemma che i gatti avevano organizzato, analogo a quello del cavallo di Troia (di cui avevano letto nell'enciclopedia di Diderot): i gatti sopraggiungono nascosti all'interno di una enorme forma di formaggio (realizzata con pezzi di formaggio donati da tutti i gatti della città), sbaragliano i topi e liberano Pallino e Fifì.

La gabbianella, ormai "adolescente", continua ad essere triste perché pensa a ciò che le ha detto Pallino. Zorba la rassicura, spiegandole che Pallino le ha detto una cosa vera e una falsa: è vero che fa parte della natura animale che i gatti mangino gli uccelli, ma è vero anche che loro, a lei, non potrebbero mai fare del male, perché le vogliono bene da quando è nata, tanto più perché sanno che è diversa da loro, anche se il fatto che lei dichiari di voler essere un gatto come loro li rende molto fieri.

Dopo qualche giorno i gatti decidono di insegnarle a volare, per onorare anche quest'ultima promessa che Kengah, la vera madre di Fifì, aveva strappato a Zorba. Consultando l'enciclopedia di Diderot, studiano e provano ogni tipo di metodo e le fanno fare mille esercizi, purtroppo senza risultato, in quanto la gabbiana continua a schiantarsi al suolo.

Zorba chiede quindi aiuto a Bubulina e alla sua padroncina Nina (miagolando la lingua umana, cosa che sarebbe vietata ai gatti, ma Zorba sostiene che basta scegliere bene con che umano dialogare), per portare Fortunata in cima al campanile di San Michele (in cima al quale il padre di Nina, un poeta, va spesso di notte a pensare entrando da una porticina sempre aperta) dal quale potersi lanciare e, finalmente, volare. Arrivati in cima, Nina e Zorba aiutano la gabbianella a superare ogni paura. Fifì si butta in picchiata rischiando di schiantarsi al suolo ma, prima di toccare terra, finalmente la gabbianella apre le ali e riesce a levarsi in volo. Fortunata saluta Zorba e i suoi amici con un addio e Pallino, pentitosi delle cattiverie dette in precedenza e felice che Fifì sappia volare, prova a spiccare il volo, ovviamente non riuscendoci: Fifì se ne accorge e lo solleva in aria. Tornato a terra, Pallino saluta la gabbiana chiamandola "sorellina". Fifì vola verso il mare, dove incontra uno stormo di gabbiani, trovando quindi il suo futuro.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Il brano principale della colonna sonora, So volare, è stato scritto e interpretato da Ivana Spagna e lanciato come singolo nelle radio in concomitanza con l'uscita del film, Ivana Spagna canta anche Canto di Kengah. Altri brani della colonna sonora sono Non sono un gatto di Leda Battisti, Siamo gatti di Samuele Bersani, Duro lavoro e Noi siamo i topi di Gaetano Curreri e Antonio Albanese.

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu il più grande successo di D'Alò, uscito alla fine del 1998, il film incassò oltre 12 miliardi di lire[1], ed è il suo film più famoso nonché la pellicola d'animazione italiana di maggior successo commerciale.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Differenze con il libro[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel film a prendersi cura di Zorba è un'anziana signora, presumibilmente la sua padrona, mentre nel libro i suoi padroni sono in vacanza e a occuparsi di lui durante la storia è un loro amico di famiglia.
  • Nel film è del tutto assente la scena del libro riguardante l'infanzia di Zorba.
  • Nel libro Zorba incontra e fa amicizia con i gatti del porto uno alla volta (prima Segretario, poi Colonnello, in seguito Diderot e infine Sopravento). Nel film, i primi tre compaiono insieme a Zorba come suoi amici sin dal principio.
  • Nel libro è specificata la residenza di Colonnello e Segretario, un ristorante italiano. Inoltre, diversamente dal film, il libro specifica anche che i padroni di Colonnello e Segretario sono rispettivamente il cuoco e il cameriere di questo ristorante (che si chiamano rispettivamente René e Carlo). Nel film questi personaggi vengono nominati quando i gatti devono decidere a che umano rivolgersi e li prendono in considerazione, ma non appaiono mai.
  • Nel libro i gatti del porto si procurano la benzina facendo immergere a Segretario la coda in un secchio di benzina nel loro ristorante, nel film invece vanno in una stazione di servizio e, mentre Pallino distrae il benzinaio facendosi accarezzare per poi morderlo, Segretario immerge la coda nel serbatoio di una macchina in rifornimento.
  • Nel libro Colonnello convince Segretario a fare ciò che vogliono i gatti del porto offrendogli uno dei suoi piatti preferiti del menù del ristorante, cosa che nel film non accade.
  • Nel film Zorba viene ritratto come un gatto tutto nero ma con il muso e il petto bianco, invece nel libro è tutto nero con una sola macchia bianca sul collo.
  • Nel libro i gatti chiamano la gabbiana sempre Fortunata, nel film la chiamano Fortunata solo una volta, quando devono decidere come chiamarla, e poi sempre Fifì.
  • La figura del poeta compare nel libro verso l'ultima parte, mentre nel film è il primo personaggio presentato, mentre improvvisa rime preparando la cena; stessa cosa accade per la sua gatta Bubulina. Inoltre nel film compare anche una terza figura, la figlia del poeta, per cui il padre improvvisa rime divertenti, assente nel libro.
  • Diderot, nel libro, vive al "Bazar di Harry", negozio gestito da Harry, un vecchio lupo di mare, pieno di oggetti antichi e relitti misteriosi; nel film abita in un più imprecisato museo abbandonato.
  • Il personaggio dello scimpanzé Mattia, bigliettaio del Bazar di Harry, è stato rimosso nel film: al suo posto è stato inserito il gattino rosso Pallino, nipote di Colonnello, amico del protagonista e inizialmente non molto simpatico alla gabbianella.
  • La figura dell'antagonista nella pellicola è molto definita, e viene introdotta subito: si tratta dei malvagi topi di fogna. Essi, guidati dal Grande Topo, vogliono risalire in superficie e conquistare lo spazio terreno a scapito dei gatti: per questo cercano di spiare ogni loro mossa. Due ratti, infatti, vengono inviati dal Grande Topo a spiare costantemente i tentativi di Zorba di covare l'uovo affidatogli da Kengah, e dopo aver catturato la gabbianella vengono scoperti dal gatto e puniti. Nel libro invece la figura dell'antagonista non è ben definita, in quanto il vero antagonista della storia è il mosaico di avvenimenti e personaggi che si avvicendano intorno ai protagonisti: essi, volontariamente e non, rendono difficoltosa la missione dei gatti del porto. I topi compaiono anch'essi nel ruolo di personaggi negativi, ma hanno un ruolo molto più marginale: è assente sia la figura del Grande Topo (che nel libro viene definito semplicemente il "Capo dei Topi") sia il loro proposito di conquistare il mondo in superficie, e sebbene tentino di catturare la piccola gabbianella non hanno il compito di spiare le mosse di Zorba: nel libro infatti a svolgere questo ruolo non sono i topi ma due gatti nemici di Zorba, assenti nel film.
  • Nel libro la gabbiana si spaventa, nel film si spaventa, scappa e viene catturata dai topi che se la vogliono mangiare, venendo poi salvata da Zorba, Diderot, Colonnello, Pallino e Segretario.
  • Assente nel libro è anche la parte riguardante il rapimento di Fortunata e la strategia del "Cavallo di Troia" con la grande forma di formaggio.
  • Sopravento, il gatto di mare, è stato cambiato nel film in una gatta di nome Rosa dei Venti. Inoltre nel libro Sopravento è chiaramente descritto come color miele, nel film Rosa dei Venti è rossastra.
  • Nel film è la figlia del poeta a condurre Zorba sul campanile, non il poeta stesso, come invece accade nel libro. Inoltre nel libro Zorba miagola faccia a faccia con il poeta, mentre nel film si rivolge alla figlia mentre questa sogna profondamente, per poi svegliarsi e trovare fisicamente il gatto che era nel suo sogno in casa sua (con il poeta Zorba non si trova proprio mai a contatto).
  • Nel libro Diderot è di colore grigio, mentre nel film è arancione. Inoltre Segretario, nel film, ha tutti i baffi, mentre nel libro ne ha solo due.
  • Nel libro Colonnello miagola con accento napoletano e si riferisce spesso a Zorba chiamandolo "guaglione", diversamente dal film, dove miagola in modo normale e lo chiama "giovanotto".
  • Nel libro è del tutto assente la palese attrazione di Zorba verso Bubulina.
  • Nel libro a suggerire l'idea di rompere il tabù di miagolare l'idioma degli umani è Zorba, nel film sono Diderot e Segretario.
  • Nel film, il poeta descrive come propria una poesia sui gabbiani di Bernardo Atxaga. Nel libro, quando la legge a Zorba, gli rivela anche l'identità dell'autore.

Trasmissioni televisive[modifica | modifica wikitesto]

Il film viene trasmesso unicamente su Rai 1 il giorno di Pasquetta (1º aprile) 2002 e replicato su Rai 2 il giorno di fine anno 2003, su Boing nel 2015 e su Premium Cinema nel 2016.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Movieplayer.it - Pagina incassi del film, movieplayer.it. URL consultato il 19-1-2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]